Voti degli arbitri, come funzionano? Promossi e bocciati, le carriere si decidono così

L’osservatore è in tribuna con il tablet per i replay: le pagelle stagionali servono per chi sale e le dismissioni
E' un po’ il Grande Fratello arbitrale: vedi, giudichi, voti, poi arrivano graduatorie, promozioni e dismissioni. Sono le valutazioni degli osservatori e dell’Organo Tecnico per gli arbitri da campo e per i Varisti. Che fanno arrabbiare quelli dismessi, che hanno sollevato lettere, che hanno scatenato tutto come ben si sa. Ma come funziona il procedimento? Quali sono i criteri? Come avviene un’osservazione? Qual è la prassi che porta l’arbitro a sapere la propria valutazione? E qual è la scala dei voti? Un’indicazione... territoriale: l’osservatore arbitrale è ovviamente in tribuna e può essere riconosciuto perché dotato di un “tablet” per vedere e rivedere al replay le situazioni da campo. Per poi redigere, immediatamente, il voto assegnato.
Dismissioni 2026-27
—
Dalle valutazioni che verranno riunite alla fine dell’anno - partita per partita, prestazioni Var (o Avar) comprese - si costruirà la classifica finale che porterà alle decisioni finali. A livello di numeri, per esempio, il Comitato Nazionale ha già deciso che per la stagione 2026-27 saranno dismessi 5 arbitri per essere sostituiti con 5 promozioni, che ci saranno 12 saluti fra gli Assistenti e ne entreranno 7, che in Sala Var (VMO) 5 escono e 5 entrano. E che gli osservatori arbitrali saranno 25. Quanti ne resteranno quindi? L’organico Can A e B 2026-27 sarà composto - ripetiamo, nei numeri - da 42 arbitri, 72 assistenti arbitrali, 25 fra Varisti e Avar, 25 osservatori arbitrali. I nomi? Come sempre verranno fuori alla fine della stagione e resi noti i primi di luglio. Proprio in base alle valutazioni nelle quali entreremo adesso.
voti e gli stop probabili
—La tabella nelle valutazioni in campo italiano è fin troppo chiara, al di là del fatto che resta tutto nella soggettività dell’osservatore: si va dall’8,70 all’8,20, una sorta di pagella con le vie di mezzo che diventano fonti di discussioni e anche incazzature variegate. Perché la soggettività di chi osserva diventa “padrona” e il direttore di gara (come gli assistenti) possono dissentire. Ma quel voto è e resta nella graduatoria stagionale. L’eccellenza è 8,70 (“Prestazione praticamente esente da errori”), l’8,60 parla di prestazione ottima in cui si accenna alla “futuribilità ampia” del soggetto e via a scendere, con l’8,40 che è sufficienza (“Prestazione senza negatività, l’arbitro è idoneo”) e l’8,20 che racconta di “ carenze significative e gravi errori: limitata futuribilità”. Non c’è un tassametro, sia chiaro: raccontano che La Penna in Inter-Juve (simulazione di Bastoni) avrebbe preso 8,40 ed è tornato in A dopo un mese ripartendo dalla B. Conta la prestazione complessiva ma in linea di massima con 8,40 è facile ripartire dalla B, con 8,30 si saltano 2 turni, con 8,20 la... panchina si fa lunga. Senza tabelle, sia chiaro, ma valutando pure la condizione atletica e il momento.
Lo sai subito
—Le valutazioni degli osservatori sono rese note immediatamente dopo la gara: l’osservatore arbitrale scende negli spogliatoi, raggiunge la stanza degli arbitri/assistenti, argomenta la propria visione della gara, elenca cose fatte bene e male, palesa la valutazione. Subito.
Voti Var: da 4 a 10
—
E sul Var? I voti arrivano 2-3 giorni dopo la gara dagli Organi Tecnici: erano Rocchi e Gervasoni a dare la valutazione (dal 4 al 10) a varisti e Avar in base a visione dei video nei giorni successivi e ascolto degli audio intercorsi fra Lissone e campo. E in ambito internazionale? Si mantiene la tabella di cui sopra ma ogni errore del Var incide sulla valutazione finale per un totale di 0,5.
fonte gazzetta.it