Mister Sarri in conferenza stampa
«Abbiamo fatto una partita su buoni livelli, molto ordinata. E questo è già tanto, considerando il momento della stagione in cui siamo. Quindi della partita di stasera sono contento, però ho anche l'esperienza per sapere che siamo arrivati fino a un certo punto. C'è ancora parecchio da migliorare. Abbiamo sei o sette giorni per cercare di fare un ulteriore passo avanti in vista di una partita per noi importante e cercheremo di lavorare al meglio durante questa settimana.
Sono soddisfatto di come vedo gli allenamenti e di questo gruppo, che ha una grande predisposizione al lavoro e una grande professionalità. Anzi, forse professionalità non è nemmeno la parola giusta: c'è qualcosa in più. C'è una grande predisposizione al lavoro e all'adattamento all'ambiente, alla società e alla tifoseria. Penso che sia qualcosa che viene da lontano e che sia anche frutto del lavoro della società.
Siamo tutti consapevoli che la transizione sarà lunga e difficile. Ci saranno momenti in cui avremo grandi difficoltà e, in quei momenti, dovremo continuare ad abbassare la testa e lavorare. Non vedo altra strada.
È un gruppo che ha fatto un ciclo importante. Generalmente, quando una squadra arriva alla fine di tre cicli importanti, inevitabilmente perde qualche elemento, mentre anche gli altri vanno avanti con l'età. Quindi c'è bisogno di una transizione, sia nel modo di giocare sia all'interno del gruppo.
**Giornalista 1:** Nel primo tempo forse avete avuto qualche difficoltà in più contro il loro blocco basso. Vi aspettavano e forse la palla non usciva ancora abbastanza velocemente, soprattutto dai due difensori centrali. È questo il percorso sul quale lavorerete di più o c'è qualcos'altro?
**Sarri:** Tenga conto che questa squadra, in tutte le amichevoli che ha disputato, ha avuto una media di possesso palla tra il 65 e il 70%. Stasera non è riuscita a farlo. Dobbiamo velocizzare molto le uscite, questo è abbastanza evidente. Possiamo essere molto più fluidi in tutto quello che facciamo.
Se dovessi indicare un momento della partita in cui ho visto quello che voglio vedere, direi i primi venti minuti del secondo tempo. Però è qualcosa su cui stiamo lavorando. L'impressione che hai avuto tu ce l'ho anch'io. Grazie.
**Giornalista 2:** Allargo l'orizzonte seguendo lei. Lei parlava di una squadra importante che poteva dare qualche cenno di stanchezza, ma guardando avanti, se arrivassero quei due giocatori che ha citato il direttore, cioè un esterno e un centrocampista, questa è una squadra che, visto come sta procedendo, potrà giocare per l'Europa?
**Sarri:** Sì, lui ha effettivamente citato due ruoli. Ha detto: «Se ci saranno le occasioni, ci sarà un centrocampista e un esterno». No, l'ha detto ieri...
**Giornalista 2:** Però, se se ne vedessero di assoluti... (ride)
**Sarri:** (ride) In conferenza ieri, a dire la verità, non ha detto questo. Ma è chiaro: il direttore è uno dei direttori più scaltri e importanti che ci siano nel panorama europeo. Se si prospettano delle occasioni, qualcosa farà.
Però io sono più un allenatore da gestione o un allenatore da mercato? Sono sempre stato un allenatore da campo. Quindi mi dà molta più soddisfazione quello che vedo durante la settimana e negli allenamenti. Se il direttore vuole fare qualcosa, sicuramente lo farà, ma io non posso disperdere le mie energie in qualcosa che per me è incontrollabile. Le mie energie le metto...
**Giornalista 2:** E sull'obiettivo?
**Sarri:** L'obiettivo bisogna vederlo nel lungo periodo. Nel breve periodo, purtroppo, noi abbiamo solamente un obiettivo: costruire la squadra e cercare di costruirla nella maniera più importante e più solida possibile.
Poi, se questa squadra avrà bisogno di un percorso di sei mesi o di due anni per diventare una squadra che può ambire a obiettivi molto più importanti di quelli a cui possiamo puntare in questo momento, ce lo diranno il tempo e il lavoro. Grazie.
**Giornalista 3:** Volevo chiederle innanzitutto se ci può dire se De Ketelaere riuscirà a recuperare per la sfida di Conference e un primo bilancio: come ha visto la squadra in queste prime settimane di lavoro? Grazie.
**Sarri:** I due infortuni non sembrano di grave entità, quindi un tentativo di recupero lo faremo sicuramente. Poi, se riuscirà o meno, in questo momento non te lo so assolutamente dire.
Purtroppo, cambiare totalmente il modo di giocare in un anno in cui ci sono i Mondiali è un'operazione ancora più difficile di quanto si pensi. I giocatori sono arrivati a rate e, come dico sempre al direttore, mi sembra di stare giocando a domino: ne arriva uno, poi torna via e altri devono ricominciare da capo il lavoro.
Quindi le difficoltà, nelle stagioni in cui ci sono questi impegni a livello internazionale, aumentano per quello che vogliamo fare noi. Però, come ti ho detto, io ho visto la squadra in allenamento e sono contento.
**Giornalista 4:** Mi sposto dal piano tattico a quello delle emozioni, visto che era la prima partita con tanto pubblico, nonostante fosse effettivamente Ferragosto. I tifosi hanno risposto positivamente e l'hanno acclamata. C'è stato anche un momento emozionante legato alla famiglia Polini e, poi, il primo trofeo in bacheca. Guardiamo quindi anche questo lato positivo.
**Sarri:** Purtroppo Walter era un mio grande amico. I miei genitori hanno vissuto in questa zona ed erano fortemente legati a una famiglia del posto. La figlia di questi due amici di mio padre e di mia madre ha sposato Walter.
Walter veniva spesso in Toscana nei fine settimana, quindi avevo con lui un forte rapporto di amicizia. La notizia di quella mattina mi ha fatto molto male.
Per quanto riguarda il pubblico, al di là del fatto che mi sembra una tifoseria bella tosta e calda, quello che si nota principalmente è il grande attaccamento che c'è tra la città, la tifoseria, la società e i ragazzi che giocano in questa squadra.
È qualcosa di bello e solido, un'unione che mi dà una grande sensazione di appartenenza. E questo mi fa enormemente piacere.
**Giornalista 5:** Guardo anch'io al percorso fatto in questi primi 40 giorni e le chiedo qual è stata la sfida più difficile che ha affrontato in questo periodo all'Atalanta. Grazie.
**Sarri:** Sai, tutti mi dicevano che la sfida più difficile sarebbe stata la linea difensiva. Però l'applicazione dei ragazzi è stata forte.
Non siamo ancora ai livelli a cui aspiriamo ad arrivare, ma non siamo neanche nella situazione difficile in cui si poteva pensare di entrare dopo tre o quattro mesi. Quindi direi che quella è stata la sfida principale, e l'applicazione dei ragazzi ci sta dando una grossa mano. Grazie.
**Giornalista 6:** Volevo chiederle, tornando al mercato, se è soddisfatto di quello che è stato fatto finora o se sperava di essere un po' più avanti, visto che manca una settimana alla partita ufficiale. E due parole su Christensen, che stasera era in panchina appena arrivato: dove pensa di impiegarlo? Grazie.
**Sarri:** Mi sembra che ognuno possa seguire il mercato. A me il mercato non interessa: è una delle cose più noiose, per non dire pallose, come si dice in Toscana! (ride) È una delle cose più noiose e, purtroppo, avete abituato una generazione a parlare solo di mercato, perché è da 30 anni che parlate solo di mercato.
Come dico sempre io, se si parlasse per 30 anni di azionariato, nei bar si parlerebbe di azionariato! (ride)
Per me è quasi un insulto al mio lavoro sentir parlare solo di mercato. C'è una trasmissione in televisione che, il primo febbraio, non mi ricordo nemmeno come si chiami, ma so che il primo febbraio il nome diventa "Aspettando il calciomercato", cioè ricomincia! (ride)
Quindi non entro nemmeno nel discorso. Tra l'altro, mi sembra che il mercato sia stato fatto quasi da tutti in questo momento. Sicuramente i Mondiali hanno posticipato tutte le possibili trattative.
Le date del mercato sono una follia, perché il mercato è aperto per 60 giorni e si decide tutto nell'ultima settimana. Se lo fai durare 20 giorni, non è che si decide tutto nell'ultimo giorno e basta: si accorcia semplicemente il periodo.
Per noi è un insulto essere in ritiro, avere 25 giocatori e poi magari, dopo tre settimane, non averne più sette o averne sette nuovi. Io penso che, per la nostra professione, questo sia un insulto.
Fino a pochi anni fa questa cosa la dicevo solo io; oggi sto notando che viene detta da tanti allenatori. Quindi spero che le date del mercato cambino. Tanto non cambia assolutamente nulla se ne viene fatto il 20% o il 10% del periodo in cui il mercato è aperto.
Per quanto riguarda Christensen, da quello che mi viene detto, è un buon giocatore. Chiaramente, essendo uno che da una vita gioca a quattro, pongo molta più attenzione ai giocatori che vedo giocare in una difesa a quattro.
Quindi lui lo conoscevo un po' meno. Poi me lo sono fatto rivedere e ha le basi per diventare un giocatore forte anche in una difesa a quattro. Vediamo.
Chiaramente ero più contento se fosse arrivato il 9 luglio, però vediamo quanto tempo ci vorrà per inserirlo nelle nostre dinamiche, che ancora non sono completamente definite.
**Giornalista 6: Ieri abbiamo ascoltato le parole di Gianluca Gaetano, molto motivato e consapevole dell'opportunità che gli si offre e anche delle responsabilità.
Nel primo tempo stasera l'abbiamo visto un po' fuori dai fraseggi, eppure reclamava spesso palla. Che cosa è successo? Quali sono stati i meccanismi che gli hanno impedito di emergere un po' di più? Grazie.
**Sarri:** Non penso che la responsabilità sia tutta di Gaetano. Penso che, muovendo la palla dietro troppo orizzontalmente, non riuscissimo a innescarlo.
Una squadra che faceva un blocco molto stretto in quella zona di campo ci impediva di servirlo. Non siamo riusciti a innescarlo neanche indirettamente tramite gli interni, perché poi lui veniva schermato e marcato.
Quindi dovevano essere più bravi anche gli interni a mettersi a disposizione per cercarlo. E, indirettamente, dovevano essere più coraggiosi i difensori centrali nel non muovere la palla da fermi, come abbiamo fatto per un lungo tratto, ma cercare di puntare la prima linea dell'attacco avversario per costringerla a uscire e non soltanto a scivolare di cinque metri più indietro, sempre su Gaetano. Grazie.
**Giornalista 7:** Uno dei giocatori che ha avuto più minutaggio è stato Raspadori. Le chiedo, visto che è uno dei ragazzi che ha lavorato dall'inizio della preparazione, come vede la sua evoluzione e a che punto è del processo di crescita?
**Sarri:** Raspadori negli ultimi cinque o sei anni è stato uno dei giocatori che ha giocato di più e sicuramente è scalpitante in questo campionato. Scalpita molto, ma può fare di più.
Io sono un suo estimatore, quindi mi aspetto di più da lui.
Fonte |
ns presa diretta |