04/06/2022 | 07.27
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Visto dalle Highlands – L’ora delle decisioni irrevocabili

E’ stata certamente una stagione strana, di quelle che ti lasciano disorientato, pieno di dubbi, di domande, di preoccupazioni. Inutile tornare su questioni che addetti ai lavori, giornalisti e tifosi hanno vivisezionato in maniera minuziosa. E’ andata così, per mille motivi, ora bisogna guardare avanti.

Già, ma con quali prospettive ?

Visto che nessuno si sogna mai di porre agli addetti ai lavori domande vere, di porre sul tavolo della discussione le questioni scomode, vorrei nel mio piccolo rimediare. Io, come il sito che mi dà voce, non ho padroni a cui rispondere, non devo rendere favori a chicchessia, non sono “amico” di nessun componente della società o operatore di mercato. Quindi, con il dovuto rispetto verso tutti, dico quello che mi sento di dire.

Parto dicendo che questa sessione di mercato e la prossima stagione sportiva saranno le più importanti dell’epoca gasperiniana, e probabilmente condizioneranno anche le stagioni a venire. Siamo ad un bivio: investire e rilanciare le ambizioni sportive o fare un passo indietro e rientrare nei ranghi, tagliando i costi e puntando a consolidare gli utili di bilancio attraverso la valorizzazione del settore giovanile ed il player trading in uscita ?

Perché, parliamoci chiaro, nessuno ha finora capito fino in fondo perché Pagliuca & C. siano entrati in Atalanta B.C. e quali siano i loro reali programmi presenti e futuri. Perché, non ce ne voglia il co-owner dei Celtics, qui a Bergamo dopo mesi e mesi ancora non conosciamo il timbro della sua voce, e l’unico momento di “socializzazione” è stato l’estemporaneo giro di campo assieme a Percassi, a cui non ha fatto seguito alcuna conferenza stampa o dichiarazione programmatica.

Mi pare logico che il tifoso medio resti spiazzato e si ponga delle domande, anche perché a fronte di una comunicazione prossima allo zero, come troppo spesso accade dalle parti di Zingonia, voci e teorie, anche le più strampalate, si alimentano. Organi di stampa anche prestigiosi hanno posto questioni sulla natura dell’investimento d’oltreoceano, su quali siano i target dei nuovi azionisti, parlando della contrazione di un prestito tramite bond che “costringerebbe” Atalanta B.C. a restituire una trentina di milioni all’anno più interesse. Quindi la “mission” dei nuovi partner diventa determinante: se il business plan prevede un ritorno economico nel medio-lungo periodo tramite la crescita del valore del club e del suo patrimonio allora il periodo luminoso potrebbe non essere giunto al termine, e verranno effettuati investimenti anche di una certa rilevanza nonostante la mancata qualificazione alle coppe europee, quelli che si chiamano investimenti anticiclici.
Altrimenti, l’operazione seguisse altre logiche, la quota annua per rientrare dall’investimento e pagare gli interessi potrebbe arrivare, come detto in precedenza, da una valorizzazione ed alienazione dei prodotti del settore giovanile e dalla vendita dei principali asset sportivi presenti oggi in rosa. Oltre che sperarlo, personalmente non penso che sia così, propendendo decisamente per la prima ipotesi, ma sono tutte ipotesi legittime nel contesto di un’operazione fatta in tempi e modi quantomeno particolari, senza una presentazione ufficiale, senza dichiarazioni programmatiche che non siano le reiterate e, concedetemelo, stucchevoli affermazioni dell’AD sull’obiettivo 40 punti, sul “ricordarsi da dove veniamo” ecc. ccc.

Ritengo che sia indispensabile non mollare la presa, dare all’ambiente interno ed esterno che questa è stata una stagione sfortunata sotto molti aspetti ma che la volontà della società è tornare da subito dove è stata in questi ultimi anni. I competitors stanno crescendo, anche a livello di convinzione e dichiarazioni programmatiche, e bisogna assolutamente restare agganciati al treno. Ed è fondamentale cambiare registro nella comunicazione, perché se è vero che contano i fatti e non le parole, le dichiarazioni pubbliche servono per dare stimoli e responsabilizzare l’ambiente (squadra, Mister) rispetto al perseguimento di obiettivi ambiziosi ed al tempo stesso lanciare un chiaro messaggio ai naviganti.

Nessun atalantino vuole che si diventi dei bauscia con dichiarazioni roboanti, ma almeno dire apertamente che l’obiettivo dell’Atalanta è tornare nelle competizioni europee che contano lo ritengo doveroso.
Basta con la storia dei 40 punti, basta con discorsi che più che esprimere umiltà appaiono come una grottesca quanto poco credibile forma di autocommiserazione. Del resto gli americani erano entrati in partnership con la vecchia proprietà per rafforzare la società e mantenere alti gli obiettivi, o mi sbaglio ?

Io attendo con grande trepidazione il prossimo mercato estivo, voglio dare fiducia ai Percassi ed ai nuovi soci ma da tifoso pretendo che siano i fatti a parlare, anche perché come ho detto questa sessione di mercato e la prossima stagione sportiva rappresentano uno snodo cruciale per capire quale sarà il futuro sportivo dell’Atalanta. Tanto per dirne una, il vociferato (e spero non veritiero) scambio Gollini-Kouamé con i viola (con i quali non farei alcun affare a prescindere) non sarebbe un bel modo di cominciare …

 

by Scozia
By staff
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