Stampa controcorrente
Stanchi di sentire parlare di Palestra? anche noi. Pero' segnaliamo questo bell'articolo di calciomercato.com che, in qualche modo, e' controcorrente rispetto l'atteggiamento critico che stanno tenendo i media in questi giorni nei confronti del giocatore e delle societa' coinvolte e che anzi critica certi comportamenti ambigui di chi prima lo voleva all'Inter
Marco Palestra è soltanto l'ultimo. Prima di lui era toccato a Riccardo Calafiori, Sandro Tonali, Gianluigi Donnarumma, Micheal Kayode, Destiny Udogie, solo per citare i casi più eclatanti. Potremmo aggiungere a questo elenco anche Marco Verratti, che già nel “lontano” 2012 si trasferiva dal Pescara al Paris Saint-Germain senza nemmeno passare dalla Serie A.
E' bene cominciare ad essere realisti e un po' meno sciovinisti, per non dire provinciali: siamo da tempo un campionato ed un movimento di secondo piano e il fatto che alcuni dei nostri migliori talenti scelgano i danari ma anche e soprattutto le maggiori prospettive di crescita in un campionato come Premier League deve essere guardato con soddisfazione in un momento storico in cui siamo accusati di non esportare abbastanza giocatori di alto livello. E non con la solita dose di retorica al negativo, un misto di invidia e spocchia, che non cancellerà in un colpo d'occhio i tanti problemi e limiti del nostro calcio al cospetto delle concorrenti europee.
CHE COLPA HA PALESTRA?
Marco Palestra ha fatto benissimo ad accettare la corte multimilionaria del Chelsea, mettendo da parte il precedente interessamento da parte dell'Inter: andrà a guadagnare di più, molto di più, rispetto a quanto avrebbe percepito rimanendo in Italia e chi oggi gli punta il dito addosso – immaginando sicure difficoltà di adattamento e ad imporsi da titolare – dopo averlo idolatrato almeno fino a quando la prospettiva di trasferirsi in nerazzurro appariva la più probabile si dimostra profondamente incoerente.E forse troppo miope nel non accorgersi che, mentre da noi si continua a discutere delle solite questioni che impediscono di crescere e restare al passo coi tempi, all'estero si va avanti, si migliora, ci si struttura per essere sempre più grandi e si diventa inevitabilmente più attrattivi anche per le professionalità che arrivano da fuori. Allenatori, dirigenti e calciatori, nessun escluso.
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