Knock out

Scrivo a poche ore dalla fine dei gironi del primo turno ai mondiali e a poche ore dalla prima partita di quella che nel mondo anglosassone chiamano la "knock out stage", in parole povere la fase ad eliminazione diretta.
Personalmente trovo più divertente le fasi iniziali di ogni grande competizione internazionale in ogni sport dove predominano le aspettative, la curiosità, le novità ed i sogni senza l'assillo immediato di cercare di non essere dalla parte sbagliata al termine dei 90 minuti.
Da un certo punto di vista l'assenza della nostra nazionale fa emergere l'emozione più pura e disinteressata per il gioco del calcio, puntualmente soffocata quando a competere è anche la squadra per la quale soffri, sia l'Italia o l'Atalanta.
Non so chi alzerà la coppa del mondo. Le ultime due finaliste non mi stanno particolarmente simpatiche, spero solo vinca chi se lo è meritato maggiormente, cosa che non sempre accade.
A me spiace solo che, dopo tre edizioni perse, il nostro movimento abbia perso molta di quell'aura quasi leggendaria che avevamo acquisito sino al 2006 compreso tanto da fare scrivere più di 20 anni ad un giornalista spagnolo che per lui "i mondiali non iniziavano veramente sino a quando non vedeva l'Italia scendere in campo".
Ora siamo in una valle, sarebbe meglio chiamarla 'abisso' che, per il paventato scambio di poltrone in federazione, difficilmente potremo lasciare a breve.
Il mio terrore è di finire come l'Ungheria che da squadra più forte del mondo negli anni 50 e parzialmente 60 ha rinculato talmente nelle gerarchie da non riuscire più da molto tempo a qualificarsi per nessuna delle più importanti competizione internazionali.
Ci mancano attualmente i soldi, le strutture, i talenti innati, la tecnica acquisita, la voglia di sbattersi e finanche i numeri in sala parto.
Dio non voglia che il knock out stage non sia già partito e finito subito per tutto il nostro movimento nazionale. Io ho vissuto le vittorie mondiali ma che le nuove generazioni nostrane possano solo sognarselo da qui in avanti è una cosa che mi fa veramente male. Anche se i problemi della società sono ben altri, intendiamoci.
Calep
By staff