26/08/2026 | 21.00
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Lettera al sito: L'identità della Curva Nord


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Frequento la Curva Nord da trent’anni e in questi tre decenni l’ho vista cambiare tante volte, nel bene e nel male. Però negli ultimi anni ho la sensazione che qualcosa si stia perdendo. Non parlo tanto del tifo organizzato, quanto dell’identità stessa della Curva e del modo in cui una parte delle persone sembra ormai viverla.
 
Ieri un piccolo episodio mi ha fatto riflettere. Poche file sotto di me un ragazzo si è acceso una sigaretta (o forse una canna, da dove ero non si capiva bene) e alcune persone un po’ attempate dietro di lui gli hanno urlato in malo modo di spegnerla. Capisco perfettamente che il fumo possa dare fastidio e che sia legittimo chiedere a qualcuno di spegnere o di spostarsi. Quello che mi ha colpito è stato il modo. La Curva, nel bene e nel male, è sempre stata anche un luogo di grande tolleranza reciproca, dove persone molto diverse condividevano uno spazio e soprattutto una passione.
La sigaretta, naturalmente, non è il problema. È stata semplicemente la scintilla di una riflessione più ampia.
Da qualche anno, soprattutto dopo il rifacimento dello stadio, ho la sensazione che la parte alta e quella bassa della Nord siano diventate quasi due curve differenti. Il cuore del tifo organizzato è molto in basso e, salendo, sembra progressivamente di entrare in un altro settore.
Non è soltanto una questione di cori o di decibel. È una questione di atteggiamento.
Vedo sempre più persone vivere la Curva come un qualsiasi altro settore: lo zainetto, l’immancabile panino, il telefono continuamente in mano per controllare quanti like sta facendo la foto dallo stadio pubblicata sui social. Vedo file intere “prenotate” con fogli di giornale per persone che magari arriveranno molto più tardi, o nemmeno arriveranno. E soprattutto capita sempre più spesso di sentire continui mugugni.
L’altra sera eravamo praticamente al quinto minuto e già sentivo gente lamentarsi di Raspadori. Per fortuna poco dopo ha segnato, altrimenti chissà cosa avrei dovuto ascoltare per il resto della partita.
Per me andare in Curva ha sempre significato prima di tutto sostenere l’Atalanta. Oggi, almeno in alcune zone, sembra quasi che una parte del pubblico aspetti l’errore per protestare contro questo o quel giocatore.
Non so se negli ultimi anni sia arrivato in Curva un pubblico nuovo, attratto anche dai risultati, oppure se una parte di questo cambiamento sia la conseguenza dello spostamento di una parte dei vecchi tifosi in Curva Sud. O forse sono semplicemente cambiati i tempi. Probabilmente c'è un po' di tutto questo.
Ma allora la domanda che mi piacerebbe condividere è semplice: che cosa vogliamo che sia oggi la Curva Nord Pisani? Uno stadio può cambiare, diventare più bello, moderno e confortevole. Può cambiare il calcio, può cambiare il pubblico e possiamo cambiare anche noi. Ma sarebbe un peccato se, insieme a tutto questo, la Nord perdesse proprio ciò che per decenni l’ha resa diversa da qualsiasi altro settore di qualsiasi altro stadio: la sua identità.
 
Naturalmente ognuno ha il diritto di vivere lo stadio come meglio crede e spero che queste mie parole che esprimono solo la mia opinione personale non offendano nessuno. E, giusto per evitare equivoci, fumare dove è vietato resta sbagliato. 
un saluto a tutti e forza Atalanta
 
 
Andre 
By staff
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