Luigi Garlando su Marten De Roon

Come riportato nei giorni scorsi la Gazzetta dello Sport ha avuto un lungo incontro con Marten DeRoon che vi abbiamo piu' volte riportato.
Nel corso dell'incontro era emerso in modo netto come Martino NON si aspettasse per niente la convocazione ai mondiali e addirittura aveva gia' prenotato le ferie con la famiglia.
A convocazione avvenuta una delle penne rosa piu' prestigiose e vicini al nostro ambiente, Luigi Garlando, gli ha dedicato un pezzo affettuoso
Il 35enne dell'Atalanta era stato messo da parte per motivi anagrafici dal ct olandese Koeman che però ci ha ripensato. Ne siamo felici, perché il centrocampista è più di un figlio adottivo del nostro campionato, che frequenta da 11 anni
Gli abbiamo portato bene… Pochi giorni fa, Marten De Roon, ospite della Tripletta, il nostro podcast, ci raccontava di quando il c.t. Ronald Koeman gli aveva comunicato che non lo avrebbe più convocato, perché doveva svoltare sui giovani. Infatti, l’ultima chiamata orange risaliva al marzo ’24. A 35 anni, Marten ci parlava delle riposanti vacanze in famiglia cui stava per consegnarsi, pur intravedendo una porticina socchiusa, perché l’Olanda è zeppa di talento offensivo, ma, dopo il grave infortunio dell’ex bolognese Schouten, nel ruolo di centrocampista d’equilibrio la scelta non era esagerata.
E, infatti, ieri nella lista dei 26 di Koeman è apparso a sorpresa il nome di Marten De Roon, tra quelli di Dumfries, Koop e Malen. Ne siamo felici, perché Marten è più di un figlio adottivo del nostro campionato, che frequenta da 11 anni. "Le mie figlie parlano bergamasco", racconta il giocatore con più presenze nella storia dell’Atalanta. Raffinata intelligenza tattica, cuore da “adess doss”, comportamenti limpidi, il più brillante postatore social della Serie A. Forse il “più italiano” al Mondiale. Bello che ci sia. D’altra parte, questo ci rimane: farci rappresentare dagli amici del campionato. O ci stordiamo con Sinner, chiudiamo gli occhi e, con le mani sulle orecchie, ripetiamo “bla, bla, bla…” come i bambini per ignorare il Mondiale, oppure accettiamo che esista anche senza l’Italia, ci godiamo lo spettacolo e tifiamo per gli amici. Con un filo di magone, ovvio. Loro sono stati ammessi agli esami, noi sui tabelloni dalla scuola abbiamo letto “respinti”. Mettiamoci a studiare, che è meglio.
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Fonte originale |
- gazzetta.it |
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