Lo stato dell' arte

Precampionato finito, da giovedì 20 agosto cominciano gli impegni ufficiali e cominciano con il botto, ovvero con l’andata dei playoff di Conference League con l’Hapoel Tel-Aviv.
La nuova Atalanta di Maurizio Sarri, partita dopo partita prende forma, tra esperimenti ed allenamenti mirati. Il cambiamento dopo dieci anni di uno contro uno è importante, per la Dea che prova a sterzare in una nuova direzione nelle mani di un allenatore esperto e capace e di un nuovo direttore altrettanto blasonato.
La sfida non è delle più facili, perché a dispetto di quello che dicono i risultati delle amichevoli estive, la squadra è ancora alla ricerca dell’assetto più congeniale, ma alla vigilia della nuova stagione qualche considerazione si può già fare.
Il nuovo assetto tattico 4-3-3 è stato in parte già assorbito dagli interpreti che si sono succeduti durante il precampionato, con una linea di difesa che ad oggi fa affidamento su Scalvini e Kossonou, con Scalvini in crescita sia in fase di difesa che di impostazione della manovra, mentre sugli esterni hanno agito un po’ a turno Bellanova, Ahanor, Bernasconi, Zappacosta e Kolasinac. L’impressione è che si voglia puntare sulla freschezza atletica in questa zona del campo, pertanto partono favoriti Bellanova, Bernasconi ed Ahanor.
Davanti alla difesa, il nuovo arrivato Gaetano è stato investito del ruolo di regista che deve supportare il gioco facendo ripartire la squadra ed impostare l’azione della Dea innescando gli altri giocatori di centrocampo Ederson e Samardzic che hanno fatto un discreto precampionato. Ma proprio in questa posizione si gioca la partita più grossa nella nuova Atalanta, con il neo arrivato che si sta mettendo a disposizione della squadra anche in fase di ripiegamento difensivo, ma con qualche difficoltà in fase di ripartenza quando viene pressato dall’attacco avversario. De Roon per il momento è il suo alter ego pronto a subentrare in caso di necessità.
Il centrocampo con Ederson e Samardzic, unisce corsa e qualità che in qualche occasione ha prodotto già i suoi frutti, con il serbo sotto osservazione in questo nuovo ruolo, ma in panchina è pronto ad entrare Mario Pasalic che è una garanzia sotto tutti i punti di vista.
In attacco il tridente De Ketelaere e Raspadori e Scamacca, sembra essere quello che partirà titolare, ma occhio a Krstovic e Zalewski che hanno dimostrato tutto il loro valore nella fase di preparazione, mentre ha convinto poco Raspadori, per stessa ammissione dell’allenatore che si spera possa trovare la sua forma migliore quanto prima.
L’ALLENATORE
Il nuovo allenatore è un uomo di esperienza che predilige il lavoro su campo a tutto il resto, ha le idee chiare e non risparmia nessuno. Non è un uomo di tante parole tant’è che nel precampionato ha parlato solo due volte, alla presentazione e dopo il Trofeo Bortolotti, ma quando parla è estremamente chiaro e risoluto.
L’impressione che ha trasmesso è che sappia esattamente quello che va fatto, crescendo in consapevolezza man mano che conosce i giocatori, al comando di una squadra che per quest’anno non si pone obiettivi particolari se non quello di crescere nel gioco e nei risultati consapevole del fatto che ci saranno anche dei momenti difficili da superare.
IL COMPLETAMENTO DELL’ORGANICO
Stando alle parole di Giuntoli il mercato da qui al 31 agosto la Dea proverà a cogliere le occasioni che si presentano. È chiaro che chi opera nel mercato non possa dichiarare in anticipo quelli che sono i profili seguiti, ma è altrettanto chiaro che la Dea abbia bisogno di qualche rinforzo nelle posizioni che sono state dichiarate nelle recenti conferenze, esterno alto di attacco e centrocampista.
Ma in questi ultimi giorni di mercato si potrebbero verificare anche delle nuove uscite impreviste, la speranza è che non si attui un mini rivoluzione che rallenterebbe ulteriormente la costruzione della nuova squadra.
Bisogna però completare la squadra, soprattutto se si supererà l’Hapoel Tel-Aviv, perché abbiamo già visto negli anni scorsi come sia difficile giocare su tre fronti ed ogni tre, quattro giorni, con gli infortuni che riducono l’organico e con scelte obbligate che possono rendere difficile il cammino della nuova Atalanta.
Luciano Locatelli