Alla scoperta di Kristensen: un gigante danese per Sarri pagato 5 milioni di euro dall'Udinese

Il nuovo acquisto ha giocato sia al centro che come braccetto di destra nel suo triennio friulano: ha segnato anche alla New Balance Arena. Come si colloca all’interno dello scacchiere
La prima cosa che si nota di Thomas Kristensen è la stazza fisica. In tutte le foto di squadra dell’Udinese delle scorse stagioni, è praticamente sempre il più alto del gruppo. Difficile che sia diverso, visto che i suoi quasi due metri (1,98 per essere precisi) lo rendono uno dei giocatori più alti di tutta la scorsa Serie A, dietro soltanto a Lorenzo Lucca tra i calciatori di movimento.
Danese di nascita e di nazionalità, classe 2002, arriva all’Atalanta per 22 milioni di euro più 3 di bonus nel pieno della sua carriera, con alle spalle tre anni da titolare con la maglia dei friulani, chiuse indossando anche la fascia di capitano in diverse occasioni. Come nell’ultima apparizione in bianconero, al cospetto del Barcellona nella FVG Cup lo scorso 8 agosto, con tanto di vittoria per 1-0 grazie alla rete di Bayo nel finale. Un buon modo per concludere un ciclo di tre anni con 81 presenze complessive e anche 4 gol all’attivo, 3 dei quali nella stagione appena conclusa. Uno, nel dettaglio, alla New Balance Arena contro la Dea
Era arrivato in Italia nell’estate 2023 dall’AGF Aarhus, il club in cui è cresciuto, dove faceva reparto nella difesa a tre con l’attuale centrale dell’Inter Yann Bisseck. L’Udinese lo ha pagato 5 milioni di euro: il suo valore è praticamente quintuplicato nel corso del triennio in Friuli, dove ha avuto continuità in termini di modulo di gioco, visto che sia negli interregni di Sottil, Cioffi e Cannavaro e soprattutto nell’ultimo biennio con Kosta Runjaic ha sempre avuto come modulo di riferimento il 3-5-2.
Kristensen ha ricoperto sia il ruolo di braccetto destro, sia quello di centrale, mostrando buona dimestichezza in entrambe le posizioni, potendo agire sul suo piede forte, il destro. È stato provato anche da terzino soprattutto in allenamento, ma nella difesa a quattro di Sarri almeno apparentemente sembra poter ricoprire un ruolo solo, quello di centrale destro. magari con lo spostamento sul centro-sinistra di Giorgio Scalvini — se effettivamente il corso del mercato dovesse portare alla permanenza garantita del classe 2003, su cui gli interessi continuano a non mancare, ma neanche la volontà di mantenerlo ben saldo a Zingonia.
La principale dote dell’ex nazionale Under 21 danese è quella del gioco aereo, dimostrata non solo con i tre gol segnati, ma anche vincendo oltre il 60% dei duelli aerei a partita (3 per gara se parametrati sui 90 minuti). Una caratteristica che nel pacchetto arretrato nerazzurro è piuttosto carente, come anche lo sono stati i gol di testa da palla ferma con l’eccezione dei due centri del sopracitato Scalvini.
Era finito anche nei radar del Milan, soprattutto dopo l’eccellente inizio di stagione che gli aveva permesso anche di incassare le lodi pubbliche del suo allenatore Runjaic, che a inizio stagione lo aveva nominato nel gruppo dei capitani. Pur con qualche naturale sbavatura che fa parte di un percorso, ha portato a casa una salvezza più che tranquilla con l’Udinese, andando a chiudere un ciclo triennale. Ora prova a fare il salto di qualità con l’Atalanta, con cui farà anche l’esordio in una competizione europea. Con l’auspicio di conquistarsi anche quella chiamata della nazionale maggiore danese che ancora gli manca.
fonte bergamonews.it