Raduno, ritiro, oggi e tempo fa

Ogni storia, prima o poi, cambia pagina. Vale anche per l'Atalanta. Dopo anni in cui un'identità precisa ha accompagnato la crescita della Dea, oggi inizia un capitolo diverso. C'è un pizzico di nostalgia per quello che è stato, perché certi percorsi lasciano inevitabilmente il segno. Ma il calcio vive di evoluzione e, per continuare a crescere, anche cambiare diventa una necessità. Juric e Paladino erano stati un caffe' ed ammazzacaffe' delle abbuffate cui ci aveva abituato Gasperini ma ora, con Sarri, si ribalta tutto e si ricomincia da zero con un'altra filosofia. Si lascia alle spalle il 3-4-2-1 che ha caratterizzato gli ultimi anni per passare al 4-3-3, senza escludere le alternative del 4-2-3-1 e del 4-3-1-2.
La nuova stagione ha preso il via questa mattina con il raduno della squadra. Sono 33 i giocatori convocati, che inizieranno il lavoro con test medici e fisici probabilmente a Bergamo nelle strutture mediche e ginnico sportive presenti allo stadio (benche' questa sia un'informazione da confermare ancora).
Il gruppo arriverà a scaglioni a completare le valutazioni atletiche, così da presentarsi nelle stesse condizioni al primo allenamento sul campo con Maurizio Sarri, in programma giovedì.
Gli italiani, anche solo per le ferie forzate mentre altri si giocano la coppa del mondo, saranno i protagonisti più attesi dei primi giorni. Gianluca Scamacca, Giorgio Scalvini, Marco Carnesecchi e Giacomo Raspadori rappresentano il presente e il futuro della Dea. Il club li considera pilastri del progetto e non ha alcuna intenzione di privarsene, nonostante negli ultimi mesi diverse società abbiano chiesto informazioni su di loro.
A quelli che hanno la scadenza di contratto piu' vicina essa sara' sicuramente rinnovata, soprattutto Scamacca perche' la societa' vuol provarci ancora sperando in meno infortuni e lui si e' detto dispostissimo a proseguire con noi nonostante vari articoli in queste settimane sostenessero il contrario.
Tecnicamente oggi e' il primo giorno in cui si ritrova una parte della rosa e ai piu' anziani tra coloro che ci seguono verra' sicuramente in mente cos'era una volta il primo giorno di raduno: una festa popolare, una condivisione, un ritrovarsi in una fede comune nella nostra piccola casa dopo ferie piu' o meno lunghe senza contare i ritiri in montagna e le centinaia e centinaia di tifosi che seguivano la squadra anche nelle varie localita' montane che la ospitavano.
Abitudine che era proseguita anche nei primissimi anni dopo la riacquisizione della societa' da parte del Tone.
Ora e' cambiato tantissimo, forse tutto, in nome di altre esigenze. Di sicuro la squadra e i giocatori sono molto piu' lontani (anche durante l'anno) da quella che e' l'opinione pubblica locale. Vogliamo pensare sia una naturale evoluzione delle cose, alla fine quello che conta e' il rendimento in campo, certo la nostaglia e il rincrescimento si fanno sentire...