15/04/2026 | 18.00
17

Il senso di una lacrima

C’e’ un vecchio film del 1974 con Paolo Villaggio in uno dei suoi non moltissimi ruoli drammatici svolti in carriera. Si chiama "Sistemo l'America e torno"

Senza dilungarmi, lui è incaricato da una squadra della nostra serie A di basket di portare in Italia un giovane di colore americano contattato per esibirsi da noi. Il film si dipana tra diverse situazioni che coinvolgono l’America come il razzismo, la violenza facile, la droga, le armi e tutti quei fatti comuni oltreoceano, allora come oggi.

Ad un certo momento il giovane cestista viene ucciso e la scena finale del film mostra Villaggio sull’aereo che lo riporta in Patria. Sull’aereo son presenti due tifosi della Fiorentina che commentano il nostro campionato di calcio ai quali Villaggio, tifoso granata nel film, chiede cos’ha fatto il Torino. Saputo di una inopinata sconfitta casalinga  sembra commuoversi tanto da lasciare perplessi i due toscani.

In realta' Villaggio, dopo mille peripezie americane nelle quali ha rischiato di tutto, vita compresa, si commuove al sentire il loro accento e l'argomento del parlato capendo di stare per ritrovare quel senso di normalita’ e di pace tipico del nostro modo di vivere.

Questo pistolotto iniziale per cercare di spiegarvi cosa la sconfitta contro la Juve sabato mi ha riportato alla mente.
Non devo certo spiegarvi le preoccupazioni legate alla situazione internazionale causate dall’agitazione dei due, tre imperi che governano il pianeta che, in coerenza con il loro status, se ne fregano altamente del benessere del genere umano.

In tale frangente mi fanno amaramente   sorridere, a casa nostra, i mille dibattiti, le incazzature, il tempo speso dietro il nostro pallone, le dichiarazioni, gli spostamenti di poltrona, gli squilibri ormonali e di pressione di gente anche matura legati al nostro calcio.

Eppure non piu' tardi di 5/6 anni fa abbiamo patito anche noi sulla nostra pelle la tragedia del Covid, la paura e il timore di non riuscire a tornare alla normalita' o, peggio, arrivare a sera vivi. Avrebbe dovuto insegnarci qualcosa, almeno un po' piu' di buon senso.

Poi penso a quanti nel mondo si sognerebbero di essere al nostro posto, in una situazione, con tutti i distinguo che volete, dove pero' ancora si svolge un campionato, c’è la libera circolazione, ancora sufficiente energia e cibo e dove si ha il buon tempo di perdere la testa per una sconfitta inopinata o una decisione arbitrale ritenuta ingiusta.

La gente invece ha poca memoria e quando dà per acquisita una certa normalita', comincia a non accontentarsi e a perdere la testa anche per cose futili. Dev'essere un circolo vizioso insito nella nostra biologia.

Diamine, anche a me non è piaciuto perdere contro la Juve sabato scorso. Sconfitta ingiusta contro una squadra tra le piu' odiate dalla nostra tifoseria.

Pero' mi guardo in giro e alla fine ringrazio ci sia ancora una Juventus da battere la prossima volta, uno stadio nuovo pieno di luce da riempire di gente chiassosa e soprattutto una maglia nerazzurra "da far sudare" ad una ventina e passa di ragazzotti giunti a Bergamo da tutto il mondo a guadagnar soldi e a meritare, a loro discrezione, riconoscibilita' e gloria nel nostro piccolo mondo, imperfetto finche' volete, ma ancora tutto "intero", coerente a se stesso e sostanzialmente rispettoso del quieto vivere di tutti.

Calep

By staff
17 commenti