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Il Mister in conf.stampa parla per la prima volta dopo la coppa

Palladino in conferenza: "Meritiamo di più, vogliamo reagire subito a Cagliari"

La vigilia di Cagliari-Atalanta attraverso le parole del tecnico nerazzurro

Alla vigilia della trasferta di Cagliari, valida per la 34ª giornata di Serie A, mister Raffaele Palladino ha incontrato i giornalisti nella consueta conferenza stampa. Il tecnico nerazzurro ha affrontato tutti i temi caldi del momento: dall'amara eliminazione in Coppa Italia contro la Lazio alla rincorsa europea, passando per l'infortunio di Bernasconi e le questioni legate al suo futuro. Ecco tutte le domande e le risposte integrali.


Come la squadra ha metabolizzato la sconfitta in Coppa Italia e come si riparte in questo finale di campionato, tra l'altro in cui si è lì sempre tutti testa a testa?

"Questa è una squadra che ha sempre reagito dopo le sconfitte e sicuramente il giorno dopo l'uscita dalla Coppa Italia è stata dura accettarla, soprattutto nel modo in cui è arrivata. Ci sono voluti un paio di giorni per accettarla, metabolizzarla, interiorizzarla. Però i ragazzi sono sempre stati bravi a reagire e gli ho detto che in questo momento il nostro focus è la prossima partita e sono le prossime partite che sono importantissime per finire bene la stagione, per dare un segnale importante a quelle che sono davanti, a quelle che sono dietro. Noi ci teniamo subito a reagire dalla partita di Cagliari che è molto importante, dare subito un segnale a tutti quanti, ma soprattutto a noi stessi, e l'abbiamo sempre dimostrato e lo vogliamo rifare."

Cagliari e Lazio condividono un po' la tendenza a concedere tanto possesso palla all'avversario. Le difficoltà che avete riscontrato mercoledì, su cosa vi siete concentrati per lavorare in questi giorni ed evitare di ritrovarle?

"La partita dell'altra sera contro la Lazio ci lascia davvero tanto amaro in bocca e tanto rammarico perché comunque credo abbiamo fatto un'ottima prestazione e abbiamo concesso forse un tiro in porta alla Lazio in tutti i 90 minuti. Una squadra che è venuta ovviamente in casa nostra a giocare di ripartenza, a mettersi in blocco basso e ripartire. Succede spesso in Serie A, succede spesso contro di noi e noi dobbiamo solo insistere nel cercare un po' di imprevedibilità negli ultimi metri, nel cercare di non prendere ripartenze, nel cercare di essere un po' più cinici in zona gol. Anche contro la Lazio abbiamo avuto delle occasioni per poter far male e purtroppo non siamo stati fortunati e cinici come serviva, perché queste partite poi le sblocchi e si determinano sui dettagli, sui particolari. Chi va in vantaggio per primo, probabilmente riesce a vincere la partita. Con la Lazio sono passati in vantaggio da un calcio d'angolo, poi noi siamo stati bravi a riprenderla e poi ci sono stati tutti gli episodi arbitrali e tutto il resto che ovviamente non sto qui a commentare. Su quello che bisogna fare quando troviamo le squadre basse ci stiamo lavorando e ci continueremo a lavorare, ma non è facile scardinare 10 giocatori sotto linea palla. Non è semplice per nessuna squadra al mondo, però bisogna insistere a lavorare su quello che possiamo fare meglio."

A fronte di quello che è successo mercoledì, volevo chiederle secondo lei qual è lo step in più, soprattutto dal punto di vista mentale, che deve fare l'Atalanta per essere più forte di questi errori arbitrali?

"Facciamo un attimo chiarezza perché qui insomma sembra che siamo un po' negativi, no? Nel senso che ovvio che a noi dispiace l'uscita dalla Coppa Italia, però io voglio sottolineare che da quando siamo arrivati, da quando sono arrivato io insieme al mio staff, dati alla mano risultiamo quinti in classifica, siamo solo dietro Inter, Milan, Napoli e Juventus come punti in classifica, abbiamo una classifica ottima. Poi c'è stato ovviamente l'inizio di stagione che è stata altalenante e quindi abbiamo perso dei punti, però questa è una squadra che ha avuto un grande percorso e anche nelle sconfitte ha sempre reagito. Io non posso recriminare niente alla mia squadra, non posso recriminare niente, soprattutto nelle ultime tre partite. Contro la Juventus credo che sia stata fatta una delle migliori partite nostre dell'anno, poi abbiamo perso per un episodio. Contro la Roma ce la siamo giocata alla pari, risultato giusto, ma abbiamo fatto un'ottima partita. Contro la Lazio la stessa cosa. Questi ragazzi hanno fatto un grande lavoro in questo periodo, in questo percorso. Cos'è che possiamo fare di più? Portare gli episodi dalla nostra parte, però le partite sono anche figlie di tanti episodi e la partita con la Lazio ha dimostrato questo: ci sono stati tanti episodi che sono andati contro, e non solo calcisticamente, non solo tecnicamente, ma sono stati anche degli episodi che ci hanno condannato in maniera sfavorevole perché se vai in vantaggio ovviamente cambia tutta la partita."

Chiaramente c'è grande dispiacere per Bernasconi che per un contrasto di gioco, mi pare nemmeno sanzionato, probabilmente dovrà saltare quasi tutto il finale del campionato. Soluzioni a sinistra a questo punto? Pensate magari di rivalutare Bakker che finora è stato sempre in panchina o di giocare con un destro invertito?

"Bernasconi ha subito un fallo davvero molto deciso, molto forte da parte dell'avversario. Non è stato nemmeno fischiato fallo e abbiamo perso un giocatore importante per noi e probabilmente per tutta la stagione, quindi nell'ultimo mese non ci sarà e ci dispiace davvero tanto. Gli faccio un grande in bocca al lupo per una guarigione nel miglior modo possibile. Noi abbiamo delle alternative: Bakker è una di queste, abbiamo Zappacosta che può fare sia destro che sinistro, abbiamo Bellanova e abbiamo anche Musah che in determinate partite l'abbiamo utilizzato anche come quinto. Quindi siamo coperti in quelle zone di campo."

In queste tre partite che cita è mancato un po' il gol perché comunque per quanto avete prodotto solo due gol in queste ultime tre partite tra Juve, Roma e Lazio è un po' poco. Le chiedo cosa manca lì, come mai l'Atalanta crea tante situazioni pericolose ma non le concretizza?

"Sono d'accordo, l'analisi è giustissima. A volte non sono un amante dei dati, ma ogni tanto vado a rivederli per farmi anche un'idea, perché i dati poi li devi sempre contestualizzare. Ci sono momenti in cui crei poco e produci tanto e in questo momento stiamo producendo tanto e stiamo finalizzando meno di quello che meritiamo. Probabilmente ci sta girando anche male. Io non credo tanto nella sfortuna e non mi piace parlarne, non sono uno che trova alibi e quindi cerco sempre di essere molto onesto e molto chiaro sia con me stesso e con la squadra che con voi. Però effettivamente stiamo producendo tanto e non riusciamo a incidere come meritiamo. Siamo il settimo miglior attacco e sicuramente possiamo fare di più. I ragazzi devono capire che abbiamo le qualità per poter fare di più sotto il profilo del gol. Siamo la terza miglior difesa, quindi abbiamo raggiunto un grande equilibrio anche di squadra. Questi sono dati comunque importanti che vuol dire che anche gli attaccanti fanno grandi corse di rientro, fanno grande sacrificio nel difendere insieme alla squadra. Non si difende solo in difesa, ma si difende anche con gli attaccanti. Io dove posso insistere con i miei attaccanti è a dare fiducia, a cercare sempre di trovare soluzioni diverse per far male agli avversari. Mi preoccuperei se non producessimo tante occasioni da gol, invece quando le produciamo bisogna insistere."

Vorrei tornare sul discorso della fase offensiva, i 16 metri dove l'Atalanta arriva senza grossi problemi e anche in area, però manca sempre. Non è banale dire che ogni tanto si può tirare anche da fuori visto che Zalewski ha fatto un gol da fuori, Zappacosta... quando la difesa avversaria è bloccata con 10-12 giocatori, magari un gran tiro da fuori può essere gol. Vedo invece una difficoltà, i giocatori che sono pronti a tirare invece cercano gli scambi.

"Sono d'accordo con la sua analisi. La soluzione del tiro da fuori è assolutamente giusta, anche se i dati oggi parlano chiaro, visto che parlavamo dei dati, si dice che si fanno pochi gol da fuori area, merito anche dei portieri. Però comunque la soluzione da fuori la stiamo cercando. Mario Pasalic con la Lazio ha fatto gol con un appoggio da fuori area. Noi i tiri da fuori comunque li cerchiamo. Anche con Zappacosta abbiamo fatto gol da fuori, li cerchiamo. Dobbiamo essere un po' più precisi. Zalewski ha fatto gol con la Roma. Abbiamo avuto due o tre occasioni anche con Zalewski per poter far gol da fuori area. Dobbiamo essere un po' più precisi nel cercare la conclusione giusta e quella è una soluzione comunque."

Come si immagina il suo futuro, nel senso che se si è discusso di un prolungamento del contratto, c'era un po' la deadline della partita con la Lazio, l'intenzione è quella di chiudere al meglio questo ciclo e poi sedersi al tavolo. Ci sono stati già dei contatti con l'amministratore delegato?

"Io non credo che ci sia stata una deadline, come diceva lei. Io sono arrivato qui con grande entusiasmo, con grande impegno e ho cercato di dare tutto per questa maglia e ho cercato di fare del mio meglio e cercherò di fare del mio meglio fino a fine stagione. Ho un altro anno di contratto, come ho sempre detto, e anche la storia lo dice: io non sono legato ai contratti, a me dei soldi non mi importa nulla e nemmeno della durata del contratto. Io scelgo le società, scelgo le persone, mi affeziono alle persone, mi affeziono ai dirigenti e cerco di lavorare nel miglior modo possibile. Qui si lavora bene e quindi sono contento. Vediamo poi a fine stagione quello che deciderà la società, però io cercherò di dare tutto fino a fine campionato. Come dicevo non mi importa del contratto lungo di 3, 4, 5 anni. Per me è importante il lavoro che fai nel presente."

Mi ricollego alla risposta che ha dato prima: lei ha preso l'Atalanta al 13° posto, oggi si aspettava di trovarsi in questa posizione di classifica, quindi lottare per un posto in Europa oppure no, magari più in alto, più in basso?

"Come dicevo prima, è stato fatto un grande percorso, una grande scalata. Siamo partiti da 13esimi in classifica, almeno da quando sono arrivato, e quindi abbiamo cercato di risollevare una situazione che era anche un po' difficile all'inizio, c'erano varie problematiche, abbiamo cercato di risolverle tutte. Credo che in Champions abbiamo fatto un ottimo percorso. In Coppa Italia siamo arrivati alla semifinale e volevamo tutti quanti raggiungere la finale e credo che la meritavamo per tanti aspetti, per come è andata, per come si è svolta la partita e per quello che meritavamo e per quello che abbiamo prodotto. Non ci siamo riusciti e ci dispiace tanto anche perché era il percorso più breve per arrivare a una possibile Europa League. Adesso siamo in campionato, una posizione buona che è un settimo posto rispetto a quello da cui siamo partiti, però noi vogliamo di più. Sicuramente io sono ambizioso, la squadra è ambiziosa, siamo distanti sì, ma bisogna crederci fino alla fine, bisogna sudare fino alla fine perché aspettiamo qualche passo falso davanti. Però non bisogna guardare le altre, bisogna guardare in casa nostra perché si rischia poi di distrarci da quello che dobbiamo fare noi. Dobbiamo cercare di fare più punti possibili in queste cinque partite. Dobbiamo cercare di fare qualche filotto e poi vedere cosa succede davanti."

Lei ha detto di non amare i dati, ma i dati parlano chiaro. L'Atalanta negli ultimi 10 anni è la squadra che ha giocato di più nei 90 minuti effettivi, nel senso che non è una squadra perditempo. Questo dato si è amplificato da quando lei è sulla panchina. Come tradurre questa mole di gioco, questo impegno in quel qualcosa in più che deve fare la differenza?

"Questa è una cosa che mi fa piacere, che da quando sono arrivato si gioca ancora di più perché è una cosa su cui batto io: il calcio, la gente e tutti quanti noi vorremmo vedere giocare di più a calcio e meno perditempo, meno simulazioni, meno falli. Ieri guardavo un po' di Premier e mi piace che lasciano giocare un po' di più, quindi il lasciar giocare di più sarebbe la cosa migliore, sarebbe uno spettacolo più bello. Ai miei ragazzi dico che bisogna cercare di giocare il più possibile anche dalle rimesse laterali, quando la palla va fuori bisogna batterla velocemente per dare ritmo, perché il calcio è bello proprio per dare ritmo. Ci alleniamo due ore al giorno per dare ritmo e alle partite dare tanta intensità. Vedo tante volte tante perdite di tempo inutili soprattutto negli ultimi minuti e io sarei per il tempo effettivo, però sarei anche per sensibilizzare tutte le squadre, tutti i calciatori soprattutto, di cercare di perdere meno tempo possibile, accentuare meno possibile le cadute, i falli, perché il calcio è un gioco maschio, un gioco di contatto e bisogna giocare il più possibile."

Riguardo ai pochi gol, non so se ha pensato qualche volta ancora alla soluzione del doppio centravanti, anche se forse Cagliari non è la tappa ideale per questo. All'andata avete battuto il Cagliari venendo dalla bella vittoria sul Chelsea con due gol di Scamacca. La condizione di Scamacca e Krstović? Come li vede?

"Tutti e due bene. Come vi ho sempre detto, sia Nicola che sta avendo più continuità rispetto a Gianluca in questo periodo, ma nel periodo da quando sono arrivato all'inizio giocava tanto Gianluca e meno Krstović. Il dato importante è che abbiamo due centravanti che hanno fatto insieme, correggetemi se sbaglio, 22-23 gol. Quindi questo vuol dire che abbiamo due centravanti forti. Metterli insieme in delle occasioni li abbiamo messi, però io non credo che dipenda tanto dal doppio centravanti per fare più gol. Io credo che noi già siamo una squadra che attacchiamo con tanti giocatori, attacchiamo con i due esterni, con i due trequartisti, con la punta, a volte sganciamo, anzi quasi sempre, un terzo da una parte o dall'altra, un centrocampista. Noi 7-8 giocatori in zona gol li portiamo sempre. Come diceva il suo collega prima, quando troviamo le squadre avversarie in blocco basso, a volte portare tanti uomini lì è quasi come se ti affoghi un po', affoghi la manovra e quindi sarebbe meglio trovare delle soluzioni un po' più in velocità. Ci stiamo lavorando e il fatto di aumentare i gol è un discorso che dipende tanto da me, dalle soluzioni che do alla squadra, ma dobbiamo essere molto più bravi e molto più precisi anche nell'ultimo passaggio e nella finalizzazione."

Visto che domani si gioca, volevo sapere che gara si aspetta con il Cagliari?

"Domani ci aspettiamo una partita sicuramente con tante insidie perché il Cagliari è vero che non sta attraversando il suo periodo migliore, ma ha dei buoni giocatori, ha degli ottimi giocatori, è allenato bene da un bravo allenatore che è Nicola con cui abbiamo un buon rapporto, lo conosco bene. Ci aspettiamo tante insidie, in uno stadio infuocato e in un clima infuocato perché è uno stadio sempre difficile da giocarci e anche negli anni passati l'Atalanta l'ha vissuto. Dobbiamo essere bravi a determinare noi questa partita. È tutto nella nostra testa. È quello che ho detto ai miei giocatori. Dobbiamo essere bravi a reagire subito da questa sconfitta con la Lazio, anche se è arrivata ai rigori, ma dobbiamo essere bravi subito a reagire, a mettere in campo tanta energia positiva, a crederci, perché non è finito il campionato, anzi ci sono 15 punti a disposizione e noi di questi 15 punti vogliamo fare più punti possibile perché crediamo e meritiamo qualcosa in più da questo campionato per quello che abbiamo prodotto."

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