De Roon è andato in panchina nell'ultima amichevole giocata e vinta dall'Atalanta, 3-0 in casa dello Schalke 04. Aveva preso una botta in allenamento qualche giorno prima, ma non sarebbe partito titolare lo stesso.
In generale, il trentacinquenne ex centrocampista del Middlesbrough è tornato dai Mondiali quando la squadra di Sarri era già scesa in campo due volte: non ha dunque partecipato alle sgambate contro la formazione Under 23 nerazzurra e contro il Mantova.
L'esordio è avvenuto così alla terza partita, vinta 3-2 contro l'Arezzo. Ma dalla panchina. Così come il suo nome non è comparso neppure nell'undici titolare di Sarri contro il Feyenoord e, appunto, lo Schalke. In totale, tre partite e tre panchine. Con rispettivamente 27, 18 e 28 minuti giocati alla volta.
IL NUOVO TERZETTO DI SARRI
Sarri ha fondato il proprio centrocampo su un terzetto che, almeno in questo momento, non prevede la presenza di De Roon: Lazar Samardzic, Gianluca Gaetano ed Ederson.
Samardzic ha sempre dichiarato di non gradire particolarmente la posizione di mezzala, e di rendere meglio qualche metro più avanti. Però si è adattato alle volontà del proprio allenatore e sta dando risposte concrete: visto il coast to coast vincente in casa dello Schalke, arrivato qualche settimana dopo la punizione incastonata all'incrocio contro il Mantova?
Quanto a Gaetano, ha imparato a Cagliari a giostrare davanti alla difesa. Lo ha fatto piuttosto bene, tanto da guadagnarsi l'interesse della Juventus e l'affondo decisivo dell'Atalanta, che lo ha portato a Bergamo proprio per questo: per fargli fare il play, il costruttore del gioco.
E Ederson? Doveva andarsene al Manchester United, alla fine è rimasto e ha pure rinnovato. Apparentemente con tutta la convinzione del mondo, se è vero che è ripartito come se non fosse successo nulla: si è messo a disposizione di Sarri, sta facendo la mezzala, oggi è un titolare indiscutibile.
C'È SPAZIO PER DE ROON?
Per quanto riguarda De Roon, i dubbi avevano cominciato a sorgere nel momento esatto in cui si è sparsa la voce dell'accordo tra Sarri e l'Atalanta: riuscirà - ci si chiedeva - l'olandese a trovare il proprio posto nel mondo nel 4-3-3 dell'ex tecnico biancoceleste?
La risposta, sempre per il momento, è no. Proprio perché il titolare davanti alla difesa è diventato Gaetano. De Roon ha preso il suo posto a mezz'ora dalla fine di Schalke-Atalanta, si è piazzato a fare il regista, ma la realtà delle cose dice che oggi è diventato una seconda scelta dietro all'ex cagliaritano.
A pesare è soprattutto il cambio di modulo di Sarri: De Roon è sempre stato abituato a giocare a due in mezzo, a gestire gioco ed emozioni con senso della posizione ed esperienza, ma non è né un play né una mezzala nel vero senso del termine. Poco adatto, dunque, a un 4-3-3 che a Bergamo non ha di fatto mai sperimentato.
LA FINE DI UN'ERA?
È la prima volta che De Roon vive una situazione simile da quando indossa la maglia dell'Atalanta: ovvero da... praticamente sempre, dal 2015/16, con una breve parentesi di una stagione al Middlesbrough. Una vita e una carriera fa.
Gli anni sono 35, compiuti a marzo. Ma non è nemmeno una questione fisica: anche nella scorsa stagione il capitano ha tenuto botta, scendendo in campo 34 volte in campionato (solo due in meno dell'anno precedente) e una cinquantina contando anche Champions League e Coppa Italia.
La questione è, appunto, di preferenze dell'allenatore di turno. Sia tattiche che di uomini. Sarri ha trovato in Samardzic, Gaetano ed Ederson il proprio trio di centrocampo ideale, ha a disposizione anche l'arma Pasalic e tratta De Roon come qualsiasi altro: come uno, cioè, che deve guadagnarsi il posto.
Contano poco le favolose 445 presenze di De Roon, l'attaccamento alla maglia, l'Europa League di Dublino, le qualificazioni alla Champions League, le finali di Coppa Italia. Quello è il passato: il calcio vive di presente. E il presente dice che, dopo un decennio da titolare indiscusso, a Bergamo è forse finita un'era

fonte goal.com
