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unodibergamo
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emiliano
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Il Signor BOH se ne stava sdraiato sulla rete del suo catamarano, oscillando leggermente sulle acque gelide del laghetto San Michele. L'aria frizzante dell’inverno pungeva la pelle e il fiato si condensava in nuvolette bianche. Non era esattamente l’orizzonte infinito dei Caraibi, ma ormai si era abituato all’idea. Un tempo solcava i mari azzurri del tropico, brindando con rum caldo e discutendo di calciomercato come un vero esperto. Il problema era che le sue previsioni si rivelavano più fallaci di un meteo improvvisato. Quando aveva detto: "Vedrete, Koopmeiners non si muove di qui, altro che Juve!", aveva puntato tutto. E poi aveva scommesso sull'arrivo di Cherky dal Marsiglia nel mercato invernale, convinto che sarebbe stato il colpo dell'anno. Ma Koopmeiners se n’era andato, Cherky non si era mai visto, e il Signor BOH si era trovato con un pugno di mosche e un catamarano da vendere. Ma chi compra un catamarano a Bergamo? Nessuno. Così, dopo aver cercato inutilmente di piazzarlo su Subito.it, si era rassegnato a viverci dentro. Aveva ottenuto un permesso speciale per ancorarlo nel laghetto di Pontirolo, tra lo stupore dei pescatori della domenica e dei ragazzini che giravano in bici sulle sponde. Le giornate passavano lente. Al mattino si svegliava con il riflesso del sole fioco sull’acqua ghiacciata, preparava un caffè con il fornelletto a gas e poi controllava le notizie di calciomercato, giurando ogni volta di non cascarci più. Ma il richiamo era troppo forte. La sera accendeva una candela e si sedeva a poppa, stringendosi nella sua vecchia giacca per ripararsi dal freddo pungente. Non era il Mar dei Caraibi, ma almeno nessuno gli portava via il suo catamarano. "Basta un colpo giusto," si ripeteva, sorseggiando un bicchiere di vino scadente. "Basta solo un colpo giusto...". Intanto, nel silenzio della notte gelida di Pontirolo, il suo catamarano galleggiava immobile, cullando i sogni di un uomo che aveva perso tutto per il calciomercato, ma non la speranza.

Astarte
06 Febbraio 2025 | 17.59
emiliano
06 Febbraio 2025 | 16.53

Il Signor BOH se ne stava sdraiato sulla rete del suo catamarano, oscillando leggermente sulle acque gelide del laghetto San Michele. L'aria frizzante dell’inverno pungeva la pelle e il fiato si condensava in nuvolette bianche. Non era esattamente l’orizzonte infinito dei Caraibi, ma ormai si era abituato all’idea. Un tempo solcava i mari azzurri del tropico, brindando con rum caldo e discutendo di calciomercato come un vero esperto. Il problema era che le sue previsioni si rivelavano più fallaci di un meteo improvvisato. Quando aveva detto: "Vedrete, Koopmeiners non si muove di qui, altro che Juve!", aveva puntato tutto. E poi aveva scommesso sull'arrivo di Cherky dal Marsiglia nel mercato invernale, convinto che sarebbe stato il colpo dell'anno. Ma Koopmeiners se n’era andato, Cherky non si era mai visto, e il Signor BOH si era trovato con un pugno di mosche e un catamarano da vendere. Ma chi compra un catamarano a Bergamo? Nessuno. Così, dopo aver cercato inutilmente di piazzarlo su Subito.it, si era rassegnato a viverci dentro. Aveva ottenuto un permesso speciale per ancorarlo nel laghetto di Pontirolo, tra lo stupore dei pescatori della domenica e dei ragazzini che giravano in bici sulle sponde. Le giornate passavano lente. Al mattino si svegliava con il riflesso del sole fioco sull’acqua ghiacciata, preparava un caffè con il fornelletto a gas e poi controllava le notizie di calciomercato, giurando ogni volta di non cascarci più. Ma il richiamo era troppo forte. La sera accendeva una candela e si sedeva a poppa, stringendosi nella sua vecchia giacca per ripararsi dal freddo pungente. Non era il Mar dei Caraibi, ma almeno nessuno gli portava via il suo catamarano. "Basta un colpo giusto," si ripeteva, sorseggiando un bicchiere di vino scadente. "Basta solo un colpo giusto...". Intanto, nel silenzio della notte gelida di Pontirolo, il suo catamarano galleggiava immobile, cullando i sogni di un uomo che aveva perso tutto per il calciomercato, ma non la speranza.

zizzi1955
06 Febbraio 2025 | 16.45
emiliano
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Il Signor BOH se ne stava sdraiato sulla rete del suo catamarano, oscillando leggermente sulle acque gelide del laghetto San Michele. L'aria frizzante dell’inverno pungeva la pelle e il fiato si condensava in nuvolette bianche. Non era esattamente l’orizzonte infinito dei Caraibi, ma ormai si era abituato all’idea. Un tempo solcava i mari azzurri del tropico, brindando con rum caldo e discutendo di calciomercato come un vero esperto. Il problema era che le sue previsioni si rivelavano più fallaci di un meteo improvvisato. Quando aveva detto: "Vedrete, Koopmeiners non si muove di qui, altro che Juve!", aveva puntato tutto. E poi aveva scommesso sull'arrivo di Cherky dal Marsiglia nel mercato invernale, convinto che sarebbe stato il colpo dell'anno. Ma Koopmeiners se n’era andato, Cherky non si era mai visto, e il Signor BOH si era trovato con un pugno di mosche e un catamarano da vendere. Ma chi compra un catamarano a Bergamo? Nessuno. Così, dopo aver cercato inutilmente di piazzarlo su Subito.it, si era rassegnato a viverci dentro. Aveva ottenuto un permesso speciale per ancorarlo nel laghetto di Pontirolo, tra lo stupore dei pescatori della domenica e dei ragazzini che giravano in bici sulle sponde. Le giornate passavano lente. Al mattino si svegliava con il riflesso del sole fioco sull’acqua ghiacciata, preparava un caffè con il fornelletto a gas e poi controllava le notizie di calciomercato, giurando ogni volta di non cascarci più. Ma il richiamo era troppo forte. La sera accendeva una candela e si sedeva a poppa, stringendosi nella sua vecchia giacca per ripararsi dal freddo pungente. Non era il Mar dei Caraibi, ma almeno nessuno gli portava via il suo catamarano. "Basta un colpo giusto," si ripeteva, sorseggiando un bicchiere di vino scadente. "Basta solo un colpo giusto...". Intanto, nel silenzio della notte gelida di Pontirolo, il suo catamarano galleggiava immobile, cullando i sogni di un uomo che aveva perso tutto per il calciomercato, ma non la speranza.

unodibergamo
06 Febbraio 2025 | 17.13
Francisco d Anconia
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emiliano
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Il Signor BOH se ne stava sdraiato sulla rete del suo catamarano, oscillando leggermente sulle acque gelide del laghetto San Michele. L'aria frizzante dell’inverno pungeva la pelle e il fiato si condensava in nuvolette bianche. Non era esattamente l’orizzonte infinito dei Caraibi, ma ormai si era abituato all’idea. Un tempo solcava i mari azzurri del tropico, brindando con rum caldo e discutendo di calciomercato come un vero esperto. Il problema era che le sue previsioni si rivelavano più fallaci di un meteo improvvisato. Quando aveva detto: "Vedrete, Koopmeiners non si muove di qui, altro che Juve!", aveva puntato tutto. E poi aveva scommesso sull'arrivo di Cherky dal Marsiglia nel mercato invernale, convinto che sarebbe stato il colpo dell'anno. Ma Koopmeiners se n’era andato, Cherky non si era mai visto, e il Signor BOH si era trovato con un pugno di mosche e un catamarano da vendere. Ma chi compra un catamarano a Bergamo? Nessuno. Così, dopo aver cercato inutilmente di piazzarlo su Subito.it, si era rassegnato a viverci dentro. Aveva ottenuto un permesso speciale per ancorarlo nel laghetto di Pontirolo, tra lo stupore dei pescatori della domenica e dei ragazzini che giravano in bici sulle sponde. Le giornate passavano lente. Al mattino si svegliava con il riflesso del sole fioco sull’acqua ghiacciata, preparava un caffè con il fornelletto a gas e poi controllava le notizie di calciomercato, giurando ogni volta di non cascarci più. Ma il richiamo era troppo forte. La sera accendeva una candela e si sedeva a poppa, stringendosi nella sua vecchia giacca per ripararsi dal freddo pungente. Non era il Mar dei Caraibi, ma almeno nessuno gli portava via il suo catamarano. "Basta un colpo giusto," si ripeteva, sorseggiando un bicchiere di vino scadente. "Basta solo un colpo giusto...". Intanto, nel silenzio della notte gelida di Pontirolo, il suo catamarano galleggiava immobile, cullando i sogni di un uomo che aveva perso tutto per il calciomercato, ma non la speranza.

SudatoDinverno
06 Febbraio 2025 | 13.49

Boh e il Mistero di Histerio.

A Zingonia, un piccolo borgo immerso tra i colli e i fiumi della Lombardia, viveva Boh, un uomo dallo sguardo acuto e dal cuore grande. Boh non era un abitante qualunque: era l’osservatore e uomo di mercato dell’Atalanta, la squadra di calcio che faceva battere il cuore di tutta la provincia. Con il suo catamarano, che chiamava “La Speranza”, solcava i fiumi e i laghi della regione, sempre alla ricerca di nuovi talenti da portare nella squadra nerazzurra. Quell’inverno, però, le cose non stavano andando come previsto. Nonostante Boh avesse viaggiato in lungo e in largo, scrutato ogni angolo d’Europa e persino oltre, non era riuscito a convincere nessun giocatore a unirsi all’Atalanta. Ogni trattativa sembrava sfumare all’ultimo momento, ogni promessa svaniva nel vento. Boh, seduto sulla tolda del suo catamarano, si sentiva sempre più giù. «Come faccio a tornare a Zingonia a mani vuote?» si chiedeva, guardando il tramonto riflettersi sull’acqua. Una sera, mentre riordinava i suoi appunti nella piccola cabina del catamarano, Boh ebbe un’illuminazione. «Se non riesco a trovare un attaccante, me lo creo!» esclamò, con un sorriso che non gli si vedeva da settimane. Boh aveva un laboratorio segreto, nascosto in una grotta lungo il fiume, dove passava le sue notti a sperimentare con la scienza e la tecnologia. Era un genio solitario, un po’ pazzo, ma con una mente brillante. Prese un campione di DNA da un vecchio scarpino da calcio appartenuto a un leggendario attaccante degli anni ’80 e lo mescolò con un po’ di polvere di stelle raccolta durante una notte di luna piena. Dopo giorni e notti di lavoro, il suo esperimento ebbe successo: dal laboratorio uscì Histerio, un giovane calciatore alto, slanciato, con uno sguardo magnetico e un dribbling che sembrava magia. «Histerio, sei perfetto!» esclamò Boh, commosso. «Sei la risposta ai miei problemi!» Histerio, però, era un po’… strano. Non parlava molto, e quando lo faceva, le sue frasi erano enigmatiche. «Il pallone è come il vento, Boh» diceva, «nessuno può catturarlo, ma tutti possono sentirlo.», “io sono solo una plusvalenza “. Boh non capiva sempre quello che intendeva, ma sapeva che Histerio aveva un talento unico. Il giorno del debutto di Histerio in Serie A, il Gewiss Stadium era gremito. Tutti volevano vedere il nuovo fenomeno dell’Atalanta. E Histerio non deluse: segnò due gol spettacolari, uno dei quali con una rovesciata che lasciò senza parole anche i tifosi avversari. Boh, seduto in tribuna, piangeva di gioia. «Ce l’ho fatta» sussurrò. Ma quella notte, mentre tornava al catamarano, Boh trovò Histerio in piedi sulla riva del fiume, lo sguardo perso nell’acqua. «Cosa c’è, Histerio?» chiese Boh, preoccupato. «Boh, io non sono come gli altri. Io sono solo una plusvalenza, vero?» rispose Histerio, con voce calma. «Sono fatto di sogni e di polvere di stelle. Non posso restare per sempre.» Boh cercò di protestare, ma Histerio lo interruppe. «Il mio compito era aiutarti a credere di nuovo nelle tue capacità. Ora tocca a te andare avanti.» E così, con un ultimo sorriso, Histerio si dissolse nell’aria, lasciando Boh solo sotto la luna. Il giorno dopo, Boh tornò al suo lavoro con rinnovata energia. Non aveva più bisogno di clonare giocatori: aveva capito che il vero talento stava nella passione e nella dedizione. E con il suo catamarano, “La Speranza”, continuò a navigare, pronto a scoprire nuovi campioni. Ma ogni tanto, nelle notti di luna piena, Boh guardava il cielo e sorrideva, pensando a Histerio, il misterioso attaccante fatto di sogni e polvere di stelle che era molto più di una plusvalenza. 

unodibergamo
06 Febbraio 2025 | 16.28
Oiggaiv
06 Febbraio 2025 | 15.41
patatinaliscia
06 Febbraio 2025 | 16.27
patatinaliscia
06 Febbraio 2025 | 16.26
SudatoDinverno
06 Febbraio 2025 | 13.49

Boh e il Mistero di Histerio.

A Zingonia, un piccolo borgo immerso tra i colli e i fiumi della Lombardia, viveva Boh, un uomo dallo sguardo acuto e dal cuore grande. Boh non era un abitante qualunque: era l’osservatore e uomo di mercato dell’Atalanta, la squadra di calcio che faceva battere il cuore di tutta la provincia. Con il suo catamarano, che chiamava “La Speranza”, solcava i fiumi e i laghi della regione, sempre alla ricerca di nuovi talenti da portare nella squadra nerazzurra. Quell’inverno, però, le cose non stavano andando come previsto. Nonostante Boh avesse viaggiato in lungo e in largo, scrutato ogni angolo d’Europa e persino oltre, non era riuscito a convincere nessun giocatore a unirsi all’Atalanta. Ogni trattativa sembrava sfumare all’ultimo momento, ogni promessa svaniva nel vento. Boh, seduto sulla tolda del suo catamarano, si sentiva sempre più giù. «Come faccio a tornare a Zingonia a mani vuote?» si chiedeva, guardando il tramonto riflettersi sull’acqua. Una sera, mentre riordinava i suoi appunti nella piccola cabina del catamarano, Boh ebbe un’illuminazione. «Se non riesco a trovare un attaccante, me lo creo!» esclamò, con un sorriso che non gli si vedeva da settimane. Boh aveva un laboratorio segreto, nascosto in una grotta lungo il fiume, dove passava le sue notti a sperimentare con la scienza e la tecnologia. Era un genio solitario, un po’ pazzo, ma con una mente brillante. Prese un campione di DNA da un vecchio scarpino da calcio appartenuto a un leggendario attaccante degli anni ’80 e lo mescolò con un po’ di polvere di stelle raccolta durante una notte di luna piena. Dopo giorni e notti di lavoro, il suo esperimento ebbe successo: dal laboratorio uscì Histerio, un giovane calciatore alto, slanciato, con uno sguardo magnetico e un dribbling che sembrava magia. «Histerio, sei perfetto!» esclamò Boh, commosso. «Sei la risposta ai miei problemi!» Histerio, però, era un po’… strano. Non parlava molto, e quando lo faceva, le sue frasi erano enigmatiche. «Il pallone è come il vento, Boh» diceva, «nessuno può catturarlo, ma tutti possono sentirlo.», “io sono solo una plusvalenza “. Boh non capiva sempre quello che intendeva, ma sapeva che Histerio aveva un talento unico. Il giorno del debutto di Histerio in Serie A, il Gewiss Stadium era gremito. Tutti volevano vedere il nuovo fenomeno dell’Atalanta. E Histerio non deluse: segnò due gol spettacolari, uno dei quali con una rovesciata che lasciò senza parole anche i tifosi avversari. Boh, seduto in tribuna, piangeva di gioia. «Ce l’ho fatta» sussurrò. Ma quella notte, mentre tornava al catamarano, Boh trovò Histerio in piedi sulla riva del fiume, lo sguardo perso nell’acqua. «Cosa c’è, Histerio?» chiese Boh, preoccupato. «Boh, io non sono come gli altri. Io sono solo una plusvalenza, vero?» rispose Histerio, con voce calma. «Sono fatto di sogni e di polvere di stelle. Non posso restare per sempre.» Boh cercò di protestare, ma Histerio lo interruppe. «Il mio compito era aiutarti a credere di nuovo nelle tue capacità. Ora tocca a te andare avanti.» E così, con un ultimo sorriso, Histerio si dissolse nell’aria, lasciando Boh solo sotto la luna. Il giorno dopo, Boh tornò al suo lavoro con rinnovata energia. Non aveva più bisogno di clonare giocatori: aveva capito che il vero talento stava nella passione e nella dedizione. E con il suo catamarano, “La Speranza”, continuò a navigare, pronto a scoprire nuovi campioni. Ma ogni tanto, nelle notti di luna piena, Boh guardava il cielo e sorrideva, pensando a Histerio, il misterioso attaccante fatto di sogni e polvere di stelle che era molto più di una plusvalenza. 

sono atalantino dal 1984
06 Febbraio 2025 | 16.20
SudatoDinverno
06 Febbraio 2025 | 13.49

Boh e il Mistero di Histerio.

A Zingonia, un piccolo borgo immerso tra i colli e i fiumi della Lombardia, viveva Boh, un uomo dallo sguardo acuto e dal cuore grande. Boh non era un abitante qualunque: era l’osservatore e uomo di mercato dell’Atalanta, la squadra di calcio che faceva battere il cuore di tutta la provincia. Con il suo catamarano, che chiamava “La Speranza”, solcava i fiumi e i laghi della regione, sempre alla ricerca di nuovi talenti da portare nella squadra nerazzurra. Quell’inverno, però, le cose non stavano andando come previsto. Nonostante Boh avesse viaggiato in lungo e in largo, scrutato ogni angolo d’Europa e persino oltre, non era riuscito a convincere nessun giocatore a unirsi all’Atalanta. Ogni trattativa sembrava sfumare all’ultimo momento, ogni promessa svaniva nel vento. Boh, seduto sulla tolda del suo catamarano, si sentiva sempre più giù. «Come faccio a tornare a Zingonia a mani vuote?» si chiedeva, guardando il tramonto riflettersi sull’acqua. Una sera, mentre riordinava i suoi appunti nella piccola cabina del catamarano, Boh ebbe un’illuminazione. «Se non riesco a trovare un attaccante, me lo creo!» esclamò, con un sorriso che non gli si vedeva da settimane. Boh aveva un laboratorio segreto, nascosto in una grotta lungo il fiume, dove passava le sue notti a sperimentare con la scienza e la tecnologia. Era un genio solitario, un po’ pazzo, ma con una mente brillante. Prese un campione di DNA da un vecchio scarpino da calcio appartenuto a un leggendario attaccante degli anni ’80 e lo mescolò con un po’ di polvere di stelle raccolta durante una notte di luna piena. Dopo giorni e notti di lavoro, il suo esperimento ebbe successo: dal laboratorio uscì Histerio, un giovane calciatore alto, slanciato, con uno sguardo magnetico e un dribbling che sembrava magia. «Histerio, sei perfetto!» esclamò Boh, commosso. «Sei la risposta ai miei problemi!» Histerio, però, era un po’… strano. Non parlava molto, e quando lo faceva, le sue frasi erano enigmatiche. «Il pallone è come il vento, Boh» diceva, «nessuno può catturarlo, ma tutti possono sentirlo.», “io sono solo una plusvalenza “. Boh non capiva sempre quello che intendeva, ma sapeva che Histerio aveva un talento unico. Il giorno del debutto di Histerio in Serie A, il Gewiss Stadium era gremito. Tutti volevano vedere il nuovo fenomeno dell’Atalanta. E Histerio non deluse: segnò due gol spettacolari, uno dei quali con una rovesciata che lasciò senza parole anche i tifosi avversari. Boh, seduto in tribuna, piangeva di gioia. «Ce l’ho fatta» sussurrò. Ma quella notte, mentre tornava al catamarano, Boh trovò Histerio in piedi sulla riva del fiume, lo sguardo perso nell’acqua. «Cosa c’è, Histerio?» chiese Boh, preoccupato. «Boh, io non sono come gli altri. Io sono solo una plusvalenza, vero?» rispose Histerio, con voce calma. «Sono fatto di sogni e di polvere di stelle. Non posso restare per sempre.» Boh cercò di protestare, ma Histerio lo interruppe. «Il mio compito era aiutarti a credere di nuovo nelle tue capacità. Ora tocca a te andare avanti.» E così, con un ultimo sorriso, Histerio si dissolse nell’aria, lasciando Boh solo sotto la luna. Il giorno dopo, Boh tornò al suo lavoro con rinnovata energia. Non aveva più bisogno di clonare giocatori: aveva capito che il vero talento stava nella passione e nella dedizione. E con il suo catamarano, “La Speranza”, continuò a navigare, pronto a scoprire nuovi campioni. Ma ogni tanto, nelle notti di luna piena, Boh guardava il cielo e sorrideva, pensando a Histerio, il misterioso attaccante fatto di sogni e polvere di stelle che era molto più di una plusvalenza. 

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Boh e il Mistero di Histerio.

A Zingonia, un piccolo borgo immerso tra i colli e i fiumi della Lombardia, viveva Boh, un uomo dallo sguardo acuto e dal cuore grande. Boh non era un abitante qualunque: era l’osservatore e uomo di mercato dell’Atalanta, la squadra di calcio che faceva battere il cuore di tutta la provincia. Con il suo catamarano, che chiamava “La Speranza”, solcava i fiumi e i laghi della regione, sempre alla ricerca di nuovi talenti da portare nella squadra nerazzurra. Quell’inverno, però, le cose non stavano andando come previsto. Nonostante Boh avesse viaggiato in lungo e in largo, scrutato ogni angolo d’Europa e persino oltre, non era riuscito a convincere nessun giocatore a unirsi all’Atalanta. Ogni trattativa sembrava sfumare all’ultimo momento, ogni promessa svaniva nel vento. Boh, seduto sulla tolda del suo catamarano, si sentiva sempre più giù. «Come faccio a tornare a Zingonia a mani vuote?» si chiedeva, guardando il tramonto riflettersi sull’acqua. Una sera, mentre riordinava i suoi appunti nella piccola cabina del catamarano, Boh ebbe un’illuminazione. «Se non riesco a trovare un attaccante, me lo creo!» esclamò, con un sorriso che non gli si vedeva da settimane. Boh aveva un laboratorio segreto, nascosto in una grotta lungo il fiume, dove passava le sue notti a sperimentare con la scienza e la tecnologia. Era un genio solitario, un po’ pazzo, ma con una mente brillante. Prese un campione di DNA da un vecchio scarpino da calcio appartenuto a un leggendario attaccante degli anni ’80 e lo mescolò con un po’ di polvere di stelle raccolta durante una notte di luna piena. Dopo giorni e notti di lavoro, il suo esperimento ebbe successo: dal laboratorio uscì Histerio, un giovane calciatore alto, slanciato, con uno sguardo magnetico e un dribbling che sembrava magia. «Histerio, sei perfetto!» esclamò Boh, commosso. «Sei la risposta ai miei problemi!» Histerio, però, era un po’… strano. Non parlava molto, e quando lo faceva, le sue frasi erano enigmatiche. «Il pallone è come il vento, Boh» diceva, «nessuno può catturarlo, ma tutti possono sentirlo.», “io sono solo una plusvalenza “. Boh non capiva sempre quello che intendeva, ma sapeva che Histerio aveva un talento unico. Il giorno del debutto di Histerio in Serie A, il Gewiss Stadium era gremito. Tutti volevano vedere il nuovo fenomeno dell’Atalanta. E Histerio non deluse: segnò due gol spettacolari, uno dei quali con una rovesciata che lasciò senza parole anche i tifosi avversari. Boh, seduto in tribuna, piangeva di gioia. «Ce l’ho fatta» sussurrò. Ma quella notte, mentre tornava al catamarano, Boh trovò Histerio in piedi sulla riva del fiume, lo sguardo perso nell’acqua. «Cosa c’è, Histerio?» chiese Boh, preoccupato. «Boh, io non sono come gli altri. Io sono solo una plusvalenza, vero?» rispose Histerio, con voce calma. «Sono fatto di sogni e di polvere di stelle. Non posso restare per sempre.» Boh cercò di protestare, ma Histerio lo interruppe. «Il mio compito era aiutarti a credere di nuovo nelle tue capacità. Ora tocca a te andare avanti.» E così, con un ultimo sorriso, Histerio si dissolse nell’aria, lasciando Boh solo sotto la luna. Il giorno dopo, Boh tornò al suo lavoro con rinnovata energia. Non aveva più bisogno di clonare giocatori: aveva capito che il vero talento stava nella passione e nella dedizione. E con il suo catamarano, “La Speranza”, continuò a navigare, pronto a scoprire nuovi campioni. Ma ogni tanto, nelle notti di luna piena, Boh guardava il cielo e sorrideva, pensando a Histerio, il misterioso attaccante fatto di sogni e polvere di stelle che era molto più di una plusvalenza. 

SudatoDinverno
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Boh e il Mistero di Histerio.

A Zingonia, un piccolo borgo immerso tra i colli e i fiumi della Lombardia, viveva Boh, un uomo dallo sguardo acuto e dal cuore grande. Boh non era un abitante qualunque: era l’osservatore e uomo di mercato dell’Atalanta, la squadra di calcio che faceva battere il cuore di tutta la provincia. Con il suo catamarano, che chiamava “La Speranza”, solcava i fiumi e i laghi della regione, sempre alla ricerca di nuovi talenti da portare nella squadra nerazzurra. Quell’inverno, però, le cose non stavano andando come previsto. Nonostante Boh avesse viaggiato in lungo e in largo, scrutato ogni angolo d’Europa e persino oltre, non era riuscito a convincere nessun giocatore a unirsi all’Atalanta. Ogni trattativa sembrava sfumare all’ultimo momento, ogni promessa svaniva nel vento. Boh, seduto sulla tolda del suo catamarano, si sentiva sempre più giù. «Come faccio a tornare a Zingonia a mani vuote?» si chiedeva, guardando il tramonto riflettersi sull’acqua. Una sera, mentre riordinava i suoi appunti nella piccola cabina del catamarano, Boh ebbe un’illuminazione. «Se non riesco a trovare un attaccante, me lo creo!» esclamò, con un sorriso che non gli si vedeva da settimane. Boh aveva un laboratorio segreto, nascosto in una grotta lungo il fiume, dove passava le sue notti a sperimentare con la scienza e la tecnologia. Era un genio solitario, un po’ pazzo, ma con una mente brillante. Prese un campione di DNA da un vecchio scarpino da calcio appartenuto a un leggendario attaccante degli anni ’80 e lo mescolò con un po’ di polvere di stelle raccolta durante una notte di luna piena. Dopo giorni e notti di lavoro, il suo esperimento ebbe successo: dal laboratorio uscì Histerio, un giovane calciatore alto, slanciato, con uno sguardo magnetico e un dribbling che sembrava magia. «Histerio, sei perfetto!» esclamò Boh, commosso. «Sei la risposta ai miei problemi!» Histerio, però, era un po’… strano. Non parlava molto, e quando lo faceva, le sue frasi erano enigmatiche. «Il pallone è come il vento, Boh» diceva, «nessuno può catturarlo, ma tutti possono sentirlo.», “io sono solo una plusvalenza “. Boh non capiva sempre quello che intendeva, ma sapeva che Histerio aveva un talento unico. Il giorno del debutto di Histerio in Serie A, il Gewiss Stadium era gremito. Tutti volevano vedere il nuovo fenomeno dell’Atalanta. E Histerio non deluse: segnò due gol spettacolari, uno dei quali con una rovesciata che lasciò senza parole anche i tifosi avversari. Boh, seduto in tribuna, piangeva di gioia. «Ce l’ho fatta» sussurrò. Ma quella notte, mentre tornava al catamarano, Boh trovò Histerio in piedi sulla riva del fiume, lo sguardo perso nell’acqua. «Cosa c’è, Histerio?» chiese Boh, preoccupato. «Boh, io non sono come gli altri. Io sono solo una plusvalenza, vero?» rispose Histerio, con voce calma. «Sono fatto di sogni e di polvere di stelle. Non posso restare per sempre.» Boh cercò di protestare, ma Histerio lo interruppe. «Il mio compito era aiutarti a credere di nuovo nelle tue capacità. Ora tocca a te andare avanti.» E così, con un ultimo sorriso, Histerio si dissolse nell’aria, lasciando Boh solo sotto la luna. Il giorno dopo, Boh tornò al suo lavoro con rinnovata energia. Non aveva più bisogno di clonare giocatori: aveva capito che il vero talento stava nella passione e nella dedizione. E con il suo catamarano, “La Speranza”, continuò a navigare, pronto a scoprire nuovi campioni. Ma ogni tanto, nelle notti di luna piena, Boh guardava il cielo e sorrideva, pensando a Histerio, il misterioso attaccante fatto di sogni e polvere di stelle che era molto più di una plusvalenza. 

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06 Febbraio 2025 | 13.49

Boh e il Mistero di Histerio.

A Zingonia, un piccolo borgo immerso tra i colli e i fiumi della Lombardia, viveva Boh, un uomo dallo sguardo acuto e dal cuore grande. Boh non era un abitante qualunque: era l’osservatore e uomo di mercato dell’Atalanta, la squadra di calcio che faceva battere il cuore di tutta la provincia. Con il suo catamarano, che chiamava “La Speranza”, solcava i fiumi e i laghi della regione, sempre alla ricerca di nuovi talenti da portare nella squadra nerazzurra. Quell’inverno, però, le cose non stavano andando come previsto. Nonostante Boh avesse viaggiato in lungo e in largo, scrutato ogni angolo d’Europa e persino oltre, non era riuscito a convincere nessun giocatore a unirsi all’Atalanta. Ogni trattativa sembrava sfumare all’ultimo momento, ogni promessa svaniva nel vento. Boh, seduto sulla tolda del suo catamarano, si sentiva sempre più giù. «Come faccio a tornare a Zingonia a mani vuote?» si chiedeva, guardando il tramonto riflettersi sull’acqua. Una sera, mentre riordinava i suoi appunti nella piccola cabina del catamarano, Boh ebbe un’illuminazione. «Se non riesco a trovare un attaccante, me lo creo!» esclamò, con un sorriso che non gli si vedeva da settimane. Boh aveva un laboratorio segreto, nascosto in una grotta lungo il fiume, dove passava le sue notti a sperimentare con la scienza e la tecnologia. Era un genio solitario, un po’ pazzo, ma con una mente brillante. Prese un campione di DNA da un vecchio scarpino da calcio appartenuto a un leggendario attaccante degli anni ’80 e lo mescolò con un po’ di polvere di stelle raccolta durante una notte di luna piena. Dopo giorni e notti di lavoro, il suo esperimento ebbe successo: dal laboratorio uscì Histerio, un giovane calciatore alto, slanciato, con uno sguardo magnetico e un dribbling che sembrava magia. «Histerio, sei perfetto!» esclamò Boh, commosso. «Sei la risposta ai miei problemi!» Histerio, però, era un po’… strano. Non parlava molto, e quando lo faceva, le sue frasi erano enigmatiche. «Il pallone è come il vento, Boh» diceva, «nessuno può catturarlo, ma tutti possono sentirlo.», “io sono solo una plusvalenza “. Boh non capiva sempre quello che intendeva, ma sapeva che Histerio aveva un talento unico. Il giorno del debutto di Histerio in Serie A, il Gewiss Stadium era gremito. Tutti volevano vedere il nuovo fenomeno dell’Atalanta. E Histerio non deluse: segnò due gol spettacolari, uno dei quali con una rovesciata che lasciò senza parole anche i tifosi avversari. Boh, seduto in tribuna, piangeva di gioia. «Ce l’ho fatta» sussurrò. Ma quella notte, mentre tornava al catamarano, Boh trovò Histerio in piedi sulla riva del fiume, lo sguardo perso nell’acqua. «Cosa c’è, Histerio?» chiese Boh, preoccupato. «Boh, io non sono come gli altri. Io sono solo una plusvalenza, vero?» rispose Histerio, con voce calma. «Sono fatto di sogni e di polvere di stelle. Non posso restare per sempre.» Boh cercò di protestare, ma Histerio lo interruppe. «Il mio compito era aiutarti a credere di nuovo nelle tue capacità. Ora tocca a te andare avanti.» E così, con un ultimo sorriso, Histerio si dissolse nell’aria, lasciando Boh solo sotto la luna. Il giorno dopo, Boh tornò al suo lavoro con rinnovata energia. Non aveva più bisogno di clonare giocatori: aveva capito che il vero talento stava nella passione e nella dedizione. E con il suo catamarano, “La Speranza”, continuò a navigare, pronto a scoprire nuovi campioni. Ma ogni tanto, nelle notti di luna piena, Boh guardava il cielo e sorrideva, pensando a Histerio, il misterioso attaccante fatto di sogni e polvere di stelle che era molto più di una plusvalenza. 

Astarte
06 Febbraio 2025 | 14.42
SudatoDinverno
06 Febbraio 2025 | 13.49

Boh e il Mistero di Histerio.

A Zingonia, un piccolo borgo immerso tra i colli e i fiumi della Lombardia, viveva Boh, un uomo dallo sguardo acuto e dal cuore grande. Boh non era un abitante qualunque: era l’osservatore e uomo di mercato dell’Atalanta, la squadra di calcio che faceva battere il cuore di tutta la provincia. Con il suo catamarano, che chiamava “La Speranza”, solcava i fiumi e i laghi della regione, sempre alla ricerca di nuovi talenti da portare nella squadra nerazzurra. Quell’inverno, però, le cose non stavano andando come previsto. Nonostante Boh avesse viaggiato in lungo e in largo, scrutato ogni angolo d’Europa e persino oltre, non era riuscito a convincere nessun giocatore a unirsi all’Atalanta. Ogni trattativa sembrava sfumare all’ultimo momento, ogni promessa svaniva nel vento. Boh, seduto sulla tolda del suo catamarano, si sentiva sempre più giù. «Come faccio a tornare a Zingonia a mani vuote?» si chiedeva, guardando il tramonto riflettersi sull’acqua. Una sera, mentre riordinava i suoi appunti nella piccola cabina del catamarano, Boh ebbe un’illuminazione. «Se non riesco a trovare un attaccante, me lo creo!» esclamò, con un sorriso che non gli si vedeva da settimane. Boh aveva un laboratorio segreto, nascosto in una grotta lungo il fiume, dove passava le sue notti a sperimentare con la scienza e la tecnologia. Era un genio solitario, un po’ pazzo, ma con una mente brillante. Prese un campione di DNA da un vecchio scarpino da calcio appartenuto a un leggendario attaccante degli anni ’80 e lo mescolò con un po’ di polvere di stelle raccolta durante una notte di luna piena. Dopo giorni e notti di lavoro, il suo esperimento ebbe successo: dal laboratorio uscì Histerio, un giovane calciatore alto, slanciato, con uno sguardo magnetico e un dribbling che sembrava magia. «Histerio, sei perfetto!» esclamò Boh, commosso. «Sei la risposta ai miei problemi!» Histerio, però, era un po’… strano. Non parlava molto, e quando lo faceva, le sue frasi erano enigmatiche. «Il pallone è come il vento, Boh» diceva, «nessuno può catturarlo, ma tutti possono sentirlo.», “io sono solo una plusvalenza “. Boh non capiva sempre quello che intendeva, ma sapeva che Histerio aveva un talento unico. Il giorno del debutto di Histerio in Serie A, il Gewiss Stadium era gremito. Tutti volevano vedere il nuovo fenomeno dell’Atalanta. E Histerio non deluse: segnò due gol spettacolari, uno dei quali con una rovesciata che lasciò senza parole anche i tifosi avversari. Boh, seduto in tribuna, piangeva di gioia. «Ce l’ho fatta» sussurrò. Ma quella notte, mentre tornava al catamarano, Boh trovò Histerio in piedi sulla riva del fiume, lo sguardo perso nell’acqua. «Cosa c’è, Histerio?» chiese Boh, preoccupato. «Boh, io non sono come gli altri. Io sono solo una plusvalenza, vero?» rispose Histerio, con voce calma. «Sono fatto di sogni e di polvere di stelle. Non posso restare per sempre.» Boh cercò di protestare, ma Histerio lo interruppe. «Il mio compito era aiutarti a credere di nuovo nelle tue capacità. Ora tocca a te andare avanti.» E così, con un ultimo sorriso, Histerio si dissolse nell’aria, lasciando Boh solo sotto la luna. Il giorno dopo, Boh tornò al suo lavoro con rinnovata energia. Non aveva più bisogno di clonare giocatori: aveva capito che il vero talento stava nella passione e nella dedizione. E con il suo catamarano, “La Speranza”, continuò a navigare, pronto a scoprire nuovi campioni. Ma ogni tanto, nelle notti di luna piena, Boh guardava il cielo e sorrideva, pensando a Histerio, il misterioso attaccante fatto di sogni e polvere di stelle che era molto più di una plusvalenza. 

H2
06 Febbraio 2025 | 14.04
SudatoDinverno
06 Febbraio 2025 | 13.49

Boh e il Mistero di Histerio.

A Zingonia, un piccolo borgo immerso tra i colli e i fiumi della Lombardia, viveva Boh, un uomo dallo sguardo acuto e dal cuore grande. Boh non era un abitante qualunque: era l’osservatore e uomo di mercato dell’Atalanta, la squadra di calcio che faceva battere il cuore di tutta la provincia. Con il suo catamarano, che chiamava “La Speranza”, solcava i fiumi e i laghi della regione, sempre alla ricerca di nuovi talenti da portare nella squadra nerazzurra. Quell’inverno, però, le cose non stavano andando come previsto. Nonostante Boh avesse viaggiato in lungo e in largo, scrutato ogni angolo d’Europa e persino oltre, non era riuscito a convincere nessun giocatore a unirsi all’Atalanta. Ogni trattativa sembrava sfumare all’ultimo momento, ogni promessa svaniva nel vento. Boh, seduto sulla tolda del suo catamarano, si sentiva sempre più giù. «Come faccio a tornare a Zingonia a mani vuote?» si chiedeva, guardando il tramonto riflettersi sull’acqua. Una sera, mentre riordinava i suoi appunti nella piccola cabina del catamarano, Boh ebbe un’illuminazione. «Se non riesco a trovare un attaccante, me lo creo!» esclamò, con un sorriso che non gli si vedeva da settimane. Boh aveva un laboratorio segreto, nascosto in una grotta lungo il fiume, dove passava le sue notti a sperimentare con la scienza e la tecnologia. Era un genio solitario, un po’ pazzo, ma con una mente brillante. Prese un campione di DNA da un vecchio scarpino da calcio appartenuto a un leggendario attaccante degli anni ’80 e lo mescolò con un po’ di polvere di stelle raccolta durante una notte di luna piena. Dopo giorni e notti di lavoro, il suo esperimento ebbe successo: dal laboratorio uscì Histerio, un giovane calciatore alto, slanciato, con uno sguardo magnetico e un dribbling che sembrava magia. «Histerio, sei perfetto!» esclamò Boh, commosso. «Sei la risposta ai miei problemi!» Histerio, però, era un po’… strano. Non parlava molto, e quando lo faceva, le sue frasi erano enigmatiche. «Il pallone è come il vento, Boh» diceva, «nessuno può catturarlo, ma tutti possono sentirlo.», “io sono solo una plusvalenza “. Boh non capiva sempre quello che intendeva, ma sapeva che Histerio aveva un talento unico. Il giorno del debutto di Histerio in Serie A, il Gewiss Stadium era gremito. Tutti volevano vedere il nuovo fenomeno dell’Atalanta. E Histerio non deluse: segnò due gol spettacolari, uno dei quali con una rovesciata che lasciò senza parole anche i tifosi avversari. Boh, seduto in tribuna, piangeva di gioia. «Ce l’ho fatta» sussurrò. Ma quella notte, mentre tornava al catamarano, Boh trovò Histerio in piedi sulla riva del fiume, lo sguardo perso nell’acqua. «Cosa c’è, Histerio?» chiese Boh, preoccupato. «Boh, io non sono come gli altri. Io sono solo una plusvalenza, vero?» rispose Histerio, con voce calma. «Sono fatto di sogni e di polvere di stelle. Non posso restare per sempre.» Boh cercò di protestare, ma Histerio lo interruppe. «Il mio compito era aiutarti a credere di nuovo nelle tue capacità. Ora tocca a te andare avanti.» E così, con un ultimo sorriso, Histerio si dissolse nell’aria, lasciando Boh solo sotto la luna. Il giorno dopo, Boh tornò al suo lavoro con rinnovata energia. Non aveva più bisogno di clonare giocatori: aveva capito che il vero talento stava nella passione e nella dedizione. E con il suo catamarano, “La Speranza”, continuò a navigare, pronto a scoprire nuovi campioni. Ma ogni tanto, nelle notti di luna piena, Boh guardava il cielo e sorrideva, pensando a Histerio, il misterioso attaccante fatto di sogni e polvere di stelle che era molto più di una plusvalenza. 

patatinaliscia
06 Febbraio 2025 | 12.47
Nemesis68
06 Febbraio 2025 | 11.35
Scozia
06 Febbraio 2025 | 12.30
Solefald
06 Febbraio 2025 | 11.49
unodibergamo
06 Febbraio 2025 | 11.44

Io non sono ne triste ne invidioso per natura, detto questo la legge in Italia recita questo:

Nel diritto e nella procedura penale, la presunzione di non colpevolezza è il principio secondo cui un imputato è innocente fino a prova contraria. In particolare, l’art. 27, co. 2, della Costituzione afferma che «l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva». Tale principio risponde a due esigenze fondamentali: affermare la presunzione di innocenza e prevedere la custodia cautelare prima dell’irrevocabilità della sentenza. L’imputato, infatti, non è assimilato al colpevole fino al momento della condanna definitiva. Ciò comporta il divieto di anticipare la pena, mentre consente l’applicazione delle misure cautelari. . Secondo la Corte costituzionale (sent. n. 124/1972) questa disposizione va interpretata nel senso che l’imputato non deve essere considerato né innocente, né colpevole, ma soltanto «imputato».

Attraverso il daspo, che è un provvedimento amministrativo e non richiede di passare per tutto l'iter processuale, si anticipa la pena. E chi la anticipa, secondo la nostra Costituzione, non è la persona/entità preposta a farlo.

Diverso sarebbe se il daspo da provvedimento amministrativo diventasse misura cautelare....allora in questo senso, io ti mando a processo e nel frattempo, siccome sei secondo me pericoloso e puoi reiterare il reato, ti allontano cautelativamente dallo stadio.

Ma per considerarla una misura cautelare, deve essere aperta formalmente un'indagine dalla magistratura inquirente che demanda agli organi preposti (forze dell'ordine per semplificare il ragionamento) di effettuare indagini. 

Tutto questo non succede, quello che succede è che guardano le riprese, ti identificano e ti daspano.

La legge dice altro, se a te sta bene ti rispetto e rispetto la tua idea ma ti chiederei di non dare dei tristi e degli invidiosi a persone che la pensano diversamente da te suffragati da quelle Leggi che tu stesso citi come mantra.

Lorenz67
06 Febbraio 2025 | 11.24

beh, visti gli ultimi esempi "eclatanti" di mancato rispetto delle regole da parte degli organi piu' alti del governo dissento fortemente sulla tua affermazione... perche' se fai un rave con persone in un posto disperso e abbandonato rischi dai 2 ai 4 anni di carcere... se liberi senza motivo un omicida/torturatore/stupratore condannato dalla corte dell'Aja e colpito da mandato di cattura internazionale accompagnandolo addirittura con volo "di stato" nel suo paese direi che l'idea di "regime" non e' poi cosi' campata in aria.. vale lo stesso per il divieto di manifestare (se l'argomento da fastidio a chi governa) mentre assistiamo ogni settimana a manifestazioni apologetiche con commissione di reati con zero interventi delle forze dell'ordine (perche' naturalmente sono "affini" alla parte al governo).... ogni restrizione di liberta di espressione (o anche il contrario) sono classiche azioni di un regime... gravi o quisquilie non c'entra nulla.. possono essere stupidaggini all'inizio ma se tollerate non fanno che avallare la tendenza e potrebbero farsi sempre piu' pesanti.. lo stesso valga per la voglia di interferire politicamente con poi quando ci si accorge di essere in un regime dalla testa ai piedi e' sempre troppo tardi :( per non parlare della "voglia matta" dalla P2 in poi di violare la separazione dei poteri sancita dalla costituzione che non e' che prodromica ad un futuro e non tanto fantasioso regime come ipotesi.. il giorno che il potere politico avra' in mano quello giudiziario la bella storiella della repubblica democratica sara' finita definitivamente.. saremo al io son io e voi non siete un c...o stile marchese del Grillo...  

Nemesis68
06 Febbraio 2025 | 11.19