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La leggenda dell'Athletic


Stasera ospiteremo nel nostro stadio l'Athletic Bilbao che incontreremo per la seconda volta nella nostra storia dopo la sfortunata sconfitta per 3-2 della stagione scorsa. Un club assolutamente particolare e, a suo modo, leggendario per il senso di appartenenza che lo lega alla sua gente tanto che vuole in campo a rappresentarlo solo quella, a realizzazione di un'idea che aveva attraversato anche il nostro ambiente ma che e' rimasta solo un sogno.

Conosciamolo insieme


Nell’universo del calcio è conosciuto da tutti come Athletic Bilbao, anche se il suo nome autentico è Athletic Club. Al di là delle definizioni, questa squadra rappresenta uno degli orgogli più antichi e fieri del calcio spagnolo e, soprattutto, dei Paesi Baschi. È l’espressione sportiva di una città di circa 340 mila abitanti, affacciata su un porto vivo e sorretta da un solido tessuto industriale, dove il calcio è parte dell’identità collettiva.

Oggi 14 agosto affronteremo i baschi per il Bortolotti, quasi una rivincita della bella partita del 21 gennaio valida per il settimo turno di Champions League che ci costo' una sconfitta a dir poco rocambolesca. Athletic invitato anche per quella sensazione quasi istintiva di fratellanza tra noi e loro, un sentire comune per molte cose e per modo di vivere la vita.


La storia dell’Athletic affonda le sue radici nel 1898, quando Bilbao si dotò di una squadra di calcio che il popolo avrebbe poi chiamato in molti modi: Leones, Zurigorriak, Rojiblancos. In Europa i trofei non sono mai arrivati, ma il destino è stato sfiorato due volte: nelle finali di Coppa Uefa perse contro la Juventus nel 1976-77 e contro l’Atletico Madrid nel 2011-12. In patria, invece, l’Athletic ha saputo costruire una bacheca nobile: otto titoli di campione di Spagna, 24 Coppe del Re, tre Supercoppe di Spagna e una Coppa Eva Duarte. Un’altra particolarità, condivisa solo con Barcellona e Atletico Madrid, è quella di non aver mai abbandonato la Primera Liga.

A Bilbao il calcio è quasi un rito quotidiano. La città conserva memoria grata di quell’incontro con le navi inglesi, giunte a fine Ottocento per scambi commerciali e portatrici, senza saperlo, di un nuovo culto sportivo. In principio esistevano due anime calcistiche, l’Athletic e il Bilbao Football Club. Poi prevalse il buon senso: unire le forze per dare vita a una realtà destinata a durare nel tempo.

Dopo una fase di difficoltà, negli anni Trenta l’Athletic tornò a respirare gloria. Il momento più luminoso arrivò nella stagione 1942-43, quando a Bilbao si festeggiarono insieme campionato e Coppa. Furono gli anni degli eroi: Rafael Iriondo, Venancio Pérez e soprattutto Telmo Zarra, figura quasi leggendaria. Zarra divenne icona eterna quando ai Mondiali del 1950, in Brasile, segnò il gol dell’1-0 con cui la Spagna fece piangere l’Inghilterra.


Il 3 luglio 1956 il nome dell’Athletic varcò i confini iberici entrando nel calcio continentale con la Coppa Latina, sfiorando il trionfo. A fermarlo fu il Milan. Pochi mesi dopo, il 20 settembre, arrivò il debutto in Coppa dei Campioni, con il cammino che si arrestò ai quarti contro il Manchester United.

Ogni club ha i suoi custodi della memoria. A Bilbao, accanto a Zarra, brilla il nome di José Ángel Iribar, portiere simbolo che vestì la maglia biancorossa dal 1962 per diciotto stagioni, superando le seicento presenze e diventando una colonna della storia del club.

L’ultimo scudetto risale alla stagione 1983-84, l’ottavo. L’ultimo trofeo nazionale, invece, è recente: la Coppa del Re 2023-24, la ventottesima. 

Nel corso della sua lunga e brillante storia, l’Athletic Bilbao ha incrociato molte squadre italiane: Roma, Juventus, Milan, Napoli, Parma. I baschi arriveranno con fame e determinazione, desiderosi di affiancare una seconda vittoria a quella ottenuta a gennaio e ribadire, senza farla pesare, la loro superiorita' tecnica.

Una nuova pagina è pronta per essere scritta. E come ogni incontro tra tradizione e ambizione, promette emozioni vere.


Cristiano Comelli
Calep

By staff
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