05/03/2026 | 13.00
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Un'attesa di 7 settimane...

La semifinale di Coppa Italia non si decide all'Olimpico. Si va al ritorno, il 22 aprile a Bergamo, con tutto ancora in gioco. Il pareggio è stato giusto: le due squadre si sono equivalse, ma i nerazzurri hanno avuto qualcosa in più sul piano della pericolosità.

Partiamo dai numeri. Due gol per parte, ma l'Atalanta ha colpito una traversa con Zappacosta prima dell'intervallo e si è vista annullare una rete a Krstovic per un fuorigioco millimetrico di Zappacosta stesso, che nel frattempo era diventato assistman. Se conti tutto, la bilancia pende leggermente dalla nostra parte.

I più brillanti in campo, tra i nerazzurri, Zappacosta e Bernasconi, quando la forma ti mette le ali (anche senza la Red Bull...)

Tra quaranta giorni si torna in campo, e stavolta a casa nostra. A Roma sapevano gia' cosa significa: un atmosfera intensa e un tifo incessante, averlo visto contribuire allo schianto del Dortmund in Europa ha rinfrescato loro la memoria. L'esatto contrario di quanto si è visto all'Olimpico ieri sera, dove la contestazione dei tifosi della Lazio ha trasformato lo stadio in un posto freddo e silenzioso. Per i giocatori biancocelesti non deve essere stato semplice giocare così. A Bergamo sarà tutta un'altra storia, e l'Atalanta lo sa.

Ci vorranno la bellezza di sette settimane, un'infinita' di tempo per quella formula che da anni chiede di essere cambiata senza che le alte sfere battano ciglio.

Persino il Sinigaglia a Como martedi' sera in una, per loro, semifinale storica contro l'Inter, presentava qualche spiazzo vuoto.

Noi dell'Atalanta non possiamo cambiare niente, turiamo il naso di fronte a tutto cio' e inseguiamo quella coppa che ci e' sfuggita in tante finali perse dopo il '63

Calep



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