Inutile, stupido, fastidioso prurito bianconero da culetto violato
In questi giorni si sta assistendo, sui media e anche in tv (vedi trasmissioni di questo weekend) a prolungare una nota polemica sul "come possa mai Kessie aver accettato l'Atalanta invece della Juventus".
Polemica fastidiosa se vista dalla parte di noi Atalantini, come se ci paragonassero ancora a una societa' casualmente e temporaneamente nella massima serie se non, dati alla mano, alla squadra che ha avuto piu' successi in Europa negli ultimi 7/8 anni.
Oggi l'agente del giocatore ha fatto avere una lettera a gazzetta.it dove chiarisce che Kessié voleva davvero andare alla Juventus: ha aspettato per settimane e ha rifiutato offerte economicamente più vantaggiose. La Juventus, però, avrebbe presentato una proposta concreta solo negli ultimi giorni di mercato, troppo bassa rispetto alle aspettative.
Kessié era comunque disposto a ridurre le proprie richieste economiche pur di giocare nella Juventus. Alla fine, però, ha capito di non essere una priorità per il club e ha deciso di interrompere la trattativa.
L’agente ha quindi respinto l'idea che Kessié non fosse interessato alla Juventus e ha difeso la propria posizione: la decisione finale è stata del giocatore, non dell’agente.
A quel punto è tornata in gioco l’Atalanta, dice l'agente, che ha fatto sentire Kessié apprezzato e rispettato. Per questo il centrocampista ha scelto Bergamo, non perché non avesse altre offerte, ma perché voleva sentirsi nuovamente importante per il club da cui era partito.
Ecco cosa scrive
"Nella vita e nel calcio si incontrano persone capaci di ricordarti che, prima dei contratti, dei bonus e delle trattative, esistono i rapporti umani. La famiglia Percassi aveva percepito il disagio del ragazzo. Conosce Franck, la sua storia, il suo carattere e i suoi valori. Ha parlato con me e ha parlato con lui, e in quelle conversazioni non è mai stato messo al centro l’aspetto economico. Si è parlato della storia tra Kessié e l’Atalanta, del ragazzo arrivato a Bergamo tanti anni fa e dell’uomo che è diventato. Qualche volta sono proprio certi “dettagli” a fare la differenza. Ai tifosi dell'Atalanta voglio dire una cosa: Franck Kessié non ha scelto l’Atalanta perché non aveva alternative. È importante dirlo con chiarezza. Ne aveva, anche da club prestigiosi e a condizioni economiche estremamente importanti. Ha scelto Bergamo perché lì si è sentito desiderato, rispettato e valorizzato; sia come persona sia come calciatore. E soprattutto non ha dimenticato da dove è partito e quanto abbia ricevuto. Avrebbe potuto scegliere di tornare a Bergamo a 35 anni, alla fine della carriera, per chiudere romanticamente un cerchio. E sono convinto che la famiglia Percassi lo avrebbe accolto anche allora. Ha scelto invece di tornarci adesso, nel pieno della propria maturità calcistica, per provare a restituire qualcosa all’Atalanta. A tutti i tifosi bergamaschi rivolgiamo quindi un messaggio semplice e sincero: Franck è tornato, con gratitudine verso il passato, rispetto per il presente e fiducia nel futuro"."
News tratta da : gazzetta.it |
