08/04/2018 | 13.00
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RIPARTIAMO DALLA GRINTA DI DE ROON! - by Giuliobas

Risultati immaginiAlla fine nel complesso tocca accontentarsi di un punto perché come dice Gasperini certe sfide bisogna avere il merito di raddrizzarle, anche quando non si è particolarmente brillanti sia dal punto di vista del gioco che soprattutto sul piano della condizione fisico-atletica.

La dea torna a giocare in quel di Ferrara dopo ben cinquanta dall'ultima lontana circostanza: era il 28 aprile 1968 e in quell'occasione la Spal vinse di misura 1-0. Ora gli estensi tornati in serie A in questa stagione dopo una doppia cavalcata entusiasmante dalla Lega Pro alla massima serie guidati dall'attuale tecnico Semplici sono alla ricerca di punti salvezza importanti mentre gli uomini di Gasperini, alla terza gara settimanale e dopo lo stop interno contro la Samp, devono riprendere la marcia verso l'Europa nonostante le prime fatiche di una stagione a ritmi elevati e il primo caldo di primavera si fanno sentire nel catino bollente del Paolo Mazza.

Il tecnico di Grugliasco,ancora funestato dagli infortuni pesanti di Spinazzola e Ilicic e il non recupero di Caldara, chiede uno sforzo ai suoi senatori e vara il consueto 3-4-1-2. Davanti a Berisha nella linea a tre ci sono Masiello, posizionato sul vertice destro, Mancini al centro e Palomino a sinistra. In cabina di regia immancabile e indispensabile l'accoppiata di qualità e sostanza De Roon-Freuler, mentre sulle corsie esterne a Hateboer che spinge sulla destra risponde il tedesco Gosens sfoga le sfuriate sul fronte mancino. In avanti confermati per la terza partita consecutiva Cristante in appoggio al tandem Gomez-Petagna.
Dall'altro lato anche gli spallini non snaturano il loro modo di giocare dettato dall'allenatore toscano che non ha mai perso la fiducia della società e ora la sta ripagando a pieno. Nel 3-5-2 biancoazzurro il giovane promettente Meret difende i pali e guida la retroguardia di casa formata da Cionek,Salamon e Felipe. Il regista è Viviani affiancato dagli interni ex Atalanta Grassi e Kurtic, mentre Lazzari e Costa sono schierati come esterni. In attacco uno dei dogmi di Semplici è la doppia e contro i nerazzurri tocca a Paloschi e Antenucci.

Avvio molto deciso e determinato per Gomez & C. che dopo 120 secondi costruiscono la prima azione pericolosa con il traversone di Hateboer che taglia tutta la difesa avversaria e arriva tra i piedi di Gosens, il quale viene respinto da Meret in angolo. Il tedesco è molto attivo nella sua corsie di competenza, appoggia molto bene la manovra offensiva. Intanto nei primi dieci minuti la dea prova ancora a sfondare con De Roon (tiro a lato) e Hateboer (conclusione centrale). Dopo un'inizio in apnea i padroni di casa cercano di mettere fuori la testa dal guscio e al 12' arriva il primo squillo con Costa che imbecca Grassi in area ma il suo sinistro incrociato viene parato con il piede da Berisha. Pian piano la Spal comincia a costruire buone trame di gioco cercando sempre lo sviluppo del gioco delle fasce da cui nascono molti cross che seppur non costituiscano particolari brividi alla difesa atalantina danno coraggio ai biancoazzurri che alzano il baricentro. Un brivido lo regala invece l'estremo difensore albanese che offuscato dal sole non trattiene il tentativo da lontano di Viviani rischiando la frittata. Al 21' la Spal sfonda ancora a sinistra con Costa il cui tiro viene deviato prontamente in corner da Mancini. In campo dopo un'inizio promettente dei nerazzurri pare che i ruoli si siano invertiti, gli estensi mostrano un piglio migliore e una condizione fisica e mentale al top. Al 25' prova a riaffacciarsi la squadra di Gasperini con Gomez che cerca la precisione e colpisce il legno proseguendo nella sua stagione tutt'altro fortunata negli episodi. Freuler ribatte in rete ma Damato di Barletta ferma tutto per fuorigioco dello svizzero. Un fulmine a ciel sereno che dimostra come l'Atalanta abbia tutte le carte in regola per abbattere il muro spallino ma è una sfuriata momentanea e sporadica e al 39' arriva il vantaggio dei padroni di casa:dal settore destro punizione di Viviani, Berisha rimane sulla linea, Palomino si perde Cionek che di testa indisturbato fa 1-0. I primi 45 minuti vanno così in archivio con la Dea che dopo una partenza aggressiva si trova sotto contro una Spal capace di resistere e poi riposizionarsi e salire in cattedra.
Nell'intervallo Gasperini sceglie di cambiare in attacco con Petagna(già ammonito e diffidato, salta l'Inter) che rimane negli spogliatoi a favore dell'ingresso del vichingo Cornelius che inizia un duello con i difensori tignosi avversari che si fanno sentire e rispondono colpo su colpo. Anche l'inizio della ripresa è di marca atalantina con il Papu che prova a caricarsi sulle spalle la squadra: prima imbeccato alla perfezione secondo disegni geometrici da Gosens si decentra troppo e Meret riesce a respingere, poi si mette in proprio ma conclude abbondantemente a lato. La Spal prova a colpire in ripartenza, Lazzari è una spina nel fianco quando mette il tubo  e al 63'  sulla ribattuta della difesa Viviani colpisce la traversa con Berisha immobile e battuto. Al 68' Hateboer prova a colpire al volo, il suo destro maldestro diventa assist per la testa di Freuler che contrastato spedisce fuori. L'azione si spegne sul fondo e Gasp prova a dare una sterzata di giovinezza al match inserendo Barrow per Palomino. Il gambino dà velocità, vivacità, imprevedibilità al gioco neroazzurro e al 77'  va al tiro ma Meret risponde presente e un minuto più tardi da uno dei suoi traversoni insidiosi Costa atterra Gomez. Per Damato è rigore e il VAR Di Bello conferma. Sul dischetto De Roon si prende la briga e la responsabilità di pareggiare la gara: Meret intuisce, smussa anche il pallone ma non basta ad evitare l'1-1 sotto il settore ospiti, ribollente di quasi 2.000 cuori neroazzurri. L'olandese carica la squadra e all'81' esplode un destro fulmineo che viene deviato dal portiere avversario. Barrow scatenato lavora bene la palla e lancia Gomez che si perde sul più bello. Il forcing finale non regala il gol della vittoria alla Dea, la Spal si lamenta per due presunti rigori negati per gli interventi molto rischiosi di Masiello e Mancini su Paloschi e Grassi.
È un punto importante su un campo non facile contro una formazione in forma che durante la stagione ha sempre giocato tutte le gare con personalità e carattere. D'altra parte per la Dea la coperta è un po' corta, le fatiche si fanno sentire. Serve in questa settimana ricaricare le pile: il sogno Europa diventa un pizzico più complicato da raggiungere con la Fiorentina, che ha un angelo in più che dal cielo li protegge (ci piace pensarla così), viaggia spedita da 6 giornate, ma tutto rimane aperto e se l'Atalanta rimane attaccata al treno dell'ex Coppa Uefa potrà approfittare di un eventuale passo falso dei viola. I bergamaschi non mollano, non lo faranno nemmeno i giocatori in campo in queste ultime 7 giornate per quella che comunque rimane una stagione super positiva (per inciso, con il punto di ieri la Dea ha raggiunto la salvezza matematica). Ricordiamoci sempre da dove veniamo e ripartiamo dalla grinta e determinazione con cui De Roon ha preso palla e ha calciato quel rigore riaccendendo le speranze orobiche e forse qualcosa potrà ancora accadere.

 

Giuliobas

By staff
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