Servono i gol di Scamacca per la ripartenza dell'Atalanta

Ha iniziato con lo stesso ritmo del 2023-24 quando arrivò l’Europa League. La Dea lo tiene stretto e vuole prolungare il contratto in scadenza nel 2028
A Bologna non ha esultato per il gol segnato alla Turchia. "Mi ero tenuto la gioia per il secondo, perché avrei voluto segnare il secondo. Vorrà dire che esulterò in caso di gol alla Francia". Gianluca Scamacca è così, anticonformista al punto che a volte pare rabbuiato per un gol o una giocata illuminante. Nemmeno contro il Cagliari, appena realizzato il momentaneo 1-1 (poi ko 2-1), espresse la sua gioia. Arriveranno anche le braccia alzate e i sorrisi, intanto l’Atalanta e l’Italia si prendono questo Scamacca che è partito velocissimo in questa stagione.
avvio super
—Tre gol nelle prime 10 presenze (7 con la Dea e 3 con la Nazionale). Mai fatto meglio da quando gioca a Bergamo. Ha pareggiato il conto dei gol della prima stagione, quella terminata con la vittoria dell’Europa League a Dublino. Se proprio volessimo andare a cercare un dato ancora più significativo, segnate questo. Al 5 di ottobre - giorno della rete contro la Turchia - mai da quando è all’Atalanta si era ritrovato già a quota tre realizzazioni. Nella prima stagione, entro quella data, era fermo a due, la doppietta contro il Monza del 2 settembre in campionato. Poi dovette attendere il 17 ottobre per salire a tre con il gol di Wembley contro l’Inghilterra in maglia azzurra. Nella stagione successiva era fermo per infortunio da agosto. Nella scorsa, 2025-26, restò inchiodato a uno (24 agosto contro il Pisa) fino al 22 novembre quando segnò al Napoli e per arrivare a tre dovette attendere il 6 dicembre contro il Verona.
senza rigori
—In questa stagione invece, ai primi di ottobre, è già al terzo gradino. Uno per competizione e mai su rigore. Aspetti da non sottovalutare dentro un’analisi complessiva. Scamacca è riuscito a lasciare il segno in ciascuna delle competizioni affrontate finora. Prima il gol decisivo in Conference contro l’Hapoel Tel Aviv (vittoria per 1-0 sul neutro di Miskolc in Ungheria nella gara di ritorno), poi l’illusorio pareggio contro il Cagliari e quindi il centro in Nazionale che è stato utilissimo per sbloccare la serata. Tutti gol di destro nel giro di 39 giorni. Da lunedì contro il Venezia questa sua brillantezza dovrà essere spalmata anche su più partite ravvicinate. Maurizio Sarri ha bisogno di concretezza là davanti per svoltare l’avvio di stagione. E lui può diventare il riferimento con le sue giocate non solo dentro l’area, ma anche come filo rosso che può legare la manovra. Le qualità tecniche di Scamacca sono riconosciute da ogni allenatore che lo ha avuto. Per questo motivo è quasi limitativo pensarlo come un centravanti e basta. Ha visione di gioco e può diventare un riferimento anche per la costruzione, non solo per la finalizzazione.
rinnovo
—Alla luce di tutto questo, è chiaro che l’Atalanta continui a ritenerlo al centro del progetto. Al punto che i contatti con l’agente di Scamacca per allungare il contratto sono già stati allacciati. L’attuale accordo scadrà il 30 giugno 2028 ed è normale partire con largo anticipo con i colloqui per evitare di arrivare troppo vicini alla scadenza. Dopo aver allungato quello di Giorgio Scalvini fino al 2031, l’intenzione della Dea è di ritoccare anche il contratto di Scamacca. A gennaio compirà 28 anni e si trova nel cuore della carriera. Dopo aver superato un grave infortunio nel corso della stagione 2024-25, è arrivato il momento della stabilizzazione ad alti livelli. La fiducia di Roberto Mancini per la Nazionale è stata un forte scossa di positività per l’attaccante romano. A Bergamo lo hanno curato e aspettato, credono fermamente nelle sue qualità e pensano di avere in casa un centravanti top. Anticonformista e con un carattere sensibile. Ma con caratteristiche rare per uno del suo ruolo. Allora anche se non esulta ai gol, prendiamo la parte buona: la rete. Lo riporta gazzetta.it
