11/08/2026 | 17.15
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Rassegna stampa atalantina dei quotidiani in edicola oggi

Anche i giorni che portano a ferragosto mettono un po’ di carne al fuoco per quanto concerne le vicende dell’Atalanta sui principali quotiidiani nazionali.

 

La Gazzetta dello Sport si sofferma sul divorzio tra Berrat Djimsiti e l’Atalanta. “Il difensore centrale olandese classe 1993- si legge nell’articolo – è un nuovo giocatore dell’Al Diriyah  squadre che milita nella Saudi Pro League. Una cessione già valutata nella scorsa stagione che si è concretizzata negli ultimi giorni per un calciatore che è entrato , anche grazie all’indimenticabile vittoria in Europa League nel 2023-24, nel cuore dei tifosi della Dea”.  Djimsiti ha affidato al suo profilo Instagram i ringraziamenti alla società e alla città di Bergamo per quanto ha avuto. “Questo posto – ha scritto – mi ha dato molto più del calcio, qui sono cresciuto come giocatore, uomo e come padre”.  L’articolo dedica uno spazio anche alle eventuali manovre di mercato dell’Atalanta che portano verso il danese Kristensen dell’Udinese e Romagnoli della Lazio, già ben conosciuto a Sarri che lo ha allenato.

 

L’edizione di Bergamo del Corriere della Sera ha un’apertura di pagina con un articolo scritto da Marina Belotti e intitolato “Atalanta al lavoro sulle retrovie, un centrale e ricambi in avanti per non farsi trovare scoperti”. L’esordio è dedicato alla Conference League di cui l’Atalanta dovrebbe a breve conoscere l’avversaria.  Nel prosieguo si fa cenno all’incontro con l’Athletic Bilbao per il trofeo Bertolotti di sabato 14 agosto alle 20.45 alla New Balance Arena.  Il prosieguo del pezzo fa il punto sulla situazione della rosa e degli eventuali nuovi innesti: “C’è un undici titolare più o meno delineato – scrive Belotti – con alcune pedine leader nei vari reparti che hanno già interiorizzato le idee del mister e stanno aiutando il tecnico a farle attecchire al resto del gruppo, in difesa Carnesecchi e Scalvini, a centrocampo l’ultimo Gaetano e Samardzic, in attacco  il poker De Ketelaere, Raspadori,(il meno brillante dei quattro), Scamacca e Krstovic. Anche l’edizione orobica della testata si sofferma sulle parole di commiato di Djimsiti da Bergamo e sull’interesse per il danese Kristensen per il quale l’Udinese chiede 25 milioni. Tornando a Djimsiti, Belotti ricorda alcune sue parole comparse su Instagram: “Questa squadra porta dentro di sé il carattere della sua città, il bergamasco non ha bisogno di grandi discorsi, lavora”.  Belotti spiega come il mercato resti aperto essendo per Sarri l’alternativa quella di contare sull’adattabilità di elementi già presenti.  L’Atalanta deve fare i conti con l’infortunio di Sulemana che ha riportato una distorsione al ginocchio sinistro. “Al di là dei quattro certi – si legge-  Sarri non ha valide rotazioni nei subentri, a sinistra, partiti Maldini e Tourè e infortunato Kamaldeen (Sulemana, ndr) , è rimasto solo Zalewski mentre a destra  non c’è nessuno se non Cassa dell’ Under 23. La chiusura del pezzo è dedicata alla separazione delle strade con Andrea Fabris che non ricoprirà più il ruolo di direttore generale dell’area corporate.

Sempre sull’edizione bergamasca   del Corriere, un articolo di Davide Ferrario si sofferma su dieci anni di rivoluzione tecnico-tattica atalantina. E lo fa per presentare il libro “Rivoluzione Atalanta” scritto da Davide Benedetti e Alessandro Macciò per le edizioni InControPiede. Autore della prefazione del libro, Ferrario si sofferma su un aneddoto personale di una maglia datagli da Ilicic di quando giocava ai tempi del Valencia e poi passa a citare la rivoluzione portata da Gasperini al modulo atalantino. “Quando arrivò- scrive-  di Gasperini non si aveva un’opinione precisa_ “Gian Piero Gasperini – scrive- ha inserito l’elemento della volontà umana, un po’ alla Schopenhauer, i dieci anni di Gasperini hanno dato un senso ai cento e più di esistenza del club”. Ferrario valuta poi la situazione dell’Atalanta a un anno dalla sua separazione da Gasperini: “Diventa chiaro che ciò che il Gasp ha dato a noi non è stato solo qualcosa di tecnico – conclude – ma soprattutto l’idea che ce la si può sempre giocare con tutti e nulla è scritto finchè la palla rotola”.

 

Cristiano Comelli        

By staff
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