Sarri in conferenza stampa: «Dobbiamo essere padroni della partita più a lungo»

Mister, che cosa le è piaciuto di più della partita e che cosa, invece, deve migliorare?
«Abbiamo fatto un primo tempo di alto livello, con ritmo, pressione alta e tante occasioni. Mi è piaciuto l’atteggiamento, perché abbiamo giocato con coraggio ed entusiasmo. Nella ripresa, però, abbiamo smesso di andare a prenderli nella loro metà campo e siamo diventati meno puliti nelle uscite. Lasciando a loro il controllo della partita, abbiamo sofferto e nel finale abbiamo perso precisione anche nei primi passaggi. Nonostante le difficoltà, abbiamo avuto altre quattro o cinque palle gol. Dobbiamo essere più coraggiosi e riuscire a mantenere quel livello per più tempo».
Il calo nella ripresa la preoccupa, soprattutto dopo le tre sconfitte e la lunga sosta?
«Non ho visto una squadra così in difficoltà dal punto di vista dello spirito. Anzi, nei momenti complicati ho apprezzato la disponibilità al sacrificio di tutti. Non so se abbiamo pagato qualcosa sul piano fisico e mentale, dopo i ritmi alti del primo tempo e il lavoro svolto durante la sosta. La squadra, però, ha mostrato qualità. Se riuscissimo a portare quei trenta-trentacinque minuti di alto livello a sessanta-settanta, potremmo diventare un problema per chiunque».
Il 4-2-3-1 è una soluzione destinata a restare? E che cosa offre in più rispetto al 4-3-3?
«È un’alternativa, non una scelta definitiva. Abbiamo lavorato molto sul nuovo modulo, ma la sosta ci ha interrotto e abbiamo ripreso soltanto negli ultimi due o tre giorni. Nei primi trentacinque minuti mi è piaciuto, mentre quando la partita è diventata troppo aperta, con occasioni da una parte e dall’altra, ho preferito tornare al 4-3-3. Il 4-2-3-1 nasce anche dalla necessità di aumentare la pericolosità offensiva, dopo aver portato più palloni nell’area avversaria senza creare abbastanza occasioni. Dobbiamo ancora trovare il giusto equilibrio, ma è un’arma in più che riproporremo».
Perché ha scelto Krstović al posto di Scamacca e che cosa le ha dato Elmas?
«La differenza di minuti giocati tra Krstović e Scamacca in questa stagione è minima. Oggi ho preferito Krstović per avere più profondità, considerando che loro giocavano con tre difensori non particolarmente veloci. Elmas, invece, può darci pressione e allo stesso tempo equilibrio. La scelta era legata anche a questo».
Come giudica l’espulsione di Elmas e quali sono le condizioni di Scalvini e Bellanova?
«Non credo che Elmas abbia fatto apposta: voleva prendere il pallone e si è ritrovato con il piede a martello. L’immagine mostrata al VAR, però, è una cosa diversa dal calcio giocato. Detto questo, sul 3-1 e a dieci minuti dalla fine poteva evitare un intervento del genere, un po’ sconsiderato. Per quanto riguarda gli infortunati, Bellanova ha dolore al gluteo e non dovrebbe avere nulla di grave. Scalvini, invece, ha un problema a un flessore e dobbiamo valutarlo».
Kessié ha colpito anche per la personalità con cui ha trascinato i compagni. Quanto conta una figura del genere?
«Franck è un ragazzo umile, ma in campo ha grande personalità. Mi hanno colpito il suo carattere e il suo atteggiamento fin dal momento in cui è arrivato. È raro trovare un giocatore che riesca a unire queste due qualità, e noi ce lo teniamo stretto».
Rowe sembra in crescita: quanto lo ha aiutato lavorare a Zingonia durante la sosta?
«Ha fatto bene per circa un’ora, poi si è un po’ spento e ha abbassato l’intensità nella fase difensiva. Credo che abbia ancora ampi margini di miglioramento».
Le scelte e i cambi sono stati condizionati anche dall’impegno di giovedì? E che cosa significa il lavoro a livello cardiaco di cui ha parlato Giuntoli?
«Se avessimo segnato il 4-1 in contropiede, avrei fatto diversi cambi pensando al futuro. Invece, in una sola azione abbiamo perso due difensori e siamo stati costretti a modificare i piani. Sul lavoro a livello cardiaco, penso si riferisse ad allenamenti di tipo fisiologico e metabolico, mirati a migliorare la funzionalità fisica».