La Santa Pazienza
Dopo anni ricchi di gioie e soddisfazioni, dopo anni di gioco spumeggiante, di emozioni continue, sono arrivati anche gli anni del cambiamento, era inevitabile ed è inutile continuare a rimuginare il passato che non torna più.
Il vento è cambiato ed è a favore di nuove squadre che si stanno distinguendo
in campionato e nelle coppe, mentre nella Dea, è iniziato un percorso di
rifondazione che ha coinvolto tutta la società a 360 gradi.
Un processo non facile ma che si fonda su basi solide ed uomini di valore ed
esperienza che stanno cercando di far svoltare nuovamente la squadra
neroazzurra.
La società ha fatto una scelta radicale e coraggiosa di cambiamento, dopo
l’anno di transizione, nel quale si è cercato di imitare il modello del
passato senza il successo sperato.
Una scelta che è stata supportata da
investimenti importanti che testimoniano come la proprietà tutta abbia a cuore
la squadra e l’ambiente tutto.
Ora tocca a tutti i nuovi interpreti (staff tecnico e giocatori), dare vita
al cambiamento e sudare la maglia nel segno del passato glorioso che ha
portato la Dea ai vertici d’Europa.
Da questa estate si continua a
predicare pazienza, da parte di tutti, di aspettare a giudicare la squadra e
le sue prestazioni che dovrebbero nel tempo solo migliorare.
Nel frattempo però il campionato avanza, si avvicina l’avvio della Conference
League e la stagione sportiva sta entrando nel vivo.
Ed anche se tutti noi abbiamo ben presente che è necessario un periodo di
rodaggio per vedere la nuova Dea, nel frattempo osserviamo preoccupati una
squadra in difficoltà che scivola verso posizioni meno nobili della
classifica.
Calma ci vuole pazienza, si continua a ripetere un po’ da tutte le parti ed è
giusto che sia così, tuttavia non è facile per i tifosi neroazzurri uscire
dallo stadio con le pive nel sacco e vedere la loro squadra del cuore andare
in difficoltà contro le squadre avversarie.
Ecco che allora serve pazienza, aggiungo la “santa pazienza” a cui noi tutti
tifosi atalantini dobbiamo fare ricorso, in questo periodo non brillante della
Dea, per cercare di attenuare i malumori in attesa di una pronta risalita.
Ebbene abbiamo scrutato le fonti ed abbiamo trovato che proprio a Napoli
esiste il santuario di Santa Maria della Pazienza che deve il suo nome alla
presenza di una tavola ad olio che raffigura la Madonna della Pazienza,
custodita nell'area dell'altare.
Non ci pare il caso si scomodare la "santa" protettrice per motivi di modesta
entità rispetto a problemi di ben altra portata e di culto.
È invece il caso di appellarsi, più in generale, alla virtù della “pazienza”
ovvero quella capacità di attendere che la squadra trovi la quadra, tollerare
le difficoltà incontrate con spirito sereno ed evitare reazioni impulsive in
questo periodo di trasformazione.
Lo so è più facile a dirsi che a farsi, ma in caso le cose non vadano bene
potrete sempre esclamare, senza timore di offendere alcuno: “santa
pazienza…”.
LuckyLu
