16/07/2026 | 14.15
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PRESENTATO MISTER MAURIZIO SARRI !



Alla presenza di Mister Pagliuca, del Presidente Antonio Percassi, dell' Amm.tore Delegato Luca Percassi e del DT Cristiano Giuntoli

Cristiano Giuntoli (DS): Buongiorno, benvenuti. Eh, dopo due giorni sono ancora una volta con voi, non mi voglio dilungare troppo. Intanto è doveroso ringraziare la presenza della proprietà, con Antonio Percassi, Steve Pagliuca, di tutta la dirigenza con a capo Luca Percassi. È timido, quindi andateci piano, e niente... Maurizio Sarri, non voglio aggiungere altro, ho già parlato anche troppo, grazie.

Maurizio Sarri


- buongiorno mister e in bocca al lupo per questa nuova avventura. E già che è timido, parto con questioni di campo che sono quelle che poi a lei piacciono di più. Conosciamo bene il suo calcio e conosciamo bene la tradizione di questi ultimi 10 anni del calcio proposto qui a Bergamo, e sono due filosofie diverse. Allora le chiedo: quanto Sarri vedremo in questa nuova Atalanta, e quanto prenderà invece da quello che è stato lasciato in questi anni qui?

Maurizio Sarri: Allora, prima di tutto anch'io vorrei ringraziare tutti, tutta la società, per essere presente in questo momento. E uno dei motivi per cui sono qui è la determinazione con cui loro mi hanno cercato, e la stima che ho io nei confronti di questa famiglia, di questa società. Una stima che non viene da un breve periodo, ma viene da lontano. Quello che hanno fatto mi ha sempre colpito molto: lo stadio, il clima che si respira dentro lo stadio, questa sensazione che ho di una società basata prettamente sul lavoro, a me ha sempre colpito molto. È uno dei motivi per cui sono venuto qui molto volentieri. È chiaro, la filosofia di calcio è completamente differente, quindi vediamo quello che si può tenere e quello che io, purtroppo per le idee di calcio che ho, sarò costretto a cambiare. Anche perché io devo trasmettere un calcio che sento dentro, non è che posso trasmettere un altro tipo di calcio. L'importante è vedere una buona Atalanta, e vedere un'Atalanta con le caratteristiche anche mentali che abbiamo visto negli ultimi anni. Una squadra che lavora durante la settimana, perché li vedevo fare delle partite che presupponevano ci fosse tanto lavoro dietro. Una squadra bella determinata, una squadra che lottava in tutte le partite, e quindi io spero si rivedano queste caratteristiche.

- Il fatto che l'Atalanta abbia puntato su di lei è un chiaro segnale sulle ambizioni della società. Quindi le chiedo: quali sono le difficoltà che contempla il lavoro che le è richiesto, quello di cercare di far attecchire una filosofia completamente diversa? E cosa si aspetta dal mercato? Due giorni fa il direttore sportivo Giuntoli ha detto: "La squadra numericamente e qualitativamente è già forte così", anche in considerazione del fatto che comunque la società è sempre stata tendenzialmente generosa con gli allenatori che ci sono stati. Glielo chiedo anche in rapporto all'esperienza dell'ultima stagione alla Lazio. Cosa si aspetta dal mercato?

Maurizio Sarri: Ma mi aspetto una stagione con meno difficoltà... difficoltà extracalcio sto parlando, poi le difficoltà calcistiche ci sono e cercheremo di superarle con il lavoro. Io... il direttore sa benissimo qual è il mio modo di pensare calcio, quindi non è che io ho bisogno di indicargli dei nomi. Sa benissimo le caratteristiche dei giocatori che a me piace allenare e quindi le varie opportunità di mercato sono sicuro che saranno colte. Poi l'Atalanta ha una propria filosofia, non è che io posso mettere in dubbio le scelte di mercato dell'Atalanta sia in uscita sia in entrata, che da anni sono di altissimo livello, quindi va bene così. Poi sulla qualità della rosa... scusami, fammi aspettare che rientrino gli otto giocatori che sono al Mondiale, e poi vediamo se ci manca qualcosa o meno. Però di quelli che sono qui sono contento: effettivamente una bella mentalità di lavoro, belli applicati.

- Volevo chiedere se ci può svelare magari una curiosità: cosa le ha chiesto la società nell'avvicinarsi poi alla stesura del contratto? Su cosa le ha chiesto di puntare per questa stagione? Grazie.

Maurizio Sarri: Mi ha chiesto di lavorare, che penso sia una delle poche cose che so fare bene nella mia vita. Insieme a un miliardo di difetti che c'ho, penso di essere un lavoratore e questo penso che sarà apprezzato dalla mia società. Grazie.

-Il giorno che sei arrivato ti hanno accolto tantissime persone, c'era pieno di dirigenti intorno a te, hai visitato il centro sportivo, abbiamo visto tante fotografie in punti diversi di Zingonia. Ormai sono una decina di giorni che sei qua tutti i giorni, mattina, mezzogiorno e sera. Ti chiedo la prima impressione di quello che hai trovato come ambiente Atalanta dentro al centro sportivo e nelle strutture che ti hanno presentato.

Maurizio Sarri: Un ambiente buono. Il centro sportivo è di ottimo livello, bella struttura, bella funzionalità. Ho trovato gente che lavora con grande disponibilità, ed era il motivo per cui li ho scelti subito appena mi hanno contattato. Quindi sono contento, grazie.

Sempre parlando del tema del cambio un po' di mentalità e stile di gioco dell'Atalanta, che passa da difesa a tre a difesa a quattro (sto sintetizzando, e mille altre cose). Riguardo le sue prime sensazioni lavorando con questa squadra, pensa che ci vorrà più o meno tempo nell'impostarla rispetto a quello che pensava? E se sta già lavorando su qualche giocatore per riadattare la sua posizione, ad esempio Samardžić mezzala, magari Zalewski, oppure Raspadori centravanti? Ha già qualche idea, sta provando a lavorare in questo senso?

Maurizio Sarri: Sta provando a lavorare in questo senso, effettivamente. Sto provando sia Zalewski sia Samardžić come interni di centrocampo. Raspadori è un giocatore forte e io lo sto seguendo da tantissimi anni, e quest'anno ho la fortuna, dopo un inseguimento durato 4-5 anni, di poterlo finalmente allenare. Però non bisogna dimenticare che qui dentro abbiamo due centravanti di valore, perché qui c'è Krstović e Scamacca, che sono due ragazzi che l'anno scorso hanno giocato pochissimi minuti contemporaneamente e poi hanno fatto più di 20 gol in due, quindi è come avere un centravanti che ti fa più di 20 gol. E quindi valutando anche questo, in questo momento Giacomo [Raspadori] lo stiamo utilizzando da esterno-interno. Poi quando saremo al completo vedremo come stanno andando avanti questi tentativi che stiamo facendo e quale può essere la soluzione definitiva.

Vado sulla falsariga dei giocatori. La sua risposta sui centravanti mi fa cambiare la domanda, perché volevo chiederle di De Ketelaere che era col Belgio, ma ha già detto tanto dei centravanti. Cambio argomento e vorrei parlare di Gaetano. Nella settimana di celebrazione di Rodri, lei che ha portato Jorginho a fare i famosi 180 passaggi col Verona (la famosa partita dei record), adesso parte da Gaetano che ha giocato lì 4 mesi in carriera. So che l'avete scelto voi perché lo conoscete, quindi va bene, ma lei si aspetta ancora qualcosa lì o dobbiamo pensare per esempio a casi come De Roon che potrebbe giocare come Rodri lì, ad esempio a due in mezzo al campo? Cosa dice lei?

Maurizio Sarri: Eh, Gaetano è stata un'idea del direttore, io gli ho detto che in quel ruolo l'ho visto poco, e quando l'ho visto, l'avevo visto fare anche piuttosto bene. Quindi è una scelta condivisa, ma questo non è che toglie dalle possibilità De Roon e tutto il resto. Anche perché poi io spero che la nostra stagione sia lunga, e che sia molto lunga, molto faticosa e piena di partite, quindi ci sarà bisogno di più soluzioni. E la possibilità di un 4-2-3-1 come modulo alternativo a quello che abbiamo intenzione di provare nella fase iniziale è plausibile.

Faccio un piccolo passo indietro: è arrivato da una stagione un po' tormentata. Innanzitutto, che stagione si aspetta adesso alla guida dell'Atalanta? E visto che è successo insomma quello che aveva un pochino previsto lo scorso anno, vuol dire qualcosa ai tifosi della Lazio visto che c'è una situazione un po' particolare? Grazie.

Maurizio Sarri: No, i tifosi della Lazio sanno benissimo come la penso, quindi è inutile tornarci sopra. Bisogna aprire un nuovo capitolo. È una tifoseria a cui io ho voluto bene, perché con me hanno avuto un comportamento strepitoso. La stagione dell'Atalanta può essere un po' sottotono, ma è successa anche in passato, io mi ricordo un ottavo posto qualche anno fa, però prima venivano da risultati di alto livello e subito dopo sono tornati risultati di alto livello. Quindi penso che siano delle stagioni che vanno messe in conto, ogni tanto succedono, non c'è niente di particolare.

Invece su un singolo attaccante volevo qualcosa da parte sua, che è Gianluca Scamacca. Immagino che da appassionato di calcio, vedendolo da fuori, sia un giocatore totale, che però ha avuto difficoltà fisiche non solo negli ultimi anni. Che tipo di Gianluca Scamacca ha ritrovato? E poi, se De Ketelaere, Scamacca e Raspadori insieme ce li ha in mente?

Maurizio Sarri: Ce li ho in mente sicuramente, sono tre giocatori importanti. Io considero Gianluca un attaccante forte, un attaccante forte che fino a questo momento, molto probabilmente, durante la carriera ha fatto meno di quelle che sono le sue potenzialità. Ma non penso che sia una sensazione che questo giocatore dà solo a me, penso sia una sensazione abbastanza generalizzata, quindi la grande sfida è portarlo al suo 100%. Stiamo facendo per lui un programma molto personalizzato per cercare di evitare infortuni in questo periodo, che chiaramente lo rallenterebbero molto, e speriamo molto nella collaborazione dei ragazzi.

Volevo sapere: nel suo assetto difensivo con il nuovo modulo, dove intende impiegare Scalvini? Grazie.

Maurizio Sarri: Ma in questo momento, visti i giocatori a disposizione, Scalvini sta provando a volte a centro-destra, a volte a centro-sinistra. Quindi in coppia nei due centrali penso lo possa fare.

Volevo sapere qual è, secondo lei, con la squadra che adesso ha a disposizione, l'obiettivo che può raggiungere l'Atalanta la prossima stagione.

Maurizio Sarri: Ma l'obiettivo in questo momento è renderla prima di tutto una squadra... una squadra che sposi un nuovo modo di pensare. Sicuramente nei primi mesi ci saranno difficoltà. Le stesse difficoltà... io quando arrivai a Empoli, dopo otto o nove partite ero ultimo, e poi la stagione si concluse con la finale play-off e la stagione successiva andammo in Serie A diretti, e la stagione successiva ci siamo salvati con sei giornate di anticipo. E anche a Napoli mi ricordo, dopo tre partite avevamo due punti (uno o due punti), quindi anche lì è stato un inizio sofferto, però a fine stagione siamo arrivati secondi. Quindi so che ci sarà da soffrire, da fare fatica, da subire critiche, questo sarà inevitabile, però poi andiamo a valutare il prodotto finito.

Quanto è fondamentale nel suo lavoro che dietro ci sia una società non soltanto ambiziosa e compatta, ma che fa della pazienza la sua più grande virtù? Visto che quando si parla di Atalanta si dice sempre che l'Atalanta sia in primis una famiglia. Grazie.

Maurizio Sarri
: Ma l'impressione è questa. Io spero di non fargliela finire la pazienza, spero che ne abbiano abbastanza da sopportarmi. L'impressione è questa, di essere dentro una grande famiglia, ed è la stessa impressione che avevo avuto da fuori, e sono molto contento che da dentro io ne abbia la conferma.

Le chiedo... anzi, cominciamo da un dato di fatto: Éderson è stato un pilastro fondamentale dell'Atalanta in queste ultime quattro stagioni. Voglio capire se anche nella sua Atalanta sarà un pilastro fondamentale e se lei ha chiesto esplicitamente la sua conferma per il prossimo anno e quelli che verranno.

Maurizio Sarri: No, queste sono scelte societarie. Poi Éderson sarà sicuramente un pilastro di questa squadra. L'unica mia paura era con che tipo di retropensieri il ragazzo potesse rimanere qui con noi. Il direttore mi sta invece confermando che il ragazzo rimane molto volentieri, addirittura sta chiedendo di rientrare qualche giorno prima del permesso che gli era stato concesso, e questo mi fa capire che molto probabilmente sarà nuovamente un pilastro di questa squadra. Grazie, prego.

In questi giorni ha avuto modo di allenare anche tanti ragazzi aggregati dall'Under 23 e dalla Primavera. Volevo sapere se ha trovato qualche ragazzo interessante che le piacerebbe confermare poi alla fine del ritiro in gruppo. Grazie.

Maurizio Sarri: Ora vediamo numericamente come saremo alla fine di tutte le storie di mercato, però ti posso dire che io ho la netta sensazione che in questi ragazzi che sto allenando in questo periodo, tra il 2007, 2008 e 2009, ci sono quattro giocatori che giocheranno sicuramente in Serie A.

Ricordo dopo Atalanta-Lazio del 2022, ad ottobre, che fece dei complimenti importanti al campo, che è una cosa di cui si parla molto poco, viene presa molto per aria, invece aveva detto che è un piacere veramente giocare su un campo così bello, su un'erba così bella. Quindi le chiedo se ha già parlato, tramite il direttore, coi giardinieri, tanto per allineare tutto quanto, e cosa si aspetta dalla sua prima partita allo stadio, che emozioni vivrà quando entrerà sul terreno di gioco.

Maurizio Sarri: Se ne parla molto poco per superficialità, perché io ti chiedo: ti faresti operare da un chirurgo che ha un bisturi che funziona male? No. E perché i giocatori devono giocare su dei terreni di livello bassissimo? Quindi io rimasi fortemente colpito, ma poi l'ho sempre trovato di alto livello il terreno a Bergamo. In quel periodo lì, era un periodo in cui di terreni belli c'era solo quello, e quindi per me non è... ho fatto una constatazione più che un complimento.

Riguardo la difesa, chiaramente si passa da un marcamento a uomo a una marcatura a zona, una linea a quattro anziché una linea a tre. Ma un giocatore come Kolašinac, per dirne uno, non dovrebbe avere difficoltà a convertirsi al nuovo credo, anche perché pure in Nazionale è tornato a giocare terzino sinistro a quattro.

Maurizio Sarri: Ecco, uno come Kolašinac sarà sicuramente un punto fermo della difesa, sarà un giocatore importante. Come sarà importante Bernasconi, e come sarà importante Kossounou... vediamo se poi lo specializzeremo da difensore centrale o da difensore esterno. Però Kolašinac è un ragazzo che, al di là dell'esperienza in Nazionale in cui gioca stabilmente da difensore esterno, anche in tutti gli anni in cui l'ho visto all'Arsenal ha giocato sempre da difensore esterno in una linea a quattro, e in una linea anche molto orientata sulla palla. Quindi sarà sicuramente un giocatore importante per noi.

Faccio un passo indietro anche io: l'esperienza dello scorso anno cosa le ha lasciato dal punto di vista umano e professionale? Cioè, come si esce da un'annata così difficile? E poi, a proposito di emozioni: lei parlava del campo, ma avrà emozioni anche con i tifosi che l'anno scorso di fatto non li ha mai visti a Roma. Questo ambiente più sereno cosa si aspetta, magari anche di fumare qualche sigaretta in meno?

Maurizio Sarri: Ma, quello purtroppo la vedo difficile, però ci posso provare. L'esperienza dell'anno scorso è formativa, mi sarebbe piaciuto viverla qualche anno fa perché poi, al determinarsi di certe situazioni, ti rendi conto di quello di cui hai bisogno e di quello che magari negli anni prima avevi sottovalutato, e che in una situazione di difficoltà va tirato fuori a tutti i costi. Quindi è sicuramente un'esperienza formativa che, se ti rispondo così al volo, ti direi: avrei voluto non viverla, però sicuramente mi ha lasciato qualcosa, e anche qualcosa di positivo. Poi è chiaro, anche per i tifosi, prima parlavo dell'ambiente che si vive dentro lo stadio, e quell'ambiente lì, a parte la bellezza dello stadio, lo fanno i tifosi che sono dentro. Un tifo che vedi raramente, con 100 minuti di continuità ininterrotta e un bel clima dentro lo stadio, un bell'ambiente.

Volevo chiedere della città...

Maurizio Sarri: Ma dovevate parlare tutti, tutti, tutti? No... (sorride)

No, volevo chiedere della città: lei ha vissuto in provincia di Bergamo da ragazzo, volevo sapere se ha già vissuto un po' la città.

Maurizio Sarri: Purtroppo c'ho pochi ricordi se non qualche flash, però c'ho una fortuna nella vita: io sono nato a Napoli e ho vissuto un paio d'anni in provincia di Bergamo, e mi sono ritrovato nella mia carriera a allenare il Napoli e l'Atalanta. Quindi questo penso sia un qualcosa di gratificante e che chiude un cerchio. A volte si pensa che sia tutto casuale, forse non è neanche casuale.

Buongiorno mister, benvenuto. Aggiungo "finalmente", perché possiamo definire un po' il matrimonio con l'Atalanta come un corteggiamento, un fidanzamento iniziato forse già un anno fa in questo periodo, e poi si è finalmente concretizzato. E le chiedo anche l'emozione: durante la sua visita, durante la semifinale di Coppa Italia ci eravamo fermati a parlare, aveva descritto un po' questa avventura dell'Atalanta come possibile anche qualche mese prima. Adesso c'è l'occasione di dimostrare...

Maurizio Sarri: Sì, uno di voi, mi sembra il signore là, mi disse: "Ma perché non vieni all'Atalanta?" E io gli risposi: "Guarda, ormai son vecchio, penso ormai non verrò più", e invece poi questa possibilità c'è stata. Ma a dirti la verità c'è stata anche... io a volte ho fatto dei risultati molto più importanti di quanti ne ho fatti nell'ultimo anno e non ho avuto grandi riscontri a livello di mercato. Quest'anno mi hanno cercato in tante società, e qualcuna forse anche pronta per vincere immediatamente, ma io ho scelto l'Atalanta perché quella sensazione me la porto dietro da anni e la dovevo ripagare in qualche modo. E quindi le sensazioni sono positive perché ci sono arrivato con una mentalità positiva.

Chiudiamo in maniera poetica, visto che tutti le hanno chiesto di tutto, citando il suo amato Bukowski, il maggiore interprete dei sogni e di chi li fa: qual è il suo sogno all'Atalanta?

Maurizio Sarri: Ma il sogno sarebbe creare una squadra forte attraverso il lavoro e portarla a vincere qualcosa, ma non perché io sia un maniaco delle vittorie. Le vittorie spesso sono sopravvalutate, perché molto spesso il viaggio è più bello della meta. Io a Napoli ho fatto 3 anni senza vincere niente, ma se mi parli di quali sono i 3 anni più belli della mia vita, ti dico i 3 anni di Napoli. Il viaggio è stato stupendo e spero sia lo stesso qui.

FINE DELLA CONFERENZA STAMPA


LuckyLu

By staff
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