16/11/2024 | 07.27
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Ti ricordi di Lars Larsson?



Lo svedese che ha lasciato l’Atalanta in bianco (ma a Bergamo trovò moglie)

E' l’estate dei sogni quella del 1984 per i club di Serie A. Napoli impazzisce quando si realizza quello che porta Maradona al San Paolo, il Torino invece prende Leo Junior (strappandolo alla Longobarda, verrebbe da dire), il Milan regala ai tifosi Wilkins, la Fiorentina fa il colpo Socrates, l’Inter invece fa arrivare in Italia Rumenigge. Non vuole essere da meno l’Atalanta, neopromossa in Serie A dopo aver vinto il campionato cadetto con Sonetti. Il presidente Bortolotti guarda al Nord Europa, alla Svezia in particolare, prendendo due calciatori: il più affermato è Glenn Peter Stromberg, centrocampista già molto conosciuto, grazie alla Coppa Uefa vinta nel 1982 col Goteborg, al gol rifilato all’Italia nelle gare di qualificazione all’Europeo del 1984, al campionato appena vinto col Benfica. Per quasi due miliardi di lire il club bergamasco lo porta in nerazzurro. Stromberg è un regista, ci vuole pure un attaccante: l’Inter ha preso Rumenigge e dunque ha Hansi Muller in uscita, sarebbe una buona occasione, ma la trattativa si impantana e non se ne fa nulla. Allora la dirigenza nerazzurra guarda ancora in Svezia, facendo una scommessa: si chiama Lars Larsson, detto Lasse, e dopo aver stupito tutti col Trelleborg nell’ultimo anno è stato capocannoniere in Svezia con la maglia del Malmo.


Un buon investimento: mezzo miliardo di lire per un attaccante di 22 anni già nel giro della nazionale. La Dea è un’ottima squadra, con dentro giovani promettenti del calibro di Roberto Donadoni e Marco Pacione, calciatori più esperti come Andrea Agostinelli ed Enrico Vella. La campagna acquisti porta Stromberg, Larsson e Osti: si accende l’entusiasmo, col record di abbonati al Comunale, più di diciassettemila.

Larsson, però, arriva fuori condizione: mentre Stromberg si mette subito in luce in Coppa Italia, contro Taranto e Sambenedettese, Lasse gioca pochi scampoli di gara, per poi subire un gravissimo infortunio ai legamenti (forse già in condizioni precarie all’arrivo a Bergamo), che lo farà tornare in campo solo nel mese di gennaio. Eppure nello spogliatoio e in città Lasse si guadagna la simpatia e la stima di compagni e tifosi: è un bravo ragazzo, si fa voler bene, e a Bergamo trova anche moglie, sebbene si inizi a malignare, al solito, sul suo arrivo e sullo scarso utilizzo. Dicono sia il cugino di Stromberg, ma è ovviamente falso.

Mette piede in campo in Serie A per la prima volta contro l’Inter, negli ultimi minuti, e tutto ciò che riesce a racimolare sono 3 scampoli di partita e una sola gara da titolare, senza gol, contro l’Ascoli. Gol che arriva invece nella Mitropa Cup, quando segna con un bel tocco di destro sottomisura contro gli slavi dell’Iskra Bugojno il gol vittoria, tuttavia non utile alla conquista del trofeo. La stagione della Dea sotto la guida di Sonetti è buona: arriva un decimo posto finale senza particolari problemi per la salvezza, con l’unico rimpianto della Mitropa Cup. Le gerarchie create sembrano tuttavia consolidate: l’attacco nerazzurro è affidato a Pacione. Dunque Lasse spinge per tornare in patria, al suo Malmo dove vince due campionati diventando una leggenda, tanto che gli viene dedicato anche un treno del trasporto pubblico, il pagatag 085. È scomparso nel 2015, stroncato da una malattia scoperta solo un mese prima che non gli ha lasciato scampo.

fonte ilfattoquotidiano.it

By marcodalmen
23 commenti
SubbuteoGroup
17 Novembre 2024 | 12.18

Sposò una ragazza di via Toti, nel mio quartiere di allora.

Riposa in pace Lasse.


Caem
17 Novembre 2024 | 00.52

Pota si… primo anno da abbonato (in Sud), poi dall’anno dopo sarebbe stata sempre Nord!!!

Ci credevo nel biondino, ma alla fine … quell’anno ….. avevamo già fatto uno dei migliori acquisti della nostra storia senza saperlo…. 

GPS7

so nasit atalantino
16 Novembre 2024 | 16.59

Scècc, l'era mia ù bidù; l'è riat a Berghèm co la distursiù dèl senòcc, al sera facc mal nell'òltima partida in Svesia. Mèl regorde be, al mera simpatech.

dolcissimo2
16 Novembre 2024 | 15.17

Allora la ns A era molto fisica lui nn era adatto,me lo ricordo benissimo poi torno in patria e fece ancora parlare di se, la sua scomparsa in eta ancora giovane poi rende triste tutto

Per riprendere la classifica dei bidoni di Briske ci metto anche Sauzee e valenciano

doinel1907
16 Novembre 2024 | 14.42

Io mi ricordo le radiocronache di Corbani e suoi commenti su Larson senza nessuna pietà !

Falena
16 Novembre 2024 | 13.15

Da diversamente giovane certo che lo ricordo, come ricordavo la sorte avversa e la sua dipartita.

amigosincero
16 Novembre 2024 | 12.44

"Torna a casa, Lasse"

Oiggaiv
16 Novembre 2024 | 12.40

Lo ricordo benissimo nonostante le poche apparizioni, troppo giovane per morire, R.I.P. 

Barbie
16 Novembre 2024 | 12.07

Certo che me lo ricordo.

E nei primi 3 della classifica "bidoni", presi nella storia dell' Atalanta.

A sua parziale scusante,come scritto anche nell' articolo,molto probabilmente arrivó già rotto,e poi era una scommessa non era certo uno famoso

Il più bidone di tutti ,visto anche le aspettative, perché  lui invece era già  affermato,penso che venne l' anno dopo ,e parlo di Peters.

louis1911
16 Novembre 2024 | 11.58

Ricordo il suo esordio, tocca la prima palla dopo mezz'ora e boato del pubblico 

Flash
16 Novembre 2024 | 09.53

Ricordo benissimo. Mio nonno diceva che era stato dato in omaggio con l’acquisto di Stromberg. Senza leggere l’articolo ricordo che aveva spasato una bergamasca e fatto un gol in Mitropa .

corra1907
16 Novembre 2024 | 09.38

Anche la sua Morte desta sospetto di utilizzo di sostanze dopanti che in quegli anni si assumevano con troppa leggerezza....vedi casi Vialli, Borgonovo, Signorini...Fortunato....

Flash

In risposta a: corra1907

16 Novembre 2024 | 09.54

Sono state 4 morti (3 accumunando signorini e borgnonovo) diverse, non puoi generalizzare 

corra1907

In risposta a: Flash

16 Novembre 2024 | 10.03

Vabbe ci sarebbe da aggiungere maggiori dettagli,  non è questo il contesto giusto.  

Tony1907

In risposta a: corra1907

16 Novembre 2024 | 10.26

Soprattutto Fortunato per me non c'entra nulla, morto giovanissimo di leucemia.

corra1907

In risposta a: Tony1907

16 Novembre 2024 | 11.28

Ripeto argomento complesso. Non c’è possibilità di approfondimento adeguato. La mia era solo una riflessione un po’ troppo superficiale e basata su semplici coincidenze su di un tema purtroppo molto serio. 

mirko70
16 Novembre 2024 | 09.31

Si me lo ricordo benissimo

Mi ricordo che un giorno andai a vedere un allenamento allo stadio in curva sud e durante una partitella fece un gol di tacco su calcio d'angolo uguale a quello fatto da Mancini mi sembra a Parma 



papimisci
16 Novembre 2024 | 09.23

Me lo ricordo in quell'Atalanta Ascoli, purtroppo aveva perso più di metà campionato per infortunio.qpl.

Fabi84
16 Novembre 2024 | 09.08

Nell’84 sono nata…😁

Però mio papà ogni tanto mi parlava di lui 😊

MiniMaxi
16 Novembre 2024 | 08.53

Il mio primo anno da abbonato, certo che mi ricordo!

Fosse rimasto ancora un anno magari sarebbe andata diversamente. Comunque non possiamo lamentarci: dei due svedesi arrivati quell' anno, uno si è rivelato niente male!

Mi dispiace che sia morto così presto, mi ero perso la notizia. 

giuliano70
16 Novembre 2024 | 08.52

Sono in ospedale per appendicite, compro la gazzetta e leggo del suo acquisto con il titolo "Mi chiamano piccolo Nordahl", ragazzo sfortunato.

RIP

IVANO62
16 Novembre 2024 | 08.19

Chi? Mister tripletta?😂😂 ché bidù....

josipil72
16 Novembre 2024 | 07.33

Si infortunò nella sua ultima partita in Svezia