
Il mancino serbo ha faticato a imporsi nei due anni all'Atalanta. Ma ora spera in un nuovo inizio con l'arrivo a Bergamo dell'ex allenatore della Lazio. Magari giocando in una posizione più arretrata.
Si può definire Lazar Samardzic un talento ancora incompiuto? Sì, forse si può. Del resto basta dare un occhio al modo in cui si è snodato il suo biennio all'Atalanta per capire come non tutto sia andato per il verso giusto.
Il mancino serbo ha qualità da vendere, ma raramente è riuscito a metterla in mostra in maniera compiuta e utile alla squadra. A prescindere dagli allenatori che si sono succeduti sulla panchina nerazzurra: da Gian Piero Gasperini a Raffaele Palladino, passando per il breve interregno di Ivan Juric.
La speranza di Samardzic, così, ha un nome e un cognome: Maurizio Sarri. Ovvero il prossimo allenatore della Dea, pronto a sbarcare a Bergamo dopo aver ufficialmente detto addio alla Lazio.
TALENTUOSO E DISCONTINUO
Contando tutte le competizioni ufficiali, Samardzic ha collezionato 80 partite con la maglia dell'Atalanta dall'estate del 2024, quella in cui i bergamaschi lo hanno prelevato dall'Udinese. 11 i goal segnati, 5 gli assist vincenti per i compagni.
Guardando ai freddi numeri, non sarebbe neppure un rendimento disprezzabile. Solo che poi va analizzato il modo in cui Samardzic è riuscito a incastrarsi nei meccanismi atalantini, e qui il quadro è decisamente più problematico.
L'ex giocatore dell'Udinese non è quasi mai stato un punto fermo di Gasperini, Juric e Palladino. Tante le panchine, non moltissime le chances da titolare. E a volte sfruttate in maniera rivedibile. Vuoi per una disabitudine a far parte di un undici di partenza, vuoi per una cronica mancanza di continuità.
Il talento di Samardzic si è insomma visto a strappi. E di certo non può bastare il rigore al Borussia Dortmund, e in generale una prestazione da protagonista nella serata più esaltante dell'intera stagione, per definire pienamente soddisfacente la sua esperienza atalantina.

IL DUALISMO CON DE KETELAERE
La sfortuna di Samardzic è stata principalmente una: giocare nella stessa fetta di campo di Charles De Ketelaere, elemento quest'ultimo imprescindibile per qualsiasi allenatore si sia alternato in plancia di comando.
Il serbo è stato spesso schierato in assenza del compagno, al suo posto, largo a destra. O per ragioni di turnover o quando l'ex milanista è stato assente per infortunio. Caso, quest'ultimo, proprio del 4-1 al Borussia Dortmund che ha rappresentato l'apice stagionale non solo dell'Atalanta, ma anche dello stesso Samardzic.
Alla fine anche Palladino, che dopo il BVB lo aveva definito "un giocatore straordinario", ha apparentemente perso ogni speranza: le cinque panchine nelle ultime otto giornate di campionato, inframmezzate da un paio di spezzoni, hanno rivelato più di qualsiasi dichiarazione.
Samardzic ha pure chiuso il campionato benino, con una prestazione volenterosa e rendendosi pericoloso nell'1-1 finale contro la Fiorentina, in una gara che però valeva zero sia per l'una che per l'altra. Insomma, non è bastato per evitare la sua complessiva bocciatura.
IL 4-3-3 SARRI
E così, a rappresentare una possibile luce in fondo al tunnel in cui è andato a cacciarsi Samardzic potrebbe essere proprio Sarri. Anche se i due, in fondo, non si sono mai incrociati prima d'oggi.
L'ex allenatore di Napoli, Chelsea e Juventus è un adepto della difesa a quattro. E dunque si prepara ad avviare una rivoluzione a Bergamo, abbandonando la "storica" difesa a tre introdotta con successo da Gasperini e, con ogni probabilità, passando al 4-3-3.
Se De Ketelaere non si tocca ed è destinato a tenersi il posto nel tridente, in che modo questo influenzerà Samardzic? Magari con un cambio di ruolo del serbo: da trequartista a mezzala.

SAMARDZIC MEZZALA
Se ne sta già discutendo, ed è normale che sia così. Anche perché Samardzic la mezzala l'ha già fatta a Udine, con la maglia dei friulani, pur ribadendo come il suo ruolo preferito sia sempre stato un altro, leggermente più avanti.
"Io mi sento trequartista, ma sto crescendo anche come play e mezzala", diceva ad esempio in un'intervista a Cronache di Spogliatoio del marzo 2024.
Poco dopo essere arrivato in Friuli dal Lipsia, Samardzic aveva già fatto capire di poter mettersi a disposizione in qualsiasi ruolo del centrocampo, pur amando maggiormente giostrare sulla trequarti:
"Ho sempre giocato a centrocampo, posso fare la mezzala o il trequartista. La mia posizione preferita è a ridosso degli attaccanti".
ULTIMA OCCASIONE?
La certezza è che Samardzic dovrà tenersi stretta la maglia dell'Atalanta. Perché di occasioni ne ha avute, e non sempre è riuscito a sfruttarle nel migliore dei modi: tutt'altro.
Il contratto del giocatore serbo non terminerà a breve: scadrà nel 2029 dopo aver firmato un quinquennale nell'estate di due anni fa. L'Atalanta non ha dunque urgenza di metterlo sul mercato. Ma tutto può cambiare, specialmente alla luce di una stagione così così.
Toccherà anche a Sarri decidere che cosa fare di lui. Se poterlo rigenerare, come, in che zona del campo. Intanto, la sensazione che per Samardzic sia in arrivo l'ultima occasione ha già iniziato a farsi largo.
( goal.com)