Estratto conferenza stampa post partita Giacomo Raspadori
Domande dei giornalisti, risposte di Giacomo Raspadori
Domanda: Sappiamo del tuo rapporto a distanza con mister Sarri, che ha cercato e voluto per tanti anni. Ti immaginava come centravanti, ma in questo momento ti sta impiegando come esterno. Come state gestendo questa situazione?
Risposta: Innanzitutto ci tengo a ringraziare il mister per le parole che ha speso per me, sia privatamente sia pubblicamente l'altro giorno, perché fa sempre molto piacere e non sono scontate. Per quanto riguarda il ruolo che sto facendo, come ha detto anche lui e come avete visto oggi, in questo momento sto facendo l'esterno di sinistra. È un ruolo che so benissimo di poter fare e, per le richieste che lui fa, rimanendo abbastanza dentro al campo, penso di poter esprimere le mie qualità. Lui sa cosa è meglio per la squadra e per quello che ha in testa e vuole costruire. Noi non siamo concentrati sui singoli, ma sui suoi concetti, che vuole trasmettere a tutto il gruppo. Ci stiamo lavorando duramente, siamo molto carichi, abbiamo tanto entusiasmo di imparare e di apprendere il più velocemente possibile le sue idee.
Domanda: Da gennaio fino a oggi hai cominciato un percorso sempre in crescita. Quanto hai fatto tua la mentalità Atalanta? Al netto della qualità, sei sempre lì a lottare su ogni pallone pur di far alzare la squadra.
Risposta: Sicuramente, negli anni da avversario ho sempre percepito questo spirito combattivo e questa grande ambizione che l'Atalanta ha, che parte dalla società, da tutte le persone che ci lavorano e chiaramente anche dai tifosi, che trasmettono questa foga agonistica di lottare su ogni pallone. È una caratteristica che io ho sempre avuto, però penso che nel calcio moderno tutti i giocatori debbano essere in grado di fare entrambe le fasi con grande applicazione e intensità, perché ormai nessuna squadra può permettersi di avere giocatori che danno meno importanza a una delle due fasi. Credo sia fondamentale che tutti cerchino di applicarsi al massimo in ogni fase di gioco.
Domanda: Sei abituato al cambiamento perché nella tua carriera hai avuto tanti allenatori. Come si passa da uno stile di gioco molto codificato, con difesa a tre, a un altro con principi completamente diversi? Come ci stai lavorando tu e come ci sta lavorando la squadra in questi primi giorni?
Risposta: Sicuramente, come hai detto, sono stato molto fortunato a livello di allenatori e negli anni ho imparato tante cose. Ho anche imparato che c'è sempre da imparare e questa è una cosa molto bella nello sport, ma anche nella vita. Credo che il segreto stia nel lavoro: non c'è un modo preciso per cambiare mentalità o apprendere un modo diverso di giocare. È normale che serva tempo, perché sono due modi totalmente differenti, ma entrambi portano risultati. C'è da lavorare. Tutto quello che ho avuto la fortuna e la bravura di raggiungere l'ho ottenuto attraverso il lavoro quotidiano. Credo che questa sia l'unica chiave: mettersi lì, sudare la maglia, come dice la nostra maglia, e fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per arrivare nel più breve tempo possibile a quello che il mister Sarri ci chiede.
Domanda: Sei arrivato prima degli altri e sei quello più abituato a questo modulo. Quali sono le prime sensazioni dopo i primi giorni di lavoro? E quanto è importante per te ripartire con una stagione piena anche in ottica nazionale?
Risposta: Credo che questo momento sia importante per tutti ed è anche fondamentale, perché oggi si gettano le basi per quello che verrà. Dobbiamo essere molto bravi, nel quotidiano, a captare tutto quello che ci viene chiesto e cercare di farlo nostro velocemente, sapendo che c'è tempo, ma non poi così tanto. Bisogna farlo nel più breve tempo possibile. Per quanto riguarda la nazionale, è normale che il pensiero ci sia. Fare una stagione da protagonista, con continuità, è un obiettivo che ho nella mia testa, perché tutto quello che riguarda la nazionale passa attraverso il club e attraverso quello che fai ogni giorno con la tua squadra. È sicuramente un aspetto a cui tengo molto.
Domanda: Che bilancio fai dei tuoi primi sei mesi all'Atalanta e cosa vuoi fare nella prossima stagione sportiva? Se vuoi anche dirmi che vai in doppia cifra, lo accetto volentieri.
Risposta: Sono un ragazzo molto ambizioso, ma allo stesso tempo non mi piace parlare pubblicamente di quello che ho dentro. So che ho tanto da tirar fuori e so di non aver ancora fatto vedere tutto quello che ho dentro. Sono convinto che, lavorando bene insieme ai miei compagni, al mister e a tutto lo staff, potremo toglierci grandi soddisfazioni. Per quanto riguarda il bilancio, ho sempre pensato che sia giusto portarsi dietro tutto quello che è stato, ma bisogna sempre guardare avanti, guardare al futuro e lavorare ogni giorno per costruirsi le migliori occasioni e cercare di dare il massimo. Sono convinto che sia noi come squadra sia io personalmente abbiamo ancora tanto da tirar fuori e il nostro obiettivo è essere la nostra miglior versione giorno dopo giorno.