
CLICCATE
IL --> LINK YOUTUBE ATALANTA BC LIVE
per rivedere la conferenza
stampa.
Qual è il
problema della difesa e come gestirà la vicenda Kossounou?
Alla Lazio avevo il 90% dei giocatori che erano già stati con me, era una
squadra che aveva sempre proseguito su quel percorso, quindi è una situazione
nettamente diversa.
La difesa è una parola che mi piace poco, la fase difensiva fino all'ultima
partita è stata fatta troppo bassa e troppo passiva, era abbastanza
evidente.
Nell'ultima partita ci sono stati segnali diversi: non buone letture, però
perlomeno il baricentro della squadra e la linea di pressione era molto più
alta.
Quindi con Kossounou non c'è niente da gestire, gioca Hien.
In riferimento all'avventura sulla panchina della Juve, prevale l'orgoglio
di essere stato l'ultimo allenatore ad aver vinto lo scudetto con loro o il
rimpianto di non esserci arrivato nel momento giusto e di non aver allenato
una Juve a tua immagine e somiglianza?
Né orgoglio né rimpianto.
È stata un'esperienza strana, difficile per motivi anche extracalcistici, come
sai benissimo, ed è finita una vittoria non... era stata considerata scontata
quando non lo era nella maniera più assoluta.
Però poi è finita lì, quindi per me è una pagina chiusa.
Questa settimana è l'ultima fino a fine anno in cui puoi allenare tutti i
giorni la squadra.
Quanto sei riuscito a fare in questa settimana, cosa possiamo aspettarci
domani e hai già programmato le cose per cercare comunque di trovare delle
soluzioni?
Questa è la seconda!
Questo è il calcio che è venuto fuori negli ultimi anni:
i Mondiali finiscono a metà luglio o dopo metà luglio, il mercato finisce il
primo di settembre
e fra ottobre e novembre ci sono cinque settimane in cui i giocatori stanno
con le Nazionali.
Quindi te rischi di comprare un giocatore il 31 di agosto e a metà novembre
avergli fatto fare una decina di allenamenti con te.
Questa è la realtà dei fatti.
Quindi bisogna andare dentro in partita, sbagliare, accumulare errori e
sperare che da quegli errori si possa cominciare a migliorare.
Un ricordo di Sandro Mazzola e poi una domanda più generale: in quattro
giornate abbiamo visto già due allenatori saltati in Serie
A.
È così facile dire "si perde una partita, domani Sarri fa una gran partita,
Sarri è un eroe; viceversa, si perde, Sarri è già sulla
graticola"?
È così riduttivo questo calcio di adesso?
Dimmelo te, le opinioni le fate voi, non io.
Io faccio le partite, quindi se si è creato questo tipo di mentalità io vedo
due grandi responsabilità: voi e le dirigenze.
Non vedo altri tipi di responsabilità.
C'è un'intervista a Klopp in cui dice che il lavoro di un allenatore il primo
anno non si può vedere, figuriamoci il primo mese.
Mazzola era un mio compagno di figurine, nel senso che quando ero ragazzino
lui era già un giocatore di grande livello.
Purtroppo quando scompaiono questi personaggi perdi anche una fetta dei tuoi
ricordi, della tua vita.
Grande giocatore, era un piacere vederlo.
Poi i ricordi si accumulano: dalle figurine passi a cominciare a seguire i
Mondiali e lo vedi in campo con la maglia azzurra, quindi son tutti ricordi
che ti rimangono, ma che ti svaniscono anche.
A che punto è Hien visto che aveva fatto un po' fatica a integrarsi in
questo nuovo modulo a 4 venendo dall'Udinese?
Fisicamente è recuperato, a che punto è nel meccanismo di
gioco?
Non ti so neanche dire se ha fatto fatica a integrarsi nei quattro perché lui
è arrivato con un problema, ha fatto una partita e il problema gli si è
accentuato, quindi con noi si è allenato poco.
Ora per fortuna nell'ultima settimana-dieci giorni ha cominciato ad allenarsi
quasi sempre con noi.
È chiaro che non può essere completamente inserito, però è un giocatore che ha
delle qualità individuali.
Con Spalletti avete qualcosa in comune viste le piazze
allenate.
Che rapporto ha con mister Spalletti e come vede la partita di
domani?
La partita di domani la vedo dura, ma non per Spalletti, per quelli che vanno
in campo!
Noi allenatori purtroppo siamo molto collegati ai ragazzi che vanno in campo,
non è che abbiamo il joystick e quindi abbiamo tutto sotto controllo: questo è
impossibile farlo e non sarebbe neanche giusto farlo.
Quindi siamo tutti legati al tipo di giocatori che abbiamo in quel momento e
al tipo di calcio che possiamo giocare con determinati
giocatori.
Io ho un buon rapporto, soprattutto gli anni in cui era a Empoli, il periodo
in cui mi sembra lui era rientrato dalla Russia, quindi per un periodo lo
vedevo minimo una volta o due la settimana.
Il rapporto è buono, poi in campo ovviamente ognuno domani penserà alla sua
squadra.
Kristensen, le sue condizioni e il percorso di recupero?
Kristensen
sta crescendo. È arrivato con dei problemi fisici, ha dovuto fare un
percorso di recupero e ritrovare la condizione. È un ragazzo che ha qualità
fisiche importanti, ha bisogno di essere al 100% dal punto di vista atletico
per esprimere al meglio le sue caratteristiche. Sta lavorando bene e penso
che nel giro di poco tempo possa diventare un giocatore molto utile per
noi.
Un giudizio su Raspadori: dà l'impressione di essere un giocatore di
qualità ma di essere ancora inespresso, di non riuscire a evidenziare tutte
le sue qualità.
Precedentemente non lo so, io mi ricordo che un anno al Napoli lui non
partiva spesso titolare ma incideva molto quando entrava dalla panchina,
quindi ha fatto delle stagioni anche molto, molto importanti.
Io ti posso parlare di questi due mesi attuali: ha fatto un periodo in cui ha
fatto grande fatica, ma fatica anche a trovare una condizione fisica di
livello.
In questo momento mi sembra un giocatore in crescita.
Nell'ultima partita mi sembra che entrando più centralmente abbia fatto anche
abbastanza bene, perlomeno non ha inciso in maniera determinante sul
risultato, però ho avuto l'impressione di un giocatore vivo.
Quindi speriamo che questa impressione si trasformi in realtà nelle prossime
partite.
Le sue parole su Kolasinac dopo la partita con il Cagliari ("Lo schiero
perché comunque è uno dei pochi che si fa sentire anche in
campo").
È una cosa che manca un po' a questa Atalanta?
Sì, è un gruppo di giocatori di grande applicazione, di grande
professionalità, di grande cultura del lavoro, però a livello di farsi
sentire, di essere capaci di trascinare un gruppo nei momenti in cui c'è da
tirar fuori tutto, siamo ancora un po' silenziosi.
Quindi Kolasinac, che è uno dei ragazzi che da questo punto di vista ci può
dare una mano... Però io spero nella crescita anche di giocatori relativamente
giovani ma già esperti: io sulla linea difensiva, dal punto di vista della
personalità, da Scalvini mi aspetto di più.
Non dal punto di vista del rendimento tecnico-tattico, dal punto di vista
della personalità.
Ha sempre usato Gaetano titolare fino alla settimana
scorsa.
Ora rientra dalla squalifica: giocherà Gaetano o conferma
Pasalic?
Ho ancora un giorno per pensarci, quindi lasciatemi
riflettere.
Poi mi piacerebbe dirlo prima a Gaetano o a Pasalic che a voi, questo è un
segno di rispetto nei confronti dei miei giocatori.
Ritornando alla fase difensiva, ma soprattutto a Giorgio Scalvini: secondo
lei quanti margini di miglioramento ha sotto il profilo della
leadership?
Io penso abbia ampi margini.
È un giocatore individualmente molto forte, deve ancora migliorare nelle
letture di reparto, però è un giocatore secondo me di livello assoluto,
destinato a migliorare, e il picco del miglioramento lo raggiungerà quando
crescerà anche da un punto di vista della personalità e della leadership,
questo è sicuro.
Quindi penso ampi margini.
In queste prime quattro giornate di campionato ancora non abbiamo visto
uno 0-0.
Sta cambiando un po' il vento in Italia, c'è una mentalità più europea o
dipende dalle regole?
Se il tempo effettivo aumenta è chiaro che la possibilità di far gol aumenta,
la possibilità di fare errori aumenta e quindi aumenta anche la possibilità di
fare gol e di prenderne.
Io penso che sia una diretta conseguenza anche dei cambiamenti regolamentari,
questo è abbastanza palese.
Anche la mentalità mi sembra in evoluzione: adesso raramente si vedono
squadre, anche fra le medio-piccole, che vanno ad arroccarsi in certi
stadi.
Gli può succedere in certi momenti della partita, questo sicuro, però per
mentalità vedo molte più squadre che tendono a giocare.
Il dilemma Gaetano-Pasalic può essere risolto anche facendoli giocare
entrambi?
Penso di sì...
Li abbiamo affrontati ripetutamente.
Costruzione a 3+2, 4+1 in fase offensiva, quindi... Voi giornalisti spesso
avete la tendenza a pensare che uno abbia in mano i joystick.
In realtà noi poi le partite si vincono o si perdono in relazione alle squadre
che alleniamo, agli avversari che troviamo e in che momento siamo noi e in che
momento sono gli avversari.
A me scappa fortemente da ridere quando vedo gli scontri diretti fra gli
allenatori.
Che vuol dire?
Io vado in Spagna, alleno il Levante e poi mi dicono: "Eh, ma con l'allenatore
del Barcellona perdi quasi sempre".
Per forza!
Il Barcellona è più forte del Levante.
Se poi avessi la capacità di allenare il Levante e vincere sempre col
Barcellona non sarei un allenatore!
Ora ho fatto un esempio spagnolo, non vorrei che qualcuno se la prendesse per
il Levante, con tutto il rispetto per il Levante, volevo solo paragonare una
squadra più debole a una squadra notoriamente più forte.
Domani è il secondo scontro con una grande dopo quello con la
Roma.
Domani che atteggiamento vorrebbe vedere dalla sua squadra?
Un po' più propositivo.
Vorrei vedere un atteggiamento dei primi 20-25 minuti del secondo tempo con un
minutaggio nettamente più ampio.
Poi non è che son tutte delle scelte: a volte trovi una squadra forte e ti
costringe a stare basso o ti crea problemi a risalire, qualcuno ce lo siamo
creati da soli, quindi non sempre sono delle scelte.
Però se ti dovessi parlare di quello che vorrei vedere, vorrei vedere quei 25
minuti trasformarsi in 60.
Cosa ne pensa della pausa per le Nazionali che sarà maxi quest'anno: 16
giorni senza Serie A?
Cosa si può fare con così pochi giocatori in assenza di quasi 15-16
nazionali?
Lavorare sulla condizione fisica, tecnica individuale e tattica individuale,
non ci sono tante altre cose da fare.
Poi il problema calendario è un problema enorme, il problema Nazionali per le
squadre di club è un problema distruttivo.
Io penso che le Nazionali debbano essere confinate in un periodo di tempo: si
fanno finire i campionati 10 giorni prima e si fa da metà maggio a metà giugno
una finestra dedicata alle Nazionali.
Così penso che sia una situazione che non può andare avanti.
E poi c'è anche l'ipocrisia di mettere le liste:
te fai giocare un giocatore 70 partite l'anno e gli metti anche le
liste!
Perlomeno dammi 40 giocatori se poi ho una lista da rispettare, è un'ipocrisia
se ingolfi così i calendari.
Domani, così come in tantissime altre trasferte dell'Atalanta, non ci
saranno i tifosi.
Cosa ne pensa?
Ci si può essere espressi male, ma è condivisibile:
una pena collettiva io non riesco a capirla né a digerirla.
Quindi domani una persona di Bergamo con il figlio, che non ha mai commesso
nulla né fuori dallo stadio né allo stadio, non può andare a vedere la
partita.
È incostituzionale secondo me!
Quindi io sono vicino a tutti i nostri tifosi e condivido quello che pensano
loro in questo momento.