E' solo una partita
Domani Bergamo ospiterà Atalanta-Hapoel Tel Aviv, una partita importante per i nerazzurri e per il loro cammino europeo. Sarà una serata con grande attenzione alla sicurezza, vista la presenza di numerosi tifosi israeliani e le tensioni legate al conflitto in Medio Oriente.
Proprio per questo, però, l’auspicio è semplice: facciamo in modo che sia soltanto una giornata di sport.
Le polemiche politiche possono essere legittime. Si possono criticare il governo israeliano, le sue scelte e tutto ciò che sta accadendo a Gaza. Ma una squadra di calcio non è un governo. I giocatori dell’Hapoel Tel Aviv non sono deputati e i loro tifosi non rappresentano automaticamente le decisioni dello Stato di Israele.
Anzi, la storia dell’Hapoel racconta una realtà molto più complessa. Il club nasce nel mondo del movimento dei lavoratori ed è tradizionalmente legato a valori di sinistra, antifascisti e antirazzisti. Una parte importante della sua tifoseria si è spesso schierata contro la destra nazionalista israeliana. Anche tra i suoi sostenitori ci sono persone con idee diverse, sensibilità diverse e, come ovunque, opinioni diverse sulla guerra.
Questo non cancella in alcun modo il dolore del popolo palestinese, così come non cancella quello vissuto da tante famiglie israeliane colpite dal 7 ottobre. Ma proprio per questo non possiamo trasformare migliaia di persone in un unico blocco da giudicare in base alla nazionalità.
Lo sport dovrebbe servire anche a questo: a distinguere le persone dalle responsabilità dei governi, gli avversari dai nemici, una partita da un conflitto.
Perciò l’appello è rivolto soprattutto a Bergamo e a noi tifosi dell’Atalanta: giovedì andiamo allo stadio per sostenere i nostri colori. Cantiamo, tifiamo, incitiamo la squadra. Facciamo sentire tutta la forza e la passione della gente atalantina.
Ma fermiamoci lì.
Niente provocazioni, niente odio, niente gesti che possano trasformare una partita in un altro terreno di scontro. Rispettiamo chi arriva a Bergamo per vedere giocare la propria squadra, così come pretendiamo rispetto quando siamo noi a viaggiare in Europa.
Facciamo vedere che Bergamo sa essere una città appassionata senza essere una città ostile. Che si può tifare forte senza odiare nessuno. Che si può avere un'opinione politica senza trasformare novanta minuti di calcio in una battaglia.
Giovedì in campo ci saranno l'Atalanta e l'Hapoel Tel Aviv. Sosteniamo la Dea in un passaggio delicato della stagione, dal primo all'ultimo minuto e viviamo questa serata per quello che deve essere: una giornata di sport. Nulla più.
Forza Atalanta.
