Atalanta, una primavera che ha portato la crisi. Palladino: “Spese troppe energie fisiche e mentali
Negli ultimi due mesi per l’Atalanta solo due vittorie, controVerona e Lecce, quasi scontate considerando il pessimo rendimento degli scaligeri e dei salentini, poi tre pareggi (con Udinese, Inter e Roma) e tre sconfitte (con Sassuolo, Juventus e Cagliari) in campionato.
Marzo e aprile sono stati mesi deludenti per la Dea, precipitata in una crisi primaverile di risultati figlia delle troppe energie spese tra dicembre e fine febbraio per rimontare in classifica dal tredicesimo al sesto posto. Il tutto tenendo un passo trimestrale da seconda forza del campionato dietro alla capolista Inter, e macinando turni infrasettimanali tra Coppa Italia e Champions League con vittorie importanti come il 3-0 alla Juventus e il 4-1 al Borussia Dortmund.
I numeri della crisi e l’analogia con l’anno scorso
Crisi primaverile certificata dai numeri: considerando anche i due pareggi contro la Lazio in Coppa Italia e le due sconfitte contro il Bayern Monaco in Champions, il bilancio atalantino da marzo è di appena undici punti in dodici partite complessive.
Peraltro anche la scorsa stagione la Dea di Gasperini, dopo aver chiuso a dicembre prima in classifica e aver galoppato in Champions fino a fine gennaio, ha avuto una flessione nettissima da febbraio, sempre per la stessa ragione: si era prosciugato il serbatoio delle energie fisiche dopo cinque mesi a tutto gas, giocando due volte alla settimana.
Le parole di Palladino
“In questo periodo abbiamo spinto tanto e abbiamo speso tante energie fisiche e mentali”, ha sottolineato il tecnico nerazzurro Raffaele Palladino, dopo la sconfitta a Cagliari. Ricordando come in Sardegna abbiano pesato le scorie della battaglia di cinque giorni prima contro la Lazio terminata dopo i supplementari con la sconfitta ai rigori: “Non siamo riusciti a recuperare le energie mentali dopo la sconfitta in Coppa Italia”.
Stagione finora da 50 partite tonde per l’Atalanta, con 34 giornate di serie A, 12 gare di Champions e 4 di Coppa Italia, a cui vanno aggiunte una manciata di partite giocate nelle quattro parentesi delle rispettive nazionali da quasi tutti i giocatori nerazzurri (mediamente una quindicina), senza contare per Kossounou anche il peso della Coppa D’Africa disputata a gennaio.
Adesso alla Dea servirà raschiare il fondo delle energie in questo ultimo mese, con quattro partite da affrontare al massimo per blindare il settimo posto. “Ora la distanza da chi ci precede è ampia, ma lotteremo fino all’ultimo secondo di campionato. So che i ragazzi non molleranno e dovranno essere bravi a reagire sabato con il Genoa”, ha chiosato Palladino.
