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19/09/2026 | 14.42
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Il Mister in conferenza: "vicino ai nostri tifosi per le trasferte vietate"


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per rivedere la conferenza stampa.


Qual è il problema della difesa e come gestirà la vicenda Kossounou?

Alla Lazio avevo il 90% dei giocatori che erano già stati con me, era una squadra che aveva sempre proseguito su quel percorso, quindi è una situazione nettamente diversa. La difesa è una parola che mi piace poco, la fase difensiva fino all'ultima partita è stata fatta troppo bassa e troppo passiva, era abbastanza evidente. Nell'ultima partita ci sono stati segnali diversi: non buone letture, però perlomeno il baricentro della squadra e la linea di pressione era molto più alta. Quindi con Kossounou non c'è niente da gestire, gioca Hien.

In riferimento all'avventura sulla panchina della Juve, prevale l'orgoglio di essere stato l'ultimo allenatore ad aver vinto lo scudetto con loro o il rimpianto di non esserci arrivato nel momento giusto e di non aver allenato una Juve a tua immagine e somiglianza?

Né orgoglio né rimpianto. È stata un'esperienza strana, difficile per motivi anche extracalcistici, come sai benissimo, ed è finita una vittoria non... era stata considerata scontata quando non lo era nella maniera più assoluta. Però poi è finita lì, quindi per me è una pagina chiusa.

Questa settimana è l'ultima fino a fine anno in cui puoi allenare tutti i giorni la squadra. Quanto sei riuscito a fare in questa settimana, cosa possiamo aspettarci domani e hai già programmato le cose per cercare comunque di trovare delle soluzioni?

Questa è la seconda! Questo è il calcio che è venuto fuori negli ultimi anni: i Mondiali finiscono a metà luglio o dopo metà luglio, il mercato finisce il primo di settembre e fra ottobre e novembre ci sono cinque settimane in cui i giocatori stanno con le Nazionali. Quindi te rischi di comprare un giocatore il 31 di agosto e a metà novembre avergli fatto fare una decina di allenamenti con te. Questa è la realtà dei fatti. Quindi bisogna andare dentro in partita, sbagliare, accumulare errori e sperare che da quegli errori si possa cominciare a migliorare.

Un ricordo di Sandro Mazzola e poi una domanda più generale: in quattro giornate abbiamo visto già due allenatori saltati in Serie A. È così facile dire "si perde una partita, domani Sarri fa una gran partita, Sarri è un eroe; viceversa, si perde, Sarri è già sulla graticola"? È così riduttivo questo calcio di adesso?

Dimmelo te, le opinioni le fate voi, non io. Io faccio le partite, quindi se si è creato questo tipo di mentalità io vedo due grandi responsabilità: voi e le dirigenze. Non vedo altri tipi di responsabilità. C'è un'intervista a Klopp in cui dice che il lavoro di un allenatore il primo anno non si può vedere, figuriamoci il primo mese.

Mazzola era un mio compagno di figurine, nel senso che quando ero ragazzino lui era già un giocatore di grande livello. Purtroppo quando scompaiono questi personaggi perdi anche una fetta dei tuoi ricordi, della tua vita. Grande giocatore, era un piacere vederlo. Poi i ricordi si accumulano: dalle figurine passi a cominciare a seguire i Mondiali e lo vedi in campo con la maglia azzurra, quindi son tutti ricordi che ti rimangono, ma che ti svaniscono anche.

A che punto è Hien visto che aveva fatto un po' fatica a integrarsi in questo nuovo modulo a 4 venendo dall'Udinese? Fisicamente è recuperato, a che punto è nel meccanismo di gioco?

Non ti so neanche dire se ha fatto fatica a integrarsi nei quattro perché lui è arrivato con un problema, ha fatto una partita e il problema gli si è accentuato, quindi con noi si è allenato poco. Ora per fortuna nell'ultima settimana-dieci giorni ha cominciato ad allenarsi quasi sempre con noi. È chiaro che non può essere completamente inserito, però è un giocatore che ha delle qualità individuali.

Con Spalletti avete qualcosa in comune viste le piazze allenate. Che rapporto ha con mister Spalletti e come vede la partita di domani?

La partita di domani la vedo dura, ma non per Spalletti, per quelli che vanno in campo! Noi allenatori purtroppo siamo molto collegati ai ragazzi che vanno in campo, non è che abbiamo il joystick e quindi abbiamo tutto sotto controllo: questo è impossibile farlo e non sarebbe neanche giusto farlo. Quindi siamo tutti legati al tipo di giocatori che abbiamo in quel momento e al tipo di calcio che possiamo giocare con determinati giocatori. Io ho un buon rapporto, soprattutto gli anni in cui era a Empoli, il periodo in cui mi sembra lui era rientrato dalla Russia, quindi per un periodo lo vedevo minimo una volta o due la settimana. Il rapporto è buono, poi in campo ovviamente ognuno domani penserà alla sua squadra.

Kristensen, le sue condizioni e il percorso di recupero?

Kristensen sta crescendo. È arrivato con dei problemi fisici, ha dovuto fare un percorso di recupero e ritrovare la condizione. È un ragazzo che ha qualità fisiche importanti, ha bisogno di essere al 100% dal punto di vista atletico per esprimere al meglio le sue caratteristiche. Sta lavorando bene e penso che nel giro di poco tempo possa diventare un giocatore molto utile per noi.

Un giudizio su Raspadori: dà l'impressione di essere un giocatore di qualità ma di essere ancora inespresso, di non riuscire a evidenziare tutte le sue qualità.

Precedentemente non lo so, io mi ricordo che un anno al Napoli lui non partiva spesso titolare ma incideva molto quando entrava dalla panchina, quindi ha fatto delle stagioni anche molto, molto importanti. Io ti posso parlare di questi due mesi attuali: ha fatto un periodo in cui ha fatto grande fatica, ma fatica anche a trovare una condizione fisica di livello. In questo momento mi sembra un giocatore in crescita. Nell'ultima partita mi sembra che entrando più centralmente abbia fatto anche abbastanza bene, perlomeno non ha inciso in maniera determinante sul risultato, però ho avuto l'impressione di un giocatore vivo. Quindi speriamo che questa impressione si trasformi in realtà nelle prossime partite.

Le sue parole su Kolasinac dopo la partita con il Cagliari ("Lo schiero perché comunque è uno dei pochi che si fa sentire anche in campo"). È una cosa che manca un po' a questa Atalanta?

Sì, è un gruppo di giocatori di grande applicazione, di grande professionalità, di grande cultura del lavoro, però a livello di farsi sentire, di essere capaci di trascinare un gruppo nei momenti in cui c'è da tirar fuori tutto, siamo ancora un po' silenziosi. Quindi Kolasinac, che è uno dei ragazzi che da questo punto di vista ci può dare una mano... Però io spero nella crescita anche di giocatori relativamente giovani ma già esperti: io sulla linea difensiva, dal punto di vista della personalità, da Scalvini mi aspetto di più. Non dal punto di vista del rendimento tecnico-tattico, dal punto di vista della personalità.

Ha sempre usato Gaetano titolare fino alla settimana scorsa. Ora rientra dalla squalifica: giocherà Gaetano o conferma Pasalic?

Ho ancora un giorno per pensarci, quindi lasciatemi riflettere. Poi mi piacerebbe dirlo prima a Gaetano o a Pasalic che a voi, questo è un segno di rispetto nei confronti dei miei giocatori.

Ritornando alla fase difensiva, ma soprattutto a Giorgio Scalvini: secondo lei quanti margini di miglioramento ha sotto il profilo della leadership?

Io penso abbia ampi margini. È un giocatore individualmente molto forte, deve ancora migliorare nelle letture di reparto, però è un giocatore secondo me di livello assoluto, destinato a migliorare, e il picco del miglioramento lo raggiungerà quando crescerà anche da un punto di vista della personalità e della leadership, questo è sicuro. Quindi penso ampi margini.

In queste prime quattro giornate di campionato ancora non abbiamo visto uno 0-0. Sta cambiando un po' il vento in Italia, c'è una mentalità più europea o dipende dalle regole?

Se il tempo effettivo aumenta è chiaro che la possibilità di far gol aumenta, la possibilità di fare errori aumenta e quindi aumenta anche la possibilità di fare gol e di prenderne. Io penso che sia una diretta conseguenza anche dei cambiamenti regolamentari, questo è abbastanza palese. Anche la mentalità mi sembra in evoluzione: adesso raramente si vedono squadre, anche fra le medio-piccole, che vanno ad arroccarsi in certi stadi. Gli può succedere in certi momenti della partita, questo sicuro, però per mentalità vedo molte più squadre che tendono a giocare.

Il dilemma Gaetano-Pasalic può essere risolto anche facendoli giocare entrambi?

Penso di sì... Li abbiamo affrontati ripetutamente. Costruzione a 3+2, 4+1 in fase offensiva, quindi... Voi giornalisti spesso avete la tendenza a pensare che uno abbia in mano i joystick. In realtà noi poi le partite si vincono o si perdono in relazione alle squadre che alleniamo, agli avversari che troviamo e in che momento siamo noi e in che momento sono gli avversari. A me scappa fortemente da ridere quando vedo gli scontri diretti fra gli allenatori. Che vuol dire? Io vado in Spagna, alleno il Levante e poi mi dicono: "Eh, ma con l'allenatore del Barcellona perdi quasi sempre". Per forza! Il Barcellona è più forte del Levante. Se poi avessi la capacità di allenare il Levante e vincere sempre col Barcellona non sarei un allenatore! Ora ho fatto un esempio spagnolo, non vorrei che qualcuno se la prendesse per il Levante, con tutto il rispetto per il Levante, volevo solo paragonare una squadra più debole a una squadra notoriamente più forte.

Domani è il secondo scontro con una grande dopo quello con la Roma. Domani che atteggiamento vorrebbe vedere dalla sua squadra?

Un po' più propositivo. Vorrei vedere un atteggiamento dei primi 20-25 minuti del secondo tempo con un minutaggio nettamente più ampio. Poi non è che son tutte delle scelte: a volte trovi una squadra forte e ti costringe a stare basso o ti crea problemi a risalire, qualcuno ce lo siamo creati da soli, quindi non sempre sono delle scelte. Però se ti dovessi parlare di quello che vorrei vedere, vorrei vedere quei 25 minuti trasformarsi in 60.

Cosa ne pensa della pausa per le Nazionali che sarà maxi quest'anno: 16 giorni senza Serie A? Cosa si può fare con così pochi giocatori in assenza di quasi 15-16 nazionali?

Lavorare sulla condizione fisica, tecnica individuale e tattica individuale, non ci sono tante altre cose da fare. Poi il problema calendario è un problema enorme, il problema Nazionali per le squadre di club è un problema distruttivo. Io penso che le Nazionali debbano essere confinate in un periodo di tempo: si fanno finire i campionati 10 giorni prima e si fa da metà maggio a metà giugno una finestra dedicata alle Nazionali. Così penso che sia una situazione che non può andare avanti. E poi c'è anche l'ipocrisia di mettere le liste: te fai giocare un giocatore 70 partite l'anno e gli metti anche le liste! Perlomeno dammi 40 giocatori se poi ho una lista da rispettare, è un'ipocrisia se ingolfi così i calendari.

Domani, così come in tantissime altre trasferte dell'Atalanta, non ci saranno i tifosi. Cosa ne pensa?

Ci si può essere espressi male, ma è condivisibile: una pena collettiva io non riesco a capirla né a digerirla. Quindi domani una persona di Bergamo con il figlio, che non ha mai commesso nulla né fuori dallo stadio né allo stadio, non può andare a vedere la partita. È incostituzionale secondo me! Quindi io sono vicino a tutti i nostri tifosi e condivido quello che pensano loro in questo momento.


By staff
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