Era lui che tirava la "bomba", ha fatto cantare e sognare il popolo nerazzurro per tanti anni ed è ancora oggi uno dei più amati.
di Federico Errante
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Era lui che tirava la "bomba", ha fatto cantare e sognare il popolo nerazzurro per tanti anni ed è ancora oggi uno dei più amati. Marino Magrin e l'Atalanta, una storia d'amore infinita. Per il "numero dieci" dal 1981 al 1987 sono state 192 le presenze e 40 le reti con la Dea. Poi il passaggio alla Juventus, dal 1987 al 1989, con 44 gettoni e 7 realizzazioni. Tocca a lui "fare le carte" alla sfida di domenica alle 18 allo "Stadium" di Torino.
DENOMINATORI COMUNI – "Juventus e Atalanta sono due squadre ancora in costruzione. Sarri e Spalletti sono tecnici esperti, quelli giusti per i due contesti. Certo, i bianconeri con il Sassuolo hanno preso un gol in contropiede che è quasi inammissibile per come è nato. E siamo al cospetto di una formazione che adesso si deve ritrovare dopo i pesantissimi infortuni di Thuram e Locatelli senza dimenticare lo stop di Yildiz".
IO STO CON SARRI – "Se Sarri dopo il match con il Cagliari ha dichiarato di aver visto una luce in fondo al tunnel, bisogna credergli. Noi allenatori tante volte andiamo oltre il risultato, focalizzandoci soprattutto sulla prestazione. L'Atalanta ha cambiato tanto, sta applicando un sistema nuovo che non si vedeva da oltre dieci anni e ci sono elementi a cui va dato il tempo d'entrare negli automatismi oltre che in condizione".
TEMPO AL TEMPO – "Percepisco troppa negatività. I primi riscontri si hanno dopo 6-7 giornate. Ecco perché 6 punti dopo 4 sono un bottino complessivamente discreto. Ci sono molti aspetti da assestare ed è sacrosanto. Ma la fase difensiva, più volte sotto accusa, non riguarda solo i due centrali bensì tutto il collettivo. Con maggiore attenzione dietro e la cattiveria davanti, si può uscire da Torino con un risultato positivo. La vittoria? Perché no? Sarebbe il miglior viatico per affrontare a dovere la lunga sosta di tre settimane".
RESTARE SERENI – "La società ha lavorato in maniera encomiabile e ha deciso di ricominciare da un direttore sportivo e da un mister a cui non bisogna insegnare nulla. Naturale che la bocca del tifoso ormai sia ottima visto il recente passato, ma i cicli si aprono e si chiudono e non bisogna vivere guardando ciò che è stato. L'aspetto positivo riguarda la gente, che non abbandona mai l'Atalanta. E non è un dettaglio".
CONFERENCE LEAGUE – "Con l'Atalanta sono arrivato in finale di Coppa Italia poi persa con il Napoli, con la Juventus ho giocato in Europa. Assicuro che per un giocatore il fascino del match infrasettimanale in cui la posta in palio non è esattamente banale, è qualcosa di estremamente stimolante. A prescindere dal trofeo in ballo. L'Atalanta disputerà la Conference per arrivare fino in fondo. Perché la ribalta europea è un prestigio per tutti".
A.A.A FANTASIA CERCASI – "Da osservatore guardo il talento, ma anche la propensione al sacrificio. Non l'altezza o i chili bensì l'intelligenza. Fuoriclasse come Baggio, Totti o Del Piero sapevano abbinare una tecnica sopraffina a caratteristiche fisiche di spessore. I giocatori di qualità ci sono, bisogna scovarli e dar loro la possibilità di esprimersi".
Marino Magrin, ospite fisso ai tornei Quarenghi di San Pellegrino Terme