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20/10/2026 | 21.15
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Svincolati: illusioni?

Con Hien, Scalvini, Kossounou e Kolasinac alle prese con problemi fisici, l’emergenza in difesa è seria. Ma prendere uno svincolato tanto per fare qualcosa può essere un errore. Il caso Alaba, appena arrivato all’Udinese e già fermo, invita alla prudenza.

Quando mancano i giocatori, la tentazione è sempre la stessa: guardare la lista degli svincolati e cercare magari un nome importante a prezzi modici. Qualcuno con esperienza, magari con un passato in una grande squadra, che possa sistemare tutto in pochi giorni.

In queste condizioni è normale chiedersi se il mercato degli svincolati possa offrire una soluzione. Ma uno svincolato, anche di nome, non è necessariamente un affare.

L’esempio più fresco è quello di David Alaba. L’Udinese ha puntato sull’ex difensore di Bayern Monaco e Real Madrid, un giocatore che non ha certo bisogno di presentazioni. Un nome capace di portare esperienza, personalità e qualità. Peccato che il campo racconti un’altra storia, almeno per il momento.

Alaba ha esordito entrando nel finale della partita contro il Torino, poi è partito titolare contro il Lecce. La gara è durata soltanto un tempo: all’intervallo è rimasto negli spogliatoi e gli esami hanno successivamente evidenziato un problema muscolare al polpaccio destro.

È un caso che fa riflettere. Alaba arriva da stagioni condizionate dagli infortuni e non giocava con continuità da tempo. Pensare che bastasse il suo nome per risolvere i problemi dell’Udinese era quantomeno rischioso.

Se, e il "se" è grande come una casa, si cercano svincolati occorre avere l'occhio lungo e non scegliere necessariamente campioni con un passato glorioso, ma giocatori in grado di scendere in campo, reggere il ritmo e dare una mano alla squadra.

Se uno svincolato ha bisogno di un mese per ritrovare la condizione, a cosa serve nell’immediato? Se ha uno storico di infortuni pesanti, chi garantisce che non si fermi di nuovo? E se pretende uno stipendio importante, il risparmio sul cartellino dove finisce?

Sono domande semplici, ma decisive. L’Atalanta per ora ha scelto di non intervenire sul mercato degli svincolati, puntando sulle risorse interne e sui giovani. È una posizione comprensibile: evitare acquisti affrettati è spesso una scelta saggia.

Perché il cartellino può costare zero, ma un acquisto sbagliato si paga lo stesso. E in una stagione in cui ogni punto conta, l’Atalanta non può permettersi di confondere un’occasione con un azzardo.

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 News tratta da : ns pezzo

By staff
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