"Fumo su Bergamo"
Quanto segue e' un pezzo decisamente approfondito scritto da Luke Taylor, un blogger straniero che si occupa del calcio italiano. Un'interessante sguardo a come vedono da fuori il nuovo corso di Mister Sarri a Bergamo. Ecco il pezzo
Fumo su Bergamo
L'Atalanta si è rivolta a un altro dei grandi ideologi del calcio italiano, Maurizio Sarri, per definire il futuro della squadra.
L'Atalanta ha trascorso gran parte dell'ultimo decennio consolidando il suo status di uno dei club più interessanti del calcio europeo. La Dea possiede un'identità forte, non solo riconoscibile, ma anche un modello che molti aspirano a replicare. Tuttavia, si trova nel bel mezzo di un periodo di rinnovamento, nell'era post-Gian Piero Gasperini. Il difficile periodo di Ivan Juric e ciò che ne è seguito hanno portato il club a Maurizio Sarri, e la rinascita dell'Atalanta, con un cambio di ideologia e un altro allenatore ossessivo, è ormai in atto.

Sotto la guida di Gasperini, il club ha ottenuto successi. Si era affermato come una squadra ambita, con una forte identità sia in campo che fuori. Il modello adottato ha fatto sì che diventasse un caso di studio su come gestire una società calcistica in Italia, un concetto che sembra difficile da comprendere per molti. I vari secondi posti in Coppa Italia e alcuni piazzamenti tra le prime sette, tuttavia, erano il segno che il club aveva trovato il suo livello. Il lavoro di Gasperini alla fine ha dato i suoi frutti con la conquista dell'Europa League, il primo titolo importante dagli anni '60 e il primo trofeo dalla vittoria in Serie B nel 2010/11.
L'addio di Gasperini ha segnato la fine di un'era significativa nella storia dell'Atalanta. È, di gran lunga, il loro miglior allenatore di sempre ed è stato fondamentale per la crescita del club fino a diventare una realtà europea. Il percorso successivo si preannunciava difficile, e garantire che la società affrontasse queste acque agitate con la massima preparazione possibile era di primaria importanza. La nomina di Ivan Juric, all'epoca, fu relativamente comprensibile. Essendo un discepolo di Gasperini, si poteva intuire il ragionamento della società nel voler affidare la panchina a qualcuno della sua stessa stirpe, qualcuno che avesse studiato la sua filosofia e, in definitiva, qualcuno che consideravano una scelta sicura. Col senno di poi, ovviamente, si è trattato di un errore. Juric fu esonerato dopo aver conquistato solo 13 punti in 11 partite. Una transizione fallimentare.
Raffaelle Palladino è stato il successivo allenatore, una mossa più astuta da parte del club. Palladino è molto apprezzato e si presumeva che potesse avere successo in una squadra come l'Atalanta. Purtroppo, sembra che la sua esperienza alla Dea sia stata più che altro una soluzione temporanea, un tentativo di placare una situazione che avrebbe potuto degenerare ulteriormente. La nomina di Sarri, invece, rappresenta una vera e propria svolta.
L'impatto post-Gasperini era inevitabile. Era inevitabile che fosse difficile sostituirlo. Un'intera identità sportiva era stata costruita attorno alla sua filosofia, e la sua influenza andava ben oltre la strategia in campo. Coinvolto nel reclutamento, nello sviluppo, nei moduli, nei percorsi di crescita, nei valori e altro ancora, riprendersi dalla partenza del fulcro del club è stato, e rimane, difficile. Questa sarà la seconda stagione senza Gasperini, ma si percepisce una sensazione diversa perché sembra un enorme passo avanti nella ricostruzione dell'Atalanta.
Cristiano Guintoli, ora direttore sportivo della Dea, ha affermato che "il miglior acquisto dell'Atalanta quest'estate è Sarri". Direi che ha assolutamente ragione. Sarri ha vissuto un periodo difficile alla Lazio, lavorando sotto la guida di Claudio Lotito praticamente con le mani legate. Giocatori chiave se ne sono andati, situazione ulteriormente aggravata dalla squalifica della Lazio. Una situazione terribile per Sarri, soprattutto per un allenatore del suo calibro.
All'inizio della preparazione pre-campionato, l'Atalanta ha organizzato un allenamento aperto al pubblico alla New Balance Arena. La curva era gremita, come da tradizione del calcio italiano, e questo è stato uno dei primi momenti di incontro tra i tifosi e Sarri da quando è arrivato. L'atmosfera era incredibile e, al termine della sessione, Sarri ha abbracciato la curva, salutando, applaudendo e lanciando un cappellino a uno dei tifosi. Sembrava felice, cosa non sempre facile da cogliere in un uomo come Sarri. Il progetto è chiaramente entusiasmante e Sarri, libero dai vincoli della Lazio, sembra accoglierlo con entusiasmo.
Il legame filosofico tra Gasperini e Sarri ha senso, ma le loro ideologie rimangono diverse. Sotto la superficie, però, ci sono delle similitudini strategiche. Entrambi sono allenatori meticolosi, che privilegiano il sistema di gioco e sono fortemente coinvolti negli allenamenti. Cercano di sviluppare identità tattiche ben definite e sono fautori di un calcio propositivo. La nomina di Sarri non rappresenta un altro discepolo di Gasperini, ma piuttosto un allenatore che segue un approccio simile, seppur con un'idea diversa. L'identità tattica è fondamentale per il club e Sarri la sta abbracciando, avendo espresso la volontà di coniugare le sue idee con la propensione al calcio offensivo che anima la squadra.
Le squadre di Sarri sono spesso costruite puntando sulla crescita dei giocatori, sfruttando al massimo il loro potenziale nel sistema di gioco che predilige. Il suo Napoli, spesso considerato una delle migliori squadre del calcio italiano moderno, ne è un esempio lampante, poiché ha aiutato i giocatori a raggiungere livelli che non avrebbero più ritrovato in carriera. L'Atalanta ha costruito il suo successo facendo lo stesso. Se club e allenatore riusciranno a trovare il giusto equilibrio, allora la ricetta potrebbe rivelarsi vincente. Sarri ha una comprovata esperienza nel valorizzare i giocatori e l'Atalanta può fornire i profili necessari. Sarri non pretende superstar, ma cerca i tasselli mancanti del suo puzzle, il che si adatta perfettamente al modello di reclutamento dell'Atalanta. Anche le infrastrutture del club sono ideali per un allenatore ossessionato dalla cura del campo di allenamento come Sarri.
Il sarrismo, l'ideologia tattica associata a Maurizio Sarri, è stato inserito nell'enciclopedia Treccani per la sua rilevanza culturale nel calcio italiano. La definizione allude in particolare al suo periodo al Napoli, ma lo stile di Sarri nel corso della sua carriera è talmente distintivo da averlo reso un punto di riferimento per la ristretta cerchia di allenatori venerati in questo modo. Con questa immagine del sarrismo , è diventato una figura di culto, un'eccezione rispetto al mondo patinato del calcio moderno. Il suo calcio si fonda sulle idee, non sullo status. La domanda è: il sarrismo potrà avere un altro grande capitolo?
Tatticamente, l'Atalanta sta entrando in una fase evolutiva. Il periodo post-Gasperini ha visto un'attenzione particolare agli allenatori ispirati al suo stile, ma Sarri si allontanerà dal "Gasperini ball" per introdurre un sistema più strutturato, un 4-3-3 basato sul possesso palla e sulla difesa a zona, oltre che sul gioco verticale e sui movimenti intelligenti. Analizzando il suo periodo alla Lazio, il suo approccio tattico si concentra su questa formazione, con l'obiettivo di un possesso palla mirato, movimenti fluidi senza palla e combinazioni ben studiate e incessanti. In fase di non possesso, punta sul pressing alto. Per questo motivo, la scelta dei giocatori è fondamentale e alla Dea Sarri ha a disposizione una rosa più completa rispetto a quella che aveva a Roma.
L'entusiasmo intorno a Sarri all'Atalanta non deriva dal fatto che la squadra sia tra le migliori d'Italia, ma piuttosto dalla possibilità di plasmarla e farla crescere in questo contesto. Ederson, Charles De Ketelaere e Giorgio Scalvini sono giocatori chiave per Sarri, ma con una rosa ricca di talenti promettenti e giocatori affermati, l'allenatore ha a disposizione un gruppo che può far crescere notevolmente. Si tratta di una squadra talentuosa, pur essendo inferiore ai colossi del calcio italiano, ma è un club disposto a fidarsi di un allenatore che gli concederà lo spazio necessario per concentrarsi sui dettagli.
Non voglio sembrare eccessivamente ottimista, però. Adoro Maurizio Sarri ed è uno dei miei allenatori preferiti. Tuttavia, non è esente da critiche. Ha delle cose da dimostrare perché, pur avendo attraversato un periodo difficile alla Lazio a causa di problemi societari e blocchi del mercato, è un allenatore di 67 anni con un palmarès piuttosto scarno. A parte l'Europa League vinta con il Chelsea e lo Scudetto con la Juve, il suo palmarès è piuttosto deludente. Non è certo questa la storia di Sarri, né ciò su cui ha costruito la sua reputazione, ma se riuscirà a portare l'Atalanta a competere per i trofei, che sia in Europa o in Coppa Italia, allora sarà un successo.
La domanda che aleggia su Sarri all'Atalanta è se sia ancora in grado di costruire una grande squadra firmata Sarri. È un'occasione affascinante per rispondere a questa domanda, e tutto sembra predisposto affinché lui dimostri il suo valore. L'Atalanta non è un superclub, ma ha risorse e ambizione. È un connubio perfetto, nato al momento giusto, in cui entrambe le squadre sembrano aver bisogno l'una dell'altra.
Per me, Sarri e l'Atalanta rappresentano una delle storie più avvincenti della Serie A di questa stagione. Mentre l'Atalanta cerca di ricostruirsi dopo le partenze di Juric e Palladino, e Sarri punta a rilanciare la sua carriera dopo l'esperienza alla Lazio, le prospettive sono affascinanti. Se tutto andrà per il verso giusto, potremmo assistere a una cavalcata in Coppa Italia, a un trionfo in Conference League e/o a una lotta per un posto tra le prime quattro.
A Bergamo abbiamo un altro allenatore ossessivo alla guida di un club con ottime risorse, alimentato dall'ambizione. L'Atalanta ha bisogno di riprendersi dalla partenza di Gasperini e guardare avanti, e Maurizio Sarri potrebbe essere la persona giusta per farlo. Sarri non può certo pensare di ricreare l'Atalanta di Gasperini, né tantomeno il suo Napoli. L'emozione sta nell'incognita, e scoprire cosa succede quando un allenatore come Sarri incontra un club come l'Atalanta è entusiasmante. Sono un sostenitore del Sarrismo e nutro simpatia per l'Atalanta. Spero che tutto vada per il meglio e, come sempre, auguro a Sarri ogni successo nel calcio. La lotta per il vertice della Serie A è incredibilmente serrata in questa stagione, ma credo che se Sarri riuscirà a trovare la giusta intesa con il club e con la squadra, potremmo vedere l'Atalanta lottare per le prime quattro posizioni. In conclusione: Forza Sarri.
|
News tratta da: https://forzacalcionewsletter.substack.com/ |