Il Nero e l'Azzurro: "Siamo in societa', di noi ti puoi fidar"

Dominati a lungo, attaccati coi denti poi rischiamo di portare i 3 punti a Bergamo poi il patatrack nel recupero. Numeri chiari con 39 tiri a 6 per la Roma (compresi quelli finiti a bordo campo perche' quelli nello specchio della porta sono molto meno), 14 corner a 1, possesso 66-34% per loro e xG circa 3,0-3,4 contro 0,7-0,74 nostri. No comment
🖤 IL NERO — quello che non funziona
Questo è il problema più grosso. La Roma ha dominato il primo tempo e avrebbe potuto tranquillamente andare all'intervallo avanti. Carnesecchi ha fatto il fenomeno, ma non possiamo costruire una stagione sul presupposto che il portiere debba fare Superman ogni sabato.
Le statistiche raccontano una partita a senso unico: 39 tiri a 6, 10 conclusioni nello specchio contro 2, 14 corner contro 1.
Quando una squadra ti tira 39 volte, non puoi mai nemmeno considerarla una "partita equilibrata".
2. Gaetano: praticamente desaparecido
Lui e Samardzic in difficolta' in mezzo al campo.
Il problema non è soltanto che non abbia brillato: è che l'Atalanta ha faticato terribilmente a costruire gioco centralmente, e lui non è riuscito a diventare una soluzione.
E poi c'è l'epilogo poco elegante: espulso dopo il fischio finale per proteste. E se e' stato un errore arbitrale per lui e' anche peggio
3. Kessié: comprensibilmente fuori forma
È entrato al 79' per Éderson, quindi è difficile giudicarlo davvero. Pagelle dei tifosii? si vede che Kessie' non è ancora pronto per essere Kessié. È uno dei giocatori che può cambiare la faccia del centrocampo, ma non possiamo pretendere che al debutto o quasi entri e sembri immediatamente quello dei tempi migliori. L'abbiamo visto al mondiale ma dopo? si e' tenuto da se' da svincolato o è da far ripartire da zero?
4. Zalewski: "ok, ma cosa devo fare?"
È uno dei cambi che lasciano più interrogativi.
Entrato al 66' al posto di Elmas, non è riuscito a incidere. "Zale non sa cosa fare" — rende bene il problema.
Non è necessariamente una bocciatura del giocatore: è più la fotografia di una squadra che, nel finale, non aveva più un'identità offensiva chiarissima.
5. Scamacca troppo poco coinvolto
Scamacca ha giocato soltanto il primo tempo e ha avuto pochissimi palloni giocabili. Non è stato disastroso in assoluto ma è stato sostituito all'intervallo.
Contro una Roma così aggressiva, l'Atalanta non riusciva quasi mai a portare la palla davanti. E un centravanti che non riceve palloni è un po' come un barbecue senza carbonella: formalmente c'è, ma non serve a molto.
6. Krstovic: ingresso positivo, ma quell'occasione...
Qui c'è un rimpianto enorme. Entrato per Scamacca, Krstovic ha dato più fastidio alla difesa romanista e ha avuto la possibilità di fare il 2-0. Non l'ha sfruttata. Poi Castro ha colpito traversa e palo dall'altra parte.
Quell'episodio pesa perché sul 2-0 probabilmente avremmo parlato di grande Atalanta cinica e non di suicidio finale.
7. Sarri: finale poco lucido nei cambi
L'Atalanta, dopo essere passata in vantaggio, ha progressivamente rinunciato a giocare, finendo per consegnarsi alla pressione della Roma. Nel finale la Dea si è chiusa troppo non riuscendo piu' nemmeno ad uscire Quando hai una squadra che non riesce più a respirare, devi trovare un modo per darle qualche secondo di possesso, qualche uscita, qualche ripartenza. Altrimenti prima o poi il pallone torna in area e fila dentro in porta.
8. Il finale è stato una beffa, ma non un furto
La sconfitta fa male perché l'Atalanta era avanti all'89'. Ma la Roma ha meritato di vincere, ha prodotto enormemente di più.
Quindi niente "abbiamo perso immeritatamente". Piuttosto:
"Abbiamo perso una partita che potevamo portare a casa nonostante avessimo giocato molto meno della Roma."
Ed è una differenza enorme.
9. L'esultanza dei nostri ex sul 2-1
E' la nota piu' pesante, piu' "somatizzante" per noi tifosi. Vedere Gasperini e soprattutto DeRoon sgolarsi e saltare al gol che ci ha sconfitto è una nota nera, nerissima. A livello comportamentale potremmo forse anche attaccargli la lite Luca Percassi - D'Amico.
Pero' vediamola in altro modo: abbiamo pulito il pollaio e abbiamo meno rimorsi di settimana scorsa. Al ritorno faremo di tutto per imitare i pellerossa ai tempi della Grande Caccia al Bisonte: prima pregheremo per le bestie poi faremo di tutto per "ammazzarle". Sportivamente, e' ovvio.
🩵 L'AZZURRO — quello che funziona
1. La prima mezzora della ripresa.
È probabilmente il punto più importante da salvare.
Siamo alla terza giornata, Sarri sta ancora mettendo mano a una squadra costruita per giocare in modo diverso rispetto al passato e, nonostante tutto, l'Atalanta esce dall'Olimpico con 6 punti nelle prime tre, non con un disastro stagionale. E per "giocare in modo diverso" bisogna che ci mettiamo in testa che e' come paragonare nel salto in alto il passaggio dalla tecnica ventrale a quella del dorso, con anni e anni di apprendistato. Perche' col Gasp e discepoli abbiamo fatto 10 anni guardando l'uomo adesso dobbiamo resettare e guardare la palla. Un cambio epocale.
Abbiamo fatto 6 punti su nove in questo momento, ma con molte altre settimane di lavoro potremo migliorare.
Non siamo ancora belli, ma almeno sappiamo già come si prendono sei punti. Certo, anche con la fortuna ma tutti gli imperi alla base hanno avuto una certa dose di fondoschiena..
2. 87 minuti di applicazione e concentrazione.
Mancano meccanismi e condizione ma i nostri sono comunque apparsi concentrati. L'Atalanta ha sofferto tantissimo, ma per larghissima parte della partita è rimasta dentro il piano gara.
Il problema è che quei famosi "87 minuti" alla fine diventano 87 minuti e qualche secondo: a Roma è bastano un niente per passare dall'impresa alla frittata.
3. Carnesecchi: campione. Punto.
Se la partita è rimasta viva, è soprattutto merito suo.
Nel primo tempo ha salvato su Mancini, Cristante e Malen; la Lega Serie A lo indica come protagonista assoluto dei primi 45 minuti.
Le pagelle lo premiano quasi unanimemente: Eurosport 6,5, Goal 7, Corriere dello Sport addirittura 8.
Noi stiamo cominciando a pensare di fargli una statua col materiale risparmiato per quelle che dovevamo fare per Gasp e DeRoon.
Peccato per il gol di Soulé sul primo palo: dopo aver tenuto in piedi il Titanic per 90 minuti, gli è toccato comunque finire in acqua.
4. Éderson è fondamentale
Nel momento in cui l'Atalanta è riuscita finalmente a mettere la testa fuori dall'acqua, è stato proprio Éderson a trasformare una palla sporca in un gol pesantissimo: 47', destro potente dopo il duello vinto da De Ketelaere. È stato uno dei pochi centrocampisti nerazzurri capaci di dare contemporaneamente energia, corsa e presenza offensiva. E soprattutto: mentre gli altri sembravano chiedersi "adesso cosa facciamo?", lui ha risposto tirando una sassata.
5. De Ketelaere sta crescendo
Non è ancora il De Ketelaere devastante che vorremmo, ma c'è un segnale positivo. È lui a creare la situazione da cui nasce l'1-0 di Éderson e diverse valutazioni lo collocano tra i migliori nerazzurri.
Non fa ancora paura come dovrebbe, ma almeno sta iniziando a lasciare impronte sulle partite.
6. La difesa, nel complesso, ha retto
Nonostante i 39 tiri della Roma, non è corretto dire che la retroguardia abbia fatto semplicemente schifo.
Scalvini, soprattutto, viene giudicato positivamente: ha dovuto passare buona parte della serata a fare il buttafuori davanti a Carnesecchi. Kossounou e Kolasinac hanno avuto momenti migliori e peggiori, Bellanova ha sofferto Wesley ma ha giocato una partita come non si vedeva da tempo.
Il dato curioso è che la Roma ha prodotto una quantità enorme di occasioni, ma ha segnato soltanto al 90' e al 93'.
Questo significa che qualcosa, almeno fino a quel momento, aveva funzionato.
7. Il calendario ora può diventare un alleato
Questa è un'ottima osservazione da inserire nell'articolo.
Dopo Roma arrivano Atalanta-Cagliari il 12 settembre, poi Juventus-Atalanta il 20. Senza rotture infrasettimanali. Quindi c'è spazio per lavorare, recuperare e soprattutto assimilare meglio i meccanismi di Sarri.
La classifica ci tiene lì. Il morale può restare alto. E la squadra può crescere senza dover necessariamente vincere ogni allenamento per dimostrare di essere viva.
By staff