03/05/2026 | 14.50
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Primavera - Fiorentina 1-2, sconfitta all'85

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Marcatori: Baldo (A), Puzzoli (F), Atzeni (F)

Atalanta: Anelli, Ramaj (C), Baldo (VC), Parmiggiani, Valdivia, Gasparello, Isoa, Arrigoni, Aliprandi, Camara, Pedretti. A disposizione: Leto, Galafassi, Cakolli, Artesani, Cojocariu, Rinaldi, Mungari, Bono, Percassi, Leandri, Mouisse. Allenatore: Giovanni Bosi

Fiorentina: Leonardelli, Sadotti (VC), Puzzoli, Kone, Jallow, Trapani (C), Košpo, Mazzeo, Conti, Montenegro, Sturli. A disposizione: Dolfi, Fei, Bonanno, Turnone, Bertolini, Deli, Angiolini, Evangelista, Atzeni. Allenatore: Daniele Galloppa.

Arbitro: Enrico Cappai (Sezione di Cagliari)

Al Atalanta Primavera viene da mangiarsi le mani. Una partita che avevamo in pugno, giocata con orgoglio e intensità… e poi buttata via con errori che, a questo livello, pesano come macigni.

Si parte con un po’ di tensione, la Fiorentina Primavera prova a fare la partita ma la Dea risponde col solito pressing feroce. Non è un primo tempo spettacolare, ma si vede che i ragazzi di Bosi ci credono. E quando arriva l’occasione… colpiscono.

Al 38’, BAM! Baldo si inventa il gol da bomber vero: recupero palla, finte, sinistro incrociato. Esplosione a Zingonia. Vantaggio meritato, partita indirizzata, e la sensazione che si possa portare a casa un’altra vittoria pesantissima.

Ma nel secondo tempo cambia tutto.

Entriamo molli, distratti. E contro una squadra così non te lo puoi permettere. Gli errori in impostazione iniziano a moltiplicarsi e al 57’ arriva la punizione: Puzzoli ci ruba l’ennesimo pallone sanguinoso e pareggia. Regalato. Letteralmente regalato.

La cosa che fa più rabbia? La reazione c’è. Eccome se c’è. La Dea torna a spingere, crea occasioni, schiaccia la Fiorentina nella sua metà campo. E lì c’è il momento chiave: Baldo, da pochi passi, spara alto un’occasione gigantesca. Era il 2-1. Era la partita.

E invece…

Nel calcio, se non segni, paghi. Sempre. E all’85’ arriva la beffa: cross dalla sinistra, difesa ferma, Atzeni arriva e la mette dentro. Rimonta completata. Gelata totale.

Gli ultimi minuti sono un assedio confuso, più nervoso che lucido. Ma ormai è tardi. Triplice fischio e zero punti.

Fa male, perché questa era una partita da vincere. Fa male, perché dopo dodici risultati utili si cade così, per disattenzioni evitabili. Ma fa ancora più male perché la squadra ha dimostrato di essere superiore per lunghi tratti.

Ora serve una cosa sola: testa bassa e ripartire. Perché i playoff non aspettano nessuno… e questa sconfitta deve bruciare il giusto.

By staff
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