06/07/2026 | 15.51
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Vergogna!


Volevamo omettere un pezzo sull'argomento temendo una deriva politica dei commenti ma le "onde sismiche" dell'assurda decisione FIFA di consentire a Folarin Balogun di giocare gli ottavi di finale dei Mondiali contro il Belgio, nonostante un'espulsione con conseguente squalifica automatica, ha scatenato una delle polemiche più forti del torneo ormaivirale anche in rete e ormai citato anche nei nostri commenti e allora tanto vale.


La Uefa si schiera contro la Fifa per la decisione di revocare della squalifica a Folarin Balogun.

L'attaccante statunitense era stato espulso durante i sedicesimi di finale ai Mondiali contro la Bosnia ma il suo stop di un turno è stato sospeso con la condizionale, permettendo al giocatore di essere disponibile per la sfida degli ottavi contro il Belgio. "La decisione presa ieri di sospendere, per un periodo di prova di un anno, l'applicazione della squalifica automatica di una partita conseguente al cartellino rosso mostrato al calciatore Folarin Balogun ha oltrepassato una linea rossa", si legge in una nota della Uefa. 

"Il calcio, come ogni altro sport, si fonda sulle regole, che costituiscono la base di una competizione leale, onesta e trasparente. Talvolta le regole possono essere soggette a interpretazione. In questo caso, no", prosegue la Uefa. "La squalifica automatica minima di una giornata dopo un'espulsione non è una facoltà discrezionale e non richiede la decisione di alcun organo competente per entrare in vigore. È un principio sancito dai regolamenti, che non può essere oggetto di eccezioni, tanto meno nel corso di un torneo in cui diversi altri giocatori si sono trovati nella stessa situazione e hanno regolarmente scontato la loro squalifica". 

Il ruolo di Donald Trump

La vicenda ha assunto una dimensione ancora più delicata dopo le rivelazioni della stampa internazionale.

Secondo il *New York Times*, il presidente statunitense Donald Trump telefonò personalmente al presidente della FIFA, Gianni Infantino, chiedendo di rivedere il caso Balogun. Il quotidiano riferisce che la telefonata avvenne pochi giorni dopo l'espulsione e prima della decisione della Commissione disciplinare.

Anche il *Guardian*, citando proprie fonti, sostiene che Trump avrebbe contattato la FIFA **tre volte** nel corso della settimana per ottenere una revisione della squalifica del giocatore.

Non esistono però prove pubbliche che dimostrino un rapporto diretto di causa-effetto tra le telefonate del presidente americano e la decisione finale della FIFA. L'organizzazione continua a sostenere che la scelta sia stata presa in piena autonomia dalla propria Commissione disciplinare.

Le altre reazioni

Anche la Federazione calcistica belga ha dichiarato di essere rimasta "sbalordita" dalla decisione, annunciando di valutare ogni possibile ricorso.

Tra gli ex calciatori e i commentatori televisivi non sono mancate critiche molto severe. L'ex difensore inglese Gary Neville, ad esempio, ha commentato la vicenda con parole molto dure, affermando che "la situazione puzza" ("it stinks"), sostenendo che una simile decisione rischia di compromettere la fiducia nell'imparzialità della FIFA.

In molti osservatori, soprattutto in Europa, ritengono che il caso Balogun possa diventare un precedente molto pericoloso: se una squalifica automatica può essere sospesa dopo un intervento di natura politica, si teme che in futuro possano nascere dubbi sull'indipendenza delle decisioni disciplinari prese durante le grandi competizioni internazionali.

By marcodalmen
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