Rizzati: «La Spal può fermare anche l’Atalanta»
Ferrarese purosangue ed ex bomber dell’Atalanta( 38 partite (8 gol nella stagione 1974-1975) ). In nerazzurro ha avuto per compagni grandi talenti (Cabrini, Fanna), una colonia di ex spallini (Cipollini, Mongardi, Musiello) ed anche l’attuale presidente nerazzurro (dal 2010 il ritorno in carica, dopo la precedente esperienza di inizio anni ’90) Percassi, che all’epoca di mestiere faceva il difensore.
Alberto Rizzati, classe 1945, contro la Spal si esaltava. Gol decisivo con il Parma (di cui era idolo assoluto) nel 73/74, rete pesantissima proprio con l’Atalanta nel 3-1 bergamasco contro i biancazzurri nel giugno 1975. Chissà, dunque, come Rizzati vivrà la partita di sabato al “Paolo Mazza”...
«Sulla carta - dice l’ex attaccante - l’Atalanta è nettamente superiore, sia come formazione di partenza che per organico. La Spal, però, ha resistito molto bene contro due big quali Inter e Juventus, quindi non vedo perchè non possa fare altrettanto sabato. Sarebbe molto importante non perdere».
Rizzati, se lo ricorda quel gol che segnò con l’Atalanta contro la Spal?
«Altrochè. I biancazzurri erano passati in vantaggio da pochi minuti, ma io replicai in fretta, realizzando l’1-1. Ne parlavo nei giorni scorsi proprio con l’amico Gambin (ex attaccante della Spal; ndr). C’era questa palla che rimbalzava a un metro dalla linea di porta. Lucio Mongardi si apprestava a rinviare, a spazzare lontano, ma io mi buttai, entrai a gamba tesa, misi la pianta del piede e segnai in quel modo. Lucio mi guardò furente ma non disse niente. Poi, a fine partita, uscimmo dal campo insieme e lì mi apostrofò: “Alberto, se non fossi stato tu ti avrei dato una legnata...”».
Grande amicizia, la sua con Mongardi.
«Eravamo cresciuti insieme fin da ragazzini. Poi, agli inizi delle nostre carriere, io ero al Rovereto e lui al Trento. Io studiavo per prendere il diploma di perito, e andavo a scuola proprio a Trento. Così mi trovavo con Lucio, trascorrevamo momenti insieme. Successivamente, giocammo insieme proprio nell’Atalanta, la stagione successiva a quell’episodio citato».
Tra i suoi compagni di squadra in nerazzurro c’era Antonio Percassi, attuale presidente atalantino: era meglio come terzino o ha dimostrato di più nelle vesti dirigenziali?
«Guardi che Percassi aveva il pallino di dirigere già quando giocava. Era un difensore di grinta, tanta grinta, ma corretto. Si capiva però che nutriva già interessi imprenditoriali, che stava sviluppando già durante la carriera calcistica. Da presidente ha raggiunto grandi traguardi, in più ha un signor allenatore quale Gasperini e tanti elementi validi: spero che non venda tutti per fare cassa».
Chi le piace dell’Atalanta?
«Gomez, un grande giocatore. Poi Ilicic, che è bravissimo. E naturalmente i giovani, da Cristante agli altri».
E della Spal?
«Antenucci. Mi arrabbio quando viene sostituito. Si adatta a tutto, va a difendere, sa far salire la squadra, segna. Apprezzo molto sia lui che Lazzari, che è quello che si mette in luce più di tutti con le sue galoppate. Mi meraviglio che sia ancora alla Spal, ma farà il salto perchè lo merita».
Sabato per chi tiferà?
«Che discorsi... Spero che la Spal faccia punti, perchè la cosa principale è che si salvi. Per l’Atalanta, invece, arriva 6ª o 8ª cambia poco. La partita si annuncia molto importante, ma lo sarà per la Spal più che per l’Atalanta».
Lei crede nella permanenza in serie A dei biancazzurri?
«Senza ombra di dubbio. Ma la Spal dovrà continuare a giocare con lo spirito di sacrificio che sta sfoggiando da un po’ di tempo a questa parte. E credo proprio che lo farà, ha capito che questa è la strada giusta per centrare l’obiettivo finale».
fonte lanuovaferrara.it