Sarri e i Pretoriani: un rapporto complicato?

E' indubbio che l'avvento di Sarri sia coinciso con uno scossone alla Vecchia
Guardia della squadra, ai Pretoriani che da tanti anni vestono la nostra
maglia.
Djimsiti se n'e' andato con tutti gli onori. A tempo debito ha
chiesto di andare in Arabia e guadagnare gli ultimi soldi. Sacrosanto,
legittimo e infatti tutto l'ambiente l'ha capito
DeRoon: si e' scritto
fiumi di incostro sulle modalita' comportamentali del suo passaggio alla Roma.
Sospendiamo il giudizio e lo leghiamo ad altri due rimasti in rosa che pero'
sembrano giocare meno di prima: Zappacosta e Pasalic.
Di sicuro gioca
meno Zappacosta, casualmente titolare nelle uniche due partite vinte. Il suo
valore non è una novità. Esterno capace di giocare su entrambe le fasce, di
spingere, portare palla e arrivare alla conclusione. Grande esperienza,
carattere e rendimento nonostante i suoi anni.
Pasalic? discorso simile
anche se gia' con i mister precedenti si sedeva in panchina. 150 minuti
giocati nelle due partite vinte poi 28 nelle altre tre partite, guardacaso.
Centrocampista intelligente, bravo nei tempi, ad attaccare gli spazi, negli
inserimenti e al tiro
Per DeRoon, Zappacosta e Pasalic il sospetto e'
uno: che l'integralismo di Sarri abbia pesato e stia pesando sul loro cambio
di status
Il mister toscano non e' tipo che le mandi a dire. Puo'
essere stato fin troppo chiaro con l'olandese agevolando la sua
partenza?
E con Zappacosta e Pasalic sta agendo in modo giusto o non ha
considerato efficacemente il loro apporto anche in termini di esperienza e
carisma in campo?
Ancora il modulo davanti a tutto?